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E' vero, io non c'ero, ma....Notizia inserita da: doremifasol in data 19/01/10 alle ore 18:18 Condividi vista 1967 volte Ho vissuto questo raduno con una attesa di dubbi che mi ha portato a decidere di non andare, poi, vorrei quasi dire per fortuna, dopo aver preso quella decisione, ho avuto un motivo famigliare che mi avrebbe comunque reso impossibile esserci a prescindere dalla mia decisione presa in precedenza. E ieri guardavo fuori dalla mia finestra il muro di nebbia che avvolgeva il mio paese nelle ore che mi avrebbero visto sulla strada del ritorno, non so da dove l’avrei trovata, non so per quanti km mi avrebbe accompagnato, ma io che di solito non ho paura di nulla in auto e ho guidato in condizioni disastrose, ieri ho guardato quella nebbia con soddisfazione essendo dietro la finestra di casa mia, ben sapendo che era soltanto un ulteriore alibi per dire a me stesso che mai decisione è stata più giusta. Mentre ero a casa domenica scorsa, mi arrivavano sms e telefonate che mi informavano sull’andamento della giornata radunante… le più erano telefonate preoccupanti per le condizioni che si stavano trovando ad affrontare, persone di solito molto pacate e riflessive, per cui ancora di più capivo e mi colpiva il loro disappunto. Mi veniva in mente un particolare, conoscevo il Palafiuggi, so che si trattava di una struttura posta, si può dire, in centro a Fiuggi, vicina alla vecchia stazione del trenino che ora è stazione dei pulman e soprattutto vicina agli alberghi cittadini. Si tratta di una struttura molto ben attrezzata e molto modulare, inserita in un contesto di vivacità, visto che le terme annesse sono aperte tutto l’anno e che la via dove si trova è una via di passeggio. L’improvviso cambio di location mi ha sorpreso, l’ultima volta che sono stato a Fiuggi è stato nell’agosto scorso, in realtà ci sono stato per un gelato. Un solito agosto dove tutto a Fiuggi è in piena attività. Mi ricordo che negli anni scorsi, quasi una decina a dire il vero, nei mesi estivi ero andato a fare un giro nel parco delle terme Anticolane, un parco bellissimo posto sulla cosidetta superstrada un po’ prima di arrivare in paese, un parco di grandi alberi e di aiuole fiorite, di fontanelle e di viali ombrosi… non ricordavo proprio che c’era un palasport. Già, quel parco e quelle terme d’inverno che io sappia sono chiuse, tutto è un po’ lasciato a sé stesso in attesa della stagione estiva, sono passati un po’ d’anni dal mio ricordo, ma mi pare che ancora tutto sia come prima. Forse ora in più c’è il palasport e un campo da golf… se sbaglio corregetemi. Quando ho sentito il cambio di location sono allibito, ho pensato che se tutto era come un tempo, quel posto di comodità in inverno ne aveva proprio poche, e allora perché quel cambio repentino? C’era forse un’altra manifestazione al palafiuggi, prima destinazione del raduno? Oppure semplicemente il palaterme costava meno? Mi viene da pensare alla risposta che la sign. Barattolo ho letto che ha dato ad una ragazza che più o meno è stata questa: “ è troppo difficile trovare in inverno soluzioni con le sedie che siano poco costose”. Preferisco non commentare questa frase, dico solo che se il raduno è come sempre l’ultimo pensiero di Clab, ci si troverà sempre a farlo in periodi invernali e quindi difficili perché i palasport sono impegnati in altre manifestazioni… non è poi così difficile prevederlo. E i messaggi scritti e vocali che mi arrivavano confermavano tutto quello che avevo immaginato, ma che avevo dentro di me sperato tanto che fosse sbagliato. Perché quando sei nel deserto non hai molto altro da fare che accettare quel che trovi senza nessuna possibilità di scegliere come gestirti la giornata, così mi viene in mente una lettera che ho letto in cui un ragazzo affermava che sarebbe bastato stare un po’ più in paese e accontentarsi dell’80° fila per non avere disagi e un’altra ragazza che rispondeva, ma se il pulman mi scarica davanti al palasport in pieno deserto, come ci andavo in paese? E cos’altro potevo fare se non mettermi in fila sperando di trovare un po’ di confort una volta entrata? Concludeva dicendo che avrebbe preferito anche lei stare in 80° fila piuttosto che in 30° come le è successo, se questo le avrebbe dato modo di avere un po’ di confort in più. E invece dentro non c’era niente, allucinante! Seduti a terra, giovani e anziani, donne in gravidanza e persone ben più anziane di Claudio, persone che magari avevano impedimenti fisici permanenti o meno. Questa ragazza credo abbia toccato un altro punto chiave, se ben ricordo da quel punto in paese ci saranno almeno due chilometri, è posto in una zona bellissima d’estate, ma isolata e quasi abbandonata d’inverno, penso a chi si è trovato con i mezzi pubblici a dover scendere dal centro del paese dove era alloggiato in albergo, come avrà fatto? Spero ci fosse un mezzo pubblico almeno, perché di alberghi lì vicino non ce ne sono e se non hai il passaggio di un’amico credo se la siano vista proprio brutta. penso ad un’amica che ha qualche problema fisico che gli dà problemi a camminare per lungo tempo. Entrati nel palasport e fatti i conti con la prima sorpresa negativa del posto, i messaggi che mi arrivavano erano di litigate per il posto, di persone che venivano letteralmente calpestate, di pavimento ormai inzuppato con quello che ne conseguiva. In fondo capisco il disappunto di chi fa ore di fila e poi trova posti occupati da persone a cui qualcuno ha tenuto il posto, non c’è un biglietto, tutti dovrebbero avere gli stessi diritti e l’unica precedenza dovrebbe farla la fatica che si è sopportata per far la fila, con le dovute eccezioni comprensibili che immaginiamo tutti, ma purtroppo spesso i posti sono per baldi giovani o balde ragazze che se hanno dormito un’ora in più a casa loro, sarebbe stato giusto rimanessero dove il loro orario di arrivo le avrebbe relegate. Una mia amica con il suo gruppetto di persona ha preferito lasciare il suo posto e spostarsi molto più indietro per non rimanere coinvolta nella ressa e nelle litigate. Contestazioni forse incivili, ma non è facile farsi sentire e l’esasperazione era davvero tanta, sentivo i miei amici molto arrabbiati e non sono certo persone che si abbandonano a scenate, ho letto del lancio dei tappetini, quello mi sembra troppo, ma ogni altro modo di farsi sentire credo sia stato giusto. Perché il raduno non è un concerto qualunque, è un giorno di festa e se questa è l’organizzazione, fare festa diventa difficile se non pericoloso. Non si può giustificare un simile disagio pensando e credendo che i Clabber alla fine davanti alla solita grande performance di Claudio dimenticano tutto. Siamo soci che non contiamo niente, che non abbiamo nessuna possibilità di decidere, va bene, ripetiamo sempre le solite cose sapendo benissimo che tanto non cambierà niente, dentro Clab sappiamo che di legale non c’è niente o quasi, ma forse per questo, per questa cosa per cui dobbiamo solo subire e non possiamo nemmeno dire che chi organizza non è all’altezza, visto che ci mette a disagio e magari in pericolo, visto che non possiamo scegliere da chi farci organizzare, credo sia comprensibile se questo disagio si manifesta. Ma vi domandate se in quella situazione qualcuno si fosse fatto male, se qualcuno per un qualunque spostamento, per andare in bagno o per salutare un amico avesse calpestato o semplicemente urtato un altro che si fosse, che so, rotto un braccio, chi avremo –avreste- dovuto ringraziare? E senza nemmeno poter dire facciamo cambiare mansione a quell’organizzatore? Avremmo semplicemente detto che il colpevole era chi ha calpestato, scavalcando magari per andare in bagno una selva di persone sedute e tutto sarebbe rimasto uguale, con buona pace di chi non ha tenuto in nessuna considerazione che quella era una situazione di disagio estremo non in un concerto, ma bensì nel raduno di una associazione di cui noi siamo –saremmo- i soci. All’uscita sentivo tanto appagamento da parte dei miei amici per quello che poi Claudio ha dato, ormai non mi sorprende che riesca sempre a sorprenderci in queste occasioni, quasi come se sapesse che l’impegno emozionale e professionale che dà è l’unica carta che può giocare in un simile contesto, quando risposte vere a quelle situazioni non ne ha. Sono contento per quelle persone che nonostante tutto, nonostante i disagi di ore di viaggio e di ore di attesa in condizioni scomode, alla fine hanno mantenuto soprattutto l’impressione ricevuta da un Claudio generoso e capace di elevare emozioni sopra il mare in burrasca, almeno sono stati ripagati dei disagi da quello che poi hanno ricevuto. Ma permettetemi di dire da parte di uno che il raduno non l’ha visto, che letto dal di fuori, dai racconti, letto dalla parte della semplice cronaca e non sotto i fumi emozionali che la classe di Claudio dal punto di vista della sua professionalità riesce a dare, ciò che ne esce è davvero sconfortante, un raduno preoccupante per una approssimazione che sembra proprio frutto di un totale smarrimento di un interesse costante verso Clab e i Clabber da parte di chi lo gestisce e frutto di un totale disinteresse nei confronti delle più elementari misure atte a far sentire i Clabber almeno un po’ considerati nelle loro primarie esigenze. Claudio ha detto riferendosi ai Clabber che questo è un paese difficile da governare per chiunque… io credo che questo sia un paese che in tante cose si manifesta migliore di chi ci governa e credo che i Clabber in realtà siano mediamente migliori di chi governa Clab. Se lo ricordi Claudio, che molti di quei Clabber che lui ha detto ingovernabili, hanno fatto ore di viaggio, han preso ferie, hanno speso soldi e fatto ore di fila sotto la pioggia senza niente che mitigasse il disagio della fatica e dell’attesa per andare a Fiuggi e sentirsi dire che siamo un popolo ingovernabile. Mi domando, ma non sarebbe meglio organizzare il raduno sempre nello stesso periodo e sempre nello stesso posto? Ma non sarebbe molto più semplice per tutti? Un caro saluto a tutti, è vero, io non c’ero e forse non dovrei parlare, ma la sensazione vista da fuori al netto dell’emozione che ha provato chi ci è stato, è quella del peggior raduno che sia mai stato fatto.
Nota di doremifasol: Secondo la nostra tradizione che va avanti dal 2001 sul web, qualsiasi resoconto e opinione riguardante la vita artistica di Claudio Baglioni, trovano da noi spazio, purché non contenga offese personali e parole che ledano l'etica di una corretta comunicazione. Noi, come al solito, ci asteniamo da qualsiasi commento personale e sottolineamo che verranno pubblicati tutti i resoconti inviati sulla nostra casella postale: wop@doremifasol.org e la Redazione di doremifasol.org e di saltasullavita.com si astiene da ogni responsabilità per il suo contenuto non essendo esso proveniente da essa. |
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