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Articolo TV Sorrisi e Canzoni

LA TV? NO GRAZIE, IL MONDO MI ASPETTA

“MI HANNO PROPOSTO UNO SHOW TUTTO MIO, MA VOGLIO EVITARE LA TRAPPOLA DEGLI ASCOLTI…”

Un giro del mondo partito lo scorso 6 marzo da Atlantic City (Stati Uniti) sta portando Claudio Baglioni dove non era mai stato prima. Per esempio, alla Royal Albert Hall di Londra, teatro di un grande concerto che è diventato un doppio cd (“Per il mondo – World Tour 2010”, già in classifica) e un dvd, nei negozi dal 23 novembre.
“Questo tour è una cavalcata entusiasmante” racconta Baglioni da Shanghai, in Cina, all’indomani della sua applauditissima esibizione all’Expo 2010. “Ogni concerto è diverso dall’altro. Suonando in luoghi e mondi che non conoscevo, sto scoprendo le diverse realtà degli italiani all’estero”.

Baglioni, “One World – Un solo mondo” è il suo primo tour internazionale dopo quasi vent’anni. Perché ha fatto passare tutto questo tempo?

“Avevo smesso di andare all’estero negli anni 90 per lo stress del trasferimento e la frustrazione di non poter visitare le città. La maggior parte del tempo, infatti, si passa negli aeroporti e nei camerini. “One World” è diverso. Ogni tappa rappresenta un’esperienza umana importante, un bagaglio di energie e di creatività che si rifletterà, mi auguro, nel mio prossimo lavoro di inediti”.

Quale idea si è fatto degli italiani all’estero?

“Ho avuto incontri ufficiali con le associazioni e le istituzioni che rappresentano il nostro Paese, e molti contatti occasionali con i fan. Ho scoperto un’italianità forte, una coesione più viva fuori che dentro i nostri confini”.

Negli ultimi anni, tra concerti, cinema e dischi, non si è mai fermato. A che cosa è dovuta questa iperattività?

“Giunti a una certa età si cerca di utilizzare meglio il tempo a disposizione, di non sprecarlo. La maturità ti spinge a rifugiarti nelle cose sicure, e allo stesso tempo è fonte d’irrequietezza. In questo la musica aiuta molto perché da quell’adrenalina che ti spinge a continuare e a non essere ripetitivo”.

Quando la rivedremo in televisione?

“Spesso mi propongono di tornare con uno show tutto mio, ma per fare tv bisogna avere una sincera predisposizione. E’ necessario essere messi in grado di farla col sorriso per evitare di finire nella trappola degli ascolti. Quando ho fatto “Anima mia” e “L’ultimo Valzer” la situazione non era così competitiva. Per me è sempre una tentazione perché è il più grande teatro del mondo. Al momento, però, preferisco restarne fuori e fare l’ospite”.

Si dice che sarà protagonista di una puntata di “Due”, lo show musicale di Raidue.

“Mi è stato proposto, ma sebbene io sia stato il primo a fare i concerti in diretta sulla Rai, oggi preferirei un programma più articolato di “Due”, dove la musica sia il piatto forte e non l’unica pietanza”.

Con Fabio Fazio in “Anima mia” lei abbandonò definitivamente l’immagine di artista schivo e serioso. Come arrivò a quel cambiamento?

“Prima dell’uscita dell’album “Oltre”, nel 1990, ebbi un incidente stradale. In quel periodo stavo seriamente pensando di staccarmi dal pubblico, un pò come Battisti e Mina. Rimanere bloccato per 15 giorni, solo con me stesso, mi fece capire quanto fosse importante il contatto con le persone, quanto mi facesse bene. Decisi allora di essere più presente e di prendermi meno sul serio”.

Lei è architetto dal 2004 e ha superato anche l’esame di Stato. Ha iniziato a esercitare?

“Mi piacerebbe riqualificare alcuni teatri, e sto già lavorando in questo senso. L’architettura è sempre stata una mia mania. Avevo lasciato l’università a 23 anni per seguire la musica, ma non l’ho mai scordata. E ho sempre curato in prima persona il palco dei miei spettacoli”.

Nel 1982 scrisse “Avrai”, la canzone in cui raccontava il futuro di suo figlio Giovanni, nato pochi giorni prima. Oggi aggiungerebbe qualcosa a quel testo?

“E’ strano, nel testo di “Avrai” non ci sono riferimenti alla musica. Un’omissione che oggi è molto evidente visto che Giovanni, senza che io l’abbia incoraggiato né in quel testo né dopo, è diventato un grande chitarrista”.

Trascrizione di Sabrina Panfili in esclusiva per doremifasol.org

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The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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