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Baglioni nell’isola delle coscienze

…(e dei fondi) mancati

  • di Silvia D’Onghia

Insieme a Baglioni, sul palco di Cala Pisana, gli artisti della nazionale cantanti, che non risparmiano qualche siparietto. “Noi siamo abituati al consenso – spiega Enrico Ruggeri – siamo quelli che, se raccontano una barzelletta, tutte le persone vicine ridono”. “Capita anche al presidente del Consiglio”, ribatte Luca Barbarossa, che lancia stilettate al governo: “È stato assente a lungo, per poi intervenire in modo eclatante nell’ultimo periodo. È incredibile che lo slancio venga dai cantanti e non dalla politica”. E in effetti loro sperano che la loro presenza possa servire da traino: in questa tre giorni di musica e spettacolo sono arrivati mille turisti.

A CALA PISANA gli immigrati non ci sono, restano reclusi all’interno del Centro di accoglienza: l’accordo con la Tunisia spesso vacilla e i tunisini che dovrebbero essere rimpatriati subito rimangono troppo tempo in quel carcere, irraggiungibile persino dalle note di “Io me ne andrei”. recuperati: “Sono ancora fluttuanti, potrebbero essere 9 o 15, il ministro li sta ancora racimolando, ma avrebbero già avuto il benestare del ministero dell’Economia”. È stato lo stesso Baglioni, dopo essersi confrontato col sindaco di Lampedusa, De Rubeis, ad andare dalla Prestigiacomo con la lista della spesa, e un mese fa al cantante è arrivata una prima risposta positiva. Il primo cittadino sta ancora aspettando che parta la terza fase annunciata da Berlusconi, quando due mesi fa venne a fare il suo show di cartapesta a Lampedusa (“ve n ne come il salvatore per annunciare i 10 comandamenti”), quella del rilancio dell’economia. Quando guardi il mare, dall’alto di Cala Pisana, ne comprendi la potenza, e anche la cattiveria. “Non è la prima volta che accade, speriamo che sia l’ultima. Questo tratto di mare si porta a fondo, anche a fondo della nostra coscienza, storie disperate “.

Claudio Baglioni sa che il Mediterraneo è diventato il cimitero per altri disgraziati, nel giorno in cui lui e una ventina di artisti cantano per portare solidarietà agli isolani, accoglienza ai profughi e riconoscenza ai soccorritori (l’iniziativa, voluta dalla Fondazione O’Scià , si chiama “Lampedusa sùsiti “, “alzati”).

“NESSUNO DI NOI si rende conto di cosa vuol dire attraversare buona parte del continente africano – spiega al Fatto – essere sottoposto a tante angherie, per poi arrivare su una costa e affrontare quella che a mio avviso è la parte più agevole del viagg io”. La soluzione? “Ripor tare il treno alla stazione di partenza, regolando i flussi all’origine. Mi auguro che i nuovi governi della primavera araba siano in grado di creare degli avamposti che sappiano già lì, per esempio, quanti sono i rifugiati. I politologi ci dicono che arriveranno
in Europa 300 milioni di persone, saranno più i nuovi europei dei vecchi europei. Ci dobbiamo mettere l’anima in pace o la storia ci presenterà il conto”. Baglioni (che svela che andrà a votare per i referendum, “ho già votato l’altra volta contro il nucleare”) vuole guardare avanti, nel tentativo di riportare la normalità in un’isola che ha visto un calo dell’80% delle prenotazioni per la stagione estiva. Ma ammette che la gestione dell’emergenza è stata, almeno fino a un certo punto, pessima: “Mi auguro che non ci sia stata la volontà politica di tenere le persone in quelle condizioni, ma c’è sicuramente stata la volontà di far vedere all’Europa quanto questo territorio sia esposto. Dopo si è anche esagerato e ci sarebbero delle responsabilità da ravvisare. Continuiamo a chiamarla ’emerge n z a ‘ quando va avanti da 20 anni”.

LE 5MILA PERSONE assiepate ieri (poco più di 7mila gli abitanti dell’isola e un migliaio i turisti in questi giorni) dal primo pomeriggio, sotto il sole e il vento sferzante, erano qui per la musica: per i lampedusani ” o’ scià ” è un saluto che letteralmente vuol dire “respiro “, il respiro dell’uomo, del mare, ma anche la speranza di non essere lasciati soli. Baglioni comincia il concerto con l’inno di Mameli, come aveva promesso al Procuratore antimafia Grasso in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone. La politica regala agli isolani l’ultima illusione: lo stanziamento di 12 milioni di euro da parte del ministero dell’Ambiente. Ad annunciarlo è il capo della Protezione civile e commissario all’immigrazione, Franco Gabrielli, che però non è in grado di dire da dove siano stati

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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