Baglioni torna a volare



Notizia inserita da: doremifasol in data 15/09/08 alle ore 18:46 Condividi   vista 10135 volte


QPGA 2008 Opera Pop, Claudio Baglioni torna a volare tra cinema, musica e parole

di Laura Bogliolo

ROMA (15 settembre) - Di volare non ha mai smesso. Tra palchi, sogni e plastici di quartiere sopra le albe assonnate della sua Roma. Senza lasciarsi sbandare o sbriciolare dai passi fieri del Tempo che non perdona o dal pubblico che osanna, a volte invadente come il rumore della marea. «Il primo volo» l'ha fatto «guardando il cielo, per spazzare via la timidezza». Poi il sogno che diventa realtà quando, diciannovenne viene spedito in Polonia dalla sua casa discografica e conquista quel successo che la sua Italia non voleva proprio regalargli.

Primi anni Settanta, e aveva già iniziato a pensare a Questo piccolo grande amore che «inizialmente si chiamava solo Piccolo grande amore». Il rientro in Italia («non volevo, pensai il mondo non mi ha capitò, lo avevo detto a mamma: io resto qui») e poi la voglia di sfidare il destino componendo, quasi di nascosto dalla casa discografica un concept album che poi è diventato Questo piccolo grande amore, ormai chiamato con la sigla QPGA, «una sigla su un muro, l'unico che vogliamo imbrattare». Claudio Baglioni ripercorre le tracce del suo volo presentando oggi il suo nuovo progetto all'Hotel Hilton e riparte proprio dal 1972, da quell'idea che gli cambiò la vita. «Quando mi chiamarono per dirmi che l'album era secondo in classifica - ricorda il cantautore - crollai al primo angolo. Faccio questo lavoro da allora, da Questo piccolo grande amore».

E da allora continua a sfidare se stesso, fino ad oggi, con «un volo sorretto da quattro motori», un doppio album con 36 pezzi, i 15 del vecchio Lp ed inediti («non tutte canzoni, ma anche brani brevi»), una nuova opera pop che lo porterà nei teatri italiani («con le immagini mute che accompagnano la musica»), un film che è il «racconto dell'ultima generazione che sapeva sognare» e un libro, che il cantautore non ha ancora finito di scrivere e che promette sarà «un esordio o un ultimo atto».

Perché come i tutti grandi artisti Baglioni non sa se QPGA 2008 Opera Pop conquisterà tutti, ma, come dice lui, «dopo tanti anni di carriera bisogna prendere coraggio, non competere con gli altri artisti per il numero di spettatori dei concerti, ma misurarsi con la capacità di volo, grazie al senso della dismisura». E così volano i protagonisti del film e del libro che raccontano una generazione che sapeva ancora sognare celebrando «il 1972 come l'anno in cui il mondo ha compiuto 20 anni». Di quegli anni Baglioni non ricorda la lotta politica, «nel '68 - spiega - presi una schiaffo all'università e ancora devo capire chi me l'ha dato, la rivoluzione non l'hanno fatta i ragazzi di periferia come me, per noi rivoluzione era comprarsi un abito bello per andare a una festa ai Parioli, per noi la rivoluzione era il riscatto, avere una vita migliore. E hanno volato anche i miei genitori che dall'Umbria hanno preso un treno per Roma per cercare di avere una vota migliore». «Non pretendo di essere capito - spiega Baglioni - sarei un pazzo, ma bisogna provare a cambiare, usando una macchina spazio-temporale» che lo ha portato a rispolverare i cassetti della sua musica, a rintracciare brani inediti mai pubblicati, con nuovi arrangiamenti.
 
Tutto partendo da quella canzone votata come canzone del secolo a Sanremo '85 e citata da www.hitparadeitalia.it come l'album più venduto di tutti i tempi in Italia, canzone con cui Baglioni ha fatto un po' botte perché «si è mangiata la mia produzione, ma ormai ci ho fatto pace», anche perché il pubblico la ama. E nel doppio album, in uscita in autunno ci sarà anche il contributo di 40 artisti che Baglioni chiama «graffitari», «non duetti, ma interventi di amici per aiutare la narrazione del concept-album». Nel film, prodotto da 11 Marzo Film, Aurora Film e Medusa, che uscirà l'11 febbraio, e nel libro nei negozi a fine novembre, «si raccontano i ragazzi degli anni Settanta, i loro sogni, il conflitto con i genitori, lo scontro tra periferia e borghesia e ovviamente il primo grande amore, quello che non dura tutta la vita ma che ti cambia per sempre». Il soggetto è di Baglioni che insieme a Ivan Cotroneo regala una storia d'amore e di sofferenza, il primo bacio sul Lungotevere, «non un musical – spiega Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film – ma un vero film tratto da un album, con attori esordienti come Emanuele Bosi (Andrea) e Mary Petruolo (Giulia), per la regia di Riccardo Donna». Le riprese sono ancora in corso e verranno ultimate tra cinque settimane. «Nessun cameo, nessuna guest star» spiega Letta. Neanche Baglioni apparirà sullo schermo. Resterà dietro le quinte, a scrivere. Come sopra un muro, continuando la storia nel «libro che – spiega Gabriella Ungarelli di Varia Mondadori – ha vita propria, riprende anche appunti di Baglioni scritti negli anni Settanta».

Ad annunciare il progetto il doppio album che uscirà in autunno una mega produzione in controtendenza considerando «il periodo di crisi che il settore della musica sta vivendo» spiega Rudy Zerbi presidente della Sony Bag. Per toccare con mano la musica basta aspettare il il ritorno live di «Baglioni che è sempre alla ricerca – ha detto Ferdinando Salzano della Friends and Partners di progetti innovativi». Si parte il 12 novembre da Milano, poi dal 26 a Roma e infine l'8 dicembre da Napoli. «Ma si tratta solo di un'anteprima - spiega Baglioni – del tour che partirà il 2 febbraio e toccherà varie città tra cui Firenze». E le novità non mancheranno: due ore e mezza di musica dal vivo, con il supporto evocativo delle immagini di un music-movie, con sequenze tratte dal film QPGA che vengono proiettate su un gigantesco schermo ciclorama. Il concerto sarà seguito da una grande festa finale in cui Baglioni eseguirà i suoi più grandi successi.

A più di 30 anni dal suo primo successo Baglioni continua a sognare. Come quei giovani che descrive così nella prima scena del film: «Una manifestazione a piazza del Popolo, il volo di un lacrimogeno sopra le loro teste, l'unico in grado di spegnere il volo dei loro sogni».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31078&sez=HOME_SPETTACOLO


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