Intervista a Pecorelli



Notizia inserita da: doremifasol in data 12/02/09 alle ore 18:53 Condividi   vista 3416 volte


di Selene Coccato

Anni 70, Roma. Il film inizia con la colorata immagine di un gruppo di figli dei fiori dell’epoca che manifesta per la pace in piazza del Popolo, tra loro Andrea, il diciannovenne protagonista della storia e si può dire una sorta di alter ego di Claudio Baglioni che, insieme a Ivan Cotroneo,  lo sceneggiatore de “L’uomo che ama” e “Piano Solo”, si è cimentato nella scrittura  della pellicola, dando vita ed immagini a ciò che fino ad ora erano solo “parole e musica”.
Andrea, in modo quasi fortuito,  incontra Giulia, una timida diciassettenne dai grandi occhi azzurri, solo di uno scambio di sguardi e tra loro è subito amore, il primo amore.
E qui ha inizio la loro storia, le difficoltà legate al forte sentimento che è nato tra loro, la necessità di crescere, di rapportarsi col mondo esterno, col mondo degli adulti, le gioie e le sofferenze che l’amore porta con sé. Entrambi molto giovani hanno davanti a loro un futuro ancora da esplorare; se Andrea sogna di fare l’architetto e attraverso le sue visioni, talvolta oniriche, vorrebbe trasformare il proprio quartiere, la propria città, in un posto migliore, Giulia, essendo ancora all’ultimo anno di liceo, vive il momento della scelta che la deve fare crescere e il grande sentimento, il momento particolare che i due giovani vivono insieme, sebbene li renda felici, sembra complicare la loro esistenza, perché difficile da gestire a quell’età.
Ad Andrea, per citare la canzone di Baglioni, “una mattina arriva la cartolina rosa”…il militare. E tutto cambia. Il loro amore sopravvivrà davvero alla prima grande difficoltà che la vita mette sulla loro strada? Quindici mesi sono lunghi e la necessità di realizzare i propri sogni e abbandonare definitivamente il periodo dell’adolescenza che, fino ad ora, li ha protetti, incombe.

Film adolescenziale e del filone di Moccia e C., qui l’intento era probabilmente quello di esplorare non solo un periodo storico affascinante, ma anche, e soprattutto, il primo grande amore che ognuno di noi ha vissuto.
La regia di Riccardo Donna, alla sua prima esperienza cinematografica, è efficace e senza sbavature, l’interpretazione di Emanuele Bosi (quasi un clone di Riccardo Scamarcio) è nettamente più convincente di quella di Mary Petruolo, il difetto sta in una sceneggiatura che forse ha avuto il grande freno e difetto di dover rifarsi alla nota canzone di Baglioni cercando di creare un mondo intorno ad essa e perdendo così, talvolta, il filo; la prima parte del film (quella che racconta l’amore) risulta troppo lunga rispetto ad una seconda parte più dinamica e dove succede innegabilmente molto di più.
Indubbiamente adatto a tutti i giovani innamorati che il giorno di San Valentino vorranno andare a vederlo, rispecchiandosi nella storia di Andrea e Giulia.
www.questopiccolograndeamore.it

C’ero anch’io, martedì sera, all’anteprima nazionale del film tenutasi a Milano, al cinema “Odeon”, ed ho voluto fare qualche domanda a Giannandrea Pecorelli dell’ “Aurora Film” che, insieme a “Medusa” e “11 Marzo Film”,  ha prodotto la pellicola:

1. SOPRATTUTTO NELLA PARTE INIZIALE DEL FILM HO NOTATO UNA VOLONTA’ DI RACCONTARE IL PERIODO DEGLI ANNI 70 CHE POI FORSE SI E’ PERSA UN PO’ PER DARE MAGGIORE SPAZIO ALLA STORIA D’AMORE, E’ COSI’?

Direi di sì, ma più che si è perso si é focalizzata sulla storia dei due ragazzi. Anche se per esempio c’é largo spazio alla leva militare e alle difficoltà di poter continuare una relazione a distanza tipico di quegli anni.

2. L’IDEA E’ NATA DALLE CANZONI OPPURE LE STESSE SONO STATE POI ADEGUATE AL FILM?

L’idea nasce e si sviluppa assolutamente partendo dall’album, che di fatto é un concept album, ovvero attraverso TUTTE le canzoni si racconta un’unica storia…per l’appunto d’amore.

3. CON QUALE CRITERIO SONO STATI SCELTI I PROTAGONISTI? LUI MI E’ SEMBRATO PIU’ “NELLA PARTE” RISPETTO A  LEI, FORSE ANCHE PERCHE’ IL PERSONAGGIO DI ANDREA E’ STATO TRATTEGGIATO PIU’ APPROFONDITAMENTE IN FASE DI SCENEGGIATURA.

Le canzoni di Baglioni sono tutte al maschile. E’ un racconto in prima persona vissuto dal protagonista ( la stessa canzone più famosa per l’appunto questo piccolo grande amore é un flash back…). Al personaggio di lui é stata aggiunta in sceneggiatura il personaggio femminile e il suo mondo .

4. A QUALE TARGET SI RIVOLGE IL FILM? AGLI ADOLESCENTI CHE NELLA STORIA SI RISPECCHIANO, AI NOSTALGICI DI UN PERIODO O AI FANS DI BAGLIONI? OPPURE A TUTTI E TRE?

La speranza é sempre quella di fare un film per tutti, genitori e figli. Sicuramente la sovrapposizione film/Baglioni é predominate, ma speriamo che possa interessare ai più


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