ANDRIA NEL CUORE
Notizia inserita da: in data 30/04/06 alle ore 13:05
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Ieri sera. Concerto benefico e progetto per l'oratorio
Architetto Baglioni «Andria nel cuore»Claudio Baglioni 2, il ritorno. Il ritorno ad Andria, nel quartiere Croci-Camaggio, per un concerto di beneficenza per raccogliere fondi da destinare all'oratorio «S. Annibale di Francia», da realizzare proprio nel quartiere. Il Comune di Andria nel 2005 ha ceduto gratuitamente il suolo, in diritto di superficie, ma serve, naturalmente, il denaro per realizzare la struttura. Servono 800.000 euro. Per l'oratorio della parrocchia Santissima Maria Addolorata alle Croci, per l'oratorio del quartiere Croci-Camaggio, un rione periferico, attraversato pure dal canalone Ciappetta-Camaggio, che ha avuto sempre problemi di esclusione, di abbandono e di criminalità , ma che ha visto i cittadini avere anche la forza del riscatto, del riprendersi il territorio. Dicevamo del ritorno: Claudio Baglioni, infatti, conobbe anni fa il parroco del quartiere, don Riccardo Agresti, impegnato nella difficile opera di fornire aggregazione, identità al rione e senso di appartenenza ai cittadini. Nel cortile di una scuola, quella di via Camaggio, don Riccardo Agresti mette su un oratorio che funziona, ma che non ha una struttura. Baglioni rimane impressionato da tanta costanza e tenacia e offre il suo impegno: l'11 luglio 2002 tiene un concerto di beneficenza proprio nel rione. È una storia che ad Andria si conosce bene, tante volte raccontata proprio dalla «Gazzetta». Intanto, giunge il suolo dal Comune. Ma sono necessari altri soldi. Baglioni offre ancora il suo impegno. E siamo al nuovo appuntamento, quello di ieri sera, millequattrocento posti, tutto esaurito, manco a dirlo. Il concerto ha permesso di raccogliere almeno 90 mila euro che, sommati ai contributi degli sponsor e a precedenti finanziamenti degli enti locali, permettono di raggiungere la cifra di 600 mila euro. È quasi fatta ed entro la fine di quest'anno i lavori avranno inizio. Ma c'è un'altra storia, pure questa raccontata, ma che val la pena riproporre: il cantautore romano, che è pure architetto (la laurea pochi anni fa), collabora al progetto dell'oratorio impostato da altri due architetti, andriesi, Michele e Filippo Galentino. Baglioni, quello che ha colpito gli andriesi non è stato solo il concerto di beneficenza, ma il fatto che ce ne siano stati due. Due concerti significano che Baglioni vuole contribuire fino in fondo alla realizzazione di questo oratorio. «Il nuovo concerto è nato per un'unica e precisa ragione. Non solo, cioè, fare ancora cassa per il "progetto oratorio", ma anche per avere un grande significato simbolico. Ripetere il concerto, infatti, significa insistere sulla tenacia, sulla costanza, sulla grande voglia di realizzare qualcosa. Tenacia, costanza, grande voglia che sono di don Riccardo e dei cittadini del quartiere. I veri fanti, cioè, che stanno facendo vincere questa battaglia». Oltre a cantare, Baglioni è anche impegnato nella progettazione. Che oratorio sarà ? «Anche in questo caso il mio è un semplice contributo. Gli architetti stanno facendo un gran bel lavoro. Ci sarà un atrio, una sorta di onda lunga che accoglie. Ci sarà una struttura all'aperto, polivalente, che permetterà non solo di giocare, ma pure di incontrarsi, socializzare. E' un'opera con elementi architettonici gradevoli e che non è invasiva: sarà ben inserita nel territorio». Arrivederci al terzo concerto? «Con la speranza, però, che non serva a costruire l'oratorio, ma che mi veda cantare nell'oratorio già costruito». Sta ancora piovendo. Ma non sarà certamente la pioggia a bloccare un sogno. Michele Palumbo
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