La città interetnica



Notizia inserita da: sabricara in data 19/11/07 alle ore 13:50 Condividi   vista 7198 volte


Napoli è il futuro della multiculturalità. Ad affermarlo “l’architetto” Claudio Baglioni, che ieri a Napoli nel corso del convegno “Idee di architetture del dialogo per la città intertecnica”, organizzato dall’Associazione Oltre il Chiostro, ha raccontato il suo sogno e il suo progetto di “città nuova”. Per il cantautore romano la città ideale deve contenere tante piazze con luoghi d’incontro come mercati, luoghi destinati allo sport e per i giovani. Ma come mai le città italiane tranne poche sono caotiche e poco funzionali? Per Baglioni la colpa è da attribuirsi alla pianificazione errata del dopoguerra quando gli architetti hanno avuto poca voce in capitolo. Ai nostri microfoni poi il cantautore sottolinea….


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grazie a http://ranocchiomonello.spaces.live.com/

"L'architetto Baglioni"

http://www.oltreilchiostro.org/doc/doc_55.pdf

Dal sito http://www.oltreilchiostro.org/


Grazie a Maddalena per le foto


DANIELA DE CRESCENZO

«Napoli è un frutto della multiculturalità, perciò proprio da qui potrebbe nascere la ”città nuova” che io vorrei»: l’architetto Claudio Baglioni racconta il suo sogno e il suo progetto a un pubblico di esperti, ma anche di fans attempati e di ragazzine scatenate. L’occasione la offre il convegno su «Idee di architetture del dialogo per la città interetcnica» organizzato dall’associazione «Oltre il chiostro». Al tavolo dei relatori il presidente del consiglio comunale di Napoli Leonardo Impegno, e quello del consiglio provinciale Enrico Pennella e poi Michele Cennamo, Corrado Beguinot, Benedetto Gravagnuolo, Marco Nieli, Paolo Pisciotta, Ambrogio Prezioso, Giuseppe Reale. Ha coordinato i lavori il giornalista Massimo Calenda. Ma quando arriva lui, l’architetto Baglioni (una laurea conquistata nel 2004, a 53 anni) l’attenzione del pubblico non ammette distrazioni: è lui la star. È lui che deve agitare i cuori e far volare le menti. E il cantante, che a Napoli parla a nome della fondazione «0’ scia», recita il suo ruolo con spirito e leggerezza. Comincia chiedendo scusa per il ritardo. E spiega: «Ho gemellato il traffico di Roma con quello di Napoli». Alla fine, quando si avvia a inaugurare la mostra organizzata dalla commissione dell’ordine degli architetti, accetta anche di rispondere a qualche domanda. Come immagina la città nuova che Napoli potrebbe essere? «Con tante piazze, con tanti luoghi dove attuare tutte le forme dell’incontro: mercato, studio, gioco, intrattenimento». Le periferie disegnate per i napoletani, però, si sono rivelate più luogo di scontro che di incontro. Perché? «In Italia, dal dopoguerra in poi gli architetti hanno contato poco, le città, si sono sviluppate in maniera caotica, senza un progetto. Genova è forse l’unica eccezione». Un cantante, dunque, conta più di un architetto? «Certamente. D’altra parte me lo diceva sempre mia madre: ”Canta, non studiare che ti si rovinano gli occhi”. Ma una città ben fatta è più importante di una bella canzone». Napoli è una città accogliente, disposta all’inclusione? «Si, l’interculturalità è nelle sue radici, nelle sue tradizioni. Non a caso il nome della fondazione che rappresento, O’Scia, che vuol dire il respiro, ha una rispondenza nel vostro dialetto, dove la parola ”ciato” ha lo stesso significato». Com’è nata la fondazione? «Da una serata tra amici cinque anni fa a Lampedusa. Si parlava degli immigrati cosiddetti clandestini che continuavano ad arrivare, e nacque l’idea di fare qualcosa. Io credo che il problema dell’inclusione sia difficile da affrontare e specialmente in questo momento i politici tendono a sfuggirlo. Ma non scegliere, non cercare soluzioni è l’unica cosa certamente sbagliata». Come disegnerebbe Napoli? «Questo compito sarebbe meglio affidarlo a Bennato, anche lui architetto e anche napoletano. Ma le mie idee sulla città nuova calzano perfettamente per la vostra città». Lei è venuto a Napoli per la «Notte bianca» che quest’anno è stata soppressa. Cosa ne pensa? «Purtroppo in Italia se qualcuno fa qualcosa, c’è sempre qualcun altro pronto a dire che quella cosa non va bene, questo è un male del nostro Paese». Tornerà a Napoli? «Certo, appena avrò terminato il disco al quale sto lavorando».


L’autografo su una «maglietta fina»

004 - Natale Capodanno EpifaniaC’è chi chiede la dedica per «Gaia, la mia fidanzata», chi gli porge da firmare un libro, chi un disco, chi una «maglietta fina», giusto per ricordare una delle sue canzoni di maggior successo. Claudio Baglioni sorride a tutti, accetta foto con intere comitive di giovani e meno giovani arrivate seguendo le tracce della nostalgia. I guardaspalle tentano di limitare la calca dei fan, ma lui non si spaventa, evidentemente abituato. Nel chiostro di Santa Maria la Nova ammira una mostra. Ha un sorriso e una battuta per tutti. Dalla folla a un tratto emerge un lp del 1974, «E tu», Claudio sorride al ragazzino che glielo tende per la firma «Quando è uscito, tu non eri mica nato», scherza. Ma l’adolescente replica: «La mia ragazza è contenta lo stesso, sei il suo idolo».


Mercatini di Natale 300x250Un bilancio dell’esame di abilitazione alla professione di architetto degli ultimi anni come pretesto per discutere del futuro delle città e di quello di Napoli, in particolare. Con questo spirito i membri della commissione del 2005-2007, guidati da Michele Cennamo, ordinario alla Federico II, hanno organizzato la mostra-convegno “idee di architetture del dialogo per la città interetnica”. I migliori lavori sono esposti da ieri e fino al 2 dicembre nel chiostro di Santa Maria La Nova a Napoli. E proprio per inaugurare la mostra si è tenuto un convegno, che ha visto coinvolti i più diversi attori interessati al tema, tra cui Claudio Baglioni, non nelle sue vesti più note di cantante, quanto in quelle di architetto e ideatore della Fondazione O’scià, che si occupa da 5 anni dello scottante tema dell’immigrazione clandestina.
Il presidente dell’Acen, Ambrogio Prezioso ha parlato della necessità di ragionare per Napoli in termini di “area vasta”, laddove il prg ha una “vision” troppo ristretta. Prezioso ha messo poi il dito in una piaga dolente per Napoli: siamo tra i primi in quanto a proposte, ma ultimi in attuazione. “C’è il modo di essere ottimisti”, ha proseguito, “ma solo se impareremo a coinvolgere di più e meglio il capitale privato”.
Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli Paolo Pisciotta ha riproposto un’antica battaglia dell’ordine partenopeo, quella per la qualità dell’architettura attraverso l’utilizzo del concorso. L’architettura di qualità, infatti, come evidenzia il caso Bilbao, può costituire un importante volano per l’economia.
Per Benedetto Gravagnuolo, preside della Facoltà di Architettura della Federico II, bisogna trovare un equilibrio tra integrazione e rispetto delle diverse ‘culture dell’abitare’”. E, a tal proposito, un bilancio della situazione dei Campi nomadi dell’area napoletana l’ha tracciato Marco Nieli, dell’Opera Nomadi, complimentandosi con gli organizzatori del convegno per la sua attenzione al tema della “progettualità dell’accoglienza”.
a. n.

FONTE: http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=292074


Dialogo nella città interetnica: le proposte degli architetti
di Andrea Nastri

Parlare delle città del futuro e della loro necessità di conformarsi secondo le esigenze dell’integrazione tra popoli e culture; farlo con tutti gli attori interessati alla sua trasformazione, ma soprattutto a partire dalle idee dei giovani architetti, ovvero di coloro che, verosimilmente, sarrano chiamati a progettarle e modificarle, quelle città. E’ questa l’idea che ha ispirato la mostra-convegno “idee di architetture del dialogo per la città interetnica”, organizzata dalla Commissione per gli Esami di Abilitazione alla Professione di Architetto dell’Università Federico II per gli anni 2005-2007, guidata dal professor Michele Cennamo. La commissione, infatti, ha deciso di far affrontare questo tema di grande attualità ai candidati e ha raccolto i loro migliori lavori in una mostra che sarà inaugurata Lunedì prossimo presso il chiostro del complesso di Santa Maria La Nova a Napoli. E l’inaugurazione, prevista per la mattinata di lunedì, sarà accompagnata da una convegno sul tema, a cui interverranno rappresentanti di tutte le forze che ragionano, da diversi punti di vista, sul futuro delle nostre città. Ci saranno, infatti, i costruttori, rappresentati dal presidente dell’Acen Ambrogio Prezioso, l’ordine degli architetti, con il presidente dell’ordine di Napoli Paolo Pisciotta ed il presidente del consiglio nazionale Raffaele Sirica, l’università, rappresentata dal preside della Facoltà di architettura Benedetto Gravagnuolo oltre che dallo stesso Cennamo, ma soprattutto rappresentanti di varie associazioni che si interessano da anni dell’incontro e dell’integrazione, laica e religiosa, tra popoli: Giuseppe Reale dell’Associazione Oltre il Chiostro, Corrado Beguinot della Fondazione Aldo Della Rocca, Michele Capasso della fondazione Laboratorio Mediterraneo, Marco Nieli dell’ Opera Nomadi.
Tra coloro che hanno aderito con maggiore entusiasmo, poi, troviamo Claudio Baglioni, non nelle sue vesti più note di cantante, quanto in quelle di architetto e fondatore dell’associazione O’ Scià (acronimo per Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare), nata nell'estate del 2003 per sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicato tema dell'emergenza immigrazione.
“Ogni città ha il suo linguaggio”, sostiene Baglioni, “e quel linguaggio è uno degli elementi principali tra quelli che producono la ‘cultura’ di chi abita quelle città”. “E’ proprio la capacità che ogni città ha”, prosegue il cantante, “di generare lingue e culture che obbliga quanti daranno forma alla città e, quindi, al suo linguaggio, ad utilizzare una lingua aperta e universale, un codice aperto e dinamico”.
Il convegno sarà anche l’occasione per ribadire la convizione del membri della commissione esami di abilitazione dell’assoluta necessità di ripensare i criteri e le modalità di svolgimento degli esami. “La prova in aula - sostiene Pasquale Miano dell’Università Federico II e membro della commissione - rappresenta per i candidati un incubo. La modalità di verifica della preparazione dei laureati in architettura appare, infatti, del tutto anacronistica in relazione al fatto che è cambiato profondamente negli ultimi anni il mestiere dell’architetto”.


Clicca qui!

di Andrea Nastri  
Si terrà lunedì 26 novembre - presso i locali dell’Associazione “Oltre il Chiostro”, in piazza S. Maria La Nova numero 44- la mostra-convegno dal titolo “Idee di Architetture per la città interetnica”.
La mostra avrà per argomento il contributo dato dall’architettura - sia essa su scala edilizia, che urbana — nel sempre crescente processo di integrazione etnica e culturale che ha luogo nella nostra città.
Saranno esposte ottanta idee-progetto, elaborate da altrettanti giovani architetti provenienti da tutta Italia, sul tema degli spazi di incontro e di dialogo tra differenti comunità, caratterizzate da forti identità culturali, religiose.
Alla giornata di inaugurazione sarà associato un convegno in cui diverse personalità istituzionali si confronteranno sul tema.
All’evento hanno già dato adesione, tra gli altri, il Consiglio Regionale della Campania, il Consiglio Provinciale di Napoli, il Consiglio Comunale di Napoli, il Consiglio Nazionale degli Architetti, gli Ordini degli Architetti di Napoli, Avellino e Benevento, la Facoltà di Architettura dell’Ateneo “Federico II”, l’Associazione “Oltre il Chiostro” di Giuseppe Reale, la Fondazione “Mediterranea” di Michele Capasso, la Fondazione “O’Scià” di Claudio Baglioni ed altri soggetti fortemente radicati sul territorio.  


Adotta un bambino a distanza con SOSPresso l'Associazione "Oltre il Chiostro" - sala antico refettorio - Piazza Santa Maria La Nova 44 - Napoli si terrà una tavola rotonda e l'inaugurazione della mostra Idee di architetture del dialogo per la città interetnica
Inaugurano: Sandra LONARDO Presidente Consiglio Regionale della Campania Leonardo IMPEGNO Presidente Consiglio Comunale di Napoli Enrico PENNELLA Presidente Consiglio Provinciale di Napoli
Discutono sul tema Claudio BAGLIONI Fondazione O'Scià - Corrado BEGUINOT Fondazione della Aldo Rocca - Michele CAPASSO Fondazione Laboratorio Mediterraneo - Michele CENNAMO Presidente Commissione Esami di Stato - Benedetto GRAVAGNUOLO Preside Facoltà di Architettura Napoli - Marco NIELI Consigliere Nazionale Opera Nomadi - Paolo PISCIOTTA Presidente Ordine Architetti P.P. e C. di Napoli - Ambrogio PREZIOSO Presidente A.C.E.N. -  Giuseppe REALE Associazione Oltre il Chiostro - Raffaele SIRICA Presidente C.N.A P.P.C.

Saranno presenti i membri delle commissioni esami di abilitazione 2005_2007: Dora FRANCESE, Fulvio FRATERNALI, Paquale MIANO, Stefano PRISCO, Gennaro POLICHETTI, Fulvio RICCI, Pellegrino SORIANO
Coordina Massimo CALENDA Giornalista RAI
MOSTRA
da Lunedì 26 Novembre a Domenica 2 Dicembre
ore 9,00 - 17,00 (feriali) ore 9,30 - 13,30 (festivi) Chiostro Santa Maria La Nova 44 - Napoli

 «Questo evento nasce dall’esigenza che un nuovo rapporto si dovrà istituire tra il ridisegno della Città futura a forte caratterizzazione multietnica e l’offerta professionale di Architetti di nuova generazione; subito dopo la formazione universitaria e l’esame di Abilitazione per l’accesso al mondo del lavoro.
Su questo assunto le Commissioni d’esame di Stato, per gli anni 2005 e 2007; nell’intento di riscattare questa prova dalla mera prassi burocratica in cui è confinata da diversi decenni, hanno proposto ai giovani candidati l’elaborazione di "idee di Architetture del dialogo per la Città interetnica" in grado di coniugare forme, funzioni e strutture proprie delle singole tradizioni linguistico - culturali con le esigenze della nuova società integrata in formazione.
Infatti l’irruzione, negli ultimi decenni, di nuove categorie sociali nelle Città a capitale avanzato dell’Europa occidentale coinvolge il dibattito architettonico orientandolo verso la ricerca di modelli urbani capaci di prefigurare la futura Città del XXI secolo attraverso un nuovo rapporto tra tipologie edilizie e morfologia urbana. In particolare il fenomeno della immigrazione, che sta muovendo masse consistenti di cittadini dalle aree povere a quelle ricche, caratterizza la formazione di una nuova società multietnica con la quale le Città dovranno confrontarsi ed attrezzarsi per ottimizzare accoglienze e strutture del vivere insieme.
Oggi le Città ricche vengono "invase" da un esercito di "spaesati" che formano il mondo dei "senza terra" che occupano luoghi "non luoghi" o terre di nessuno ai margini dei centri urbani; anche se spesso attestati dentro il suo perimetro storico. Si tratta di un esercito di aspiranti cittadini che, pur portandosi dietro, sui "barconi" della speranza, i caratteri distintivi della loro tradizione culturale; si muove con diffidenza sul nuovo territorio per le difficoltà notevoli di integrarsi con i residenti: difficoltà dovute anche, come in una moderna "Torre di Babele", alle differenti lingue parlate.
Oggi i tempi sono maturi per riprendere la ricostruzione di questa Torre di Babele rifunzionalizzandola e adeguandola alle esigenze delle nuove istanze esistenziali. Per l’architettura si tratta di cogliere questa epocale modificazione della struttura sociale per comporre un quadro ricco ed organico di azioni progettuali tese ad impedire il processo di distruzione del patrimonio culturale d’origine per individuare contenitori nuovi da riempire con funzioni nuove del dialogo coincidenti, soprattutto, con il riequilibrio tra meriti e bisogni delle diverse etnie presenti sul territorio.» La commissione.

FONTE: http://www.professionearchitetto.it/mostre/notizie/7035.aspx


Architettura per il dialogo


Progetti per la città del dialogo: mostra-convegno a S.Maria la Nova
Il mondo dell’architettura per il dialogo tra le culture: lunedì 26 novembre, presso la sede dell’associazione “Oltre il chiostro” nel complesso di Santa Maria la Nova a Napoli, di tiene l’incontro intitolato “Idee di architetture del dialogo per la città interetnica”. Il convegno si associa ad una mostra dei migliori lavori svolti nelle sedute d’esame di Stato del 2005-2007, dedicati proprio al tema dell’architettura del dialogo, che sarà inaugurata nella stessa giornata di lunedì.
di Andrea Nastri
Le città con il loro destino sempre più legato alla capacità di assorbire e valorizzare la tendenza alla multietnicità. Ma anche i giovani architetti, con il loro sempre più difficoltoso ingresso nel mondo del lavoro. Su questi due temi, di stringente attualità, asi sofferma Michele Cennamo, docente di Tecnologia dell’architettura presso l’Università Federico II di Napoli ed ex presidente europeo degli architetti, nella sua doppia veste di studioso della città ed ex-presidente della Commissione esami di Stato per la professione di architetto. Cennamo è tra i principali promotori, infatti, del convegno che si muove a cavallo tra questi due temi che si svolgerà lunedì 26 Novembre presso la sede dell’associazione “Oltre il chiostro” nel complesso di Santa Maria la Nova a Napoli, intitolato “Idee di architetture del dialogo per la città interetnica”.
“Storicamente le città ‘ricche’ - sostiene Cennamo - hanno sempre saputo assorbire l’urto incessante dei nuovi fenomeni e degli imprevisti incrementi demografici senza rinnegare la loro storia”. In questi casi si attiva infatti “una sorta di ‘cablaggio spontaneo’ in grado si supportare i segni di un nuovo modello di città e di un nuovo linguaggio architettonico capace di coniugare tradizione ed innovazione, teoria e prassi, tipologia e morfologia, con una buona dose di follia e fantasia”. E’ questa la sfida che abbiamo davanti ancora una volta oggi, ineludibile, venuta alla ribalta anche a causa degli ultimi fatti di cronaca. Esiste ormai anche in Italia, infatti, una quantità enorme e crescente di migranti in cerca di una nuova vita, che spesso finisce però col vivere ai margini della nostra società, sia in termini sociali che in termini propriamente fisici, ammassandosi in quei non-luoghi periferici che generano e moltiplicano emarginazione ed esclusione.
Le città devono “attrezzarsi per ottimizzare accoglienze e strutture del vivere insieme”, prosegue Cennamo, “e non debbono essere più vincolate necessariamente ad un territorio fisico e specifico, quanto piuttosto riferite ad un sistema di relazioni e di strutture”. E’ l’identikit della ‘multipolis’, modello di città immaginate nel 1993 nel progetto per il concorso internazionale di idee per la città del XXI secolo, che Cennamo vinse insieme al romeno Alexandru Sandu e all’indiano Vaikund Sadersai. Si trattava di “un modello il cui concetto chiave era il superamento dei limiti fisici della città e la definizione di un sistema a-geografico di cooperazione multiurbana”, ci racconta il professore. “Probabilmente oggi”, chiosa, “i tempi sono maturi per riprendere la costruzione di quella ‘torre di babele’ interrotta per un peccato di presunzione verso Dio”.
Ideare spazi per la multiculturalità, sociale, laica e religiosa, dunque. Tenere, cioè, sempre più conto, nei propri progetti, degli usi e delle abitudini di altri popoli, che ormai abitano, come noi e insieme a noi, le nostre città. Questo è un tema fondamentale per gli architetti, specialmente per quelli giovani che si affacciano oggi alla professione attraverso l’esame di abilitazione. Al convegno parteciperanno i rappresentanti di molti degli enti promotori tra cui Ambrogio Prezioso, presidente dell’Acen, Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale degli Ordini degli architetti, Paolo Pisciotta, presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli, Benedetto Gravagnuolo, preside della Facoltà di Architettura della Federico II, Giuseppe Reale dell’associazione “Oltre il chiostro”, padrone di casa dell’evento. Presente, inoltre, anche Claudio Baglioni, in qualità di architetto ma soprattutto di leader della Fondazione “‘O scià”, da tempo impegnata sul fronte del dialogo interetnico. 

FONTE: http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=291480


http://www.oltreilchiostro.org/
http://www.oltreilchiostro.org/doc/doc_54.pdf

Ci sarà anche Claudio Baglioni, da laureato in architettura, al convegno che si svolgerà lunedì mattina presso la sede dell’associazione «Oltre il chiostro» nel complesso di Santa Maria la Nova. Sarà un confronto tra le diverse scuole di architettura italiane e la loro capacità di formare i giovani alla professione. Intorno a questi temi si svolgerà infatti la mostra-convegno dal titolo «Idee di architetture del dialogo per la città interetnica», organizzato dalla commissione esami di abilitazione all' esercizio professionale di architetto. E i fan sono già allertati, a cominciare proprio dai giovani architetti che parteciperanno al convegno con la curiosità di ascoltare l’intervento del cantante che, per una volta non affronterà i temi musicali, ma quelli della professione di architetto e delle difficoltà incontrate dai giovani che si avvicinano a questa professione.  >>>

di Daniela De Crescenzoda Il Mattino del 27.11.07
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