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Baglioni e Nannini da Morgia

Addio a Pepi Morgia, light designer. Rese i concerti italiani degli show

Pepi Morgia amava ispirarsi a Corto Maltese. Ha chiesto che le sue ceneri vengano disperse in mare

Ispirato dal mago Svoboda, aveva lanciato in Italia il mestiere di light designer, Pepi Morgia: una figura assai nota nel mondo della musica popolare italiana, dove ha curato molte regie di concerti, è scomparso ieri a 61 anni appena compiuti per un male velocissimo e senza scampo, all’hospice del San Martino dov’era ricoverato da fine agosto.

Baglioni e la Nannini erano andati da poco a trovarlo, nella camera che aveva arredato a modo suo, con quadri e lenzuola colorate: qui aveva sposato, appena quattro giorni fa, Patrizia Tenco, nipote del cantautore. Nozze officiate da Don Gallo, che oggi alle 12 celebrerà il funerale alla comunità di San Benedetto al Porto.

Pepi Morgia ha vissuto l’intera vita fra le quinte dello showbusiness. Fu tra i fondatori del Teatro della Tosse di Genova, Ma apprese anche a illuminare facciate, facendone un mestiere spettacolare che lo spinse fino ad accendere la Fontana di Trevi, la Sacra Sindone e la Cupola di San Pietro, e a vestire di proiezioni colorate il Colosseo. Aveva fatto da giovanissimo alcune esperienze nei club di Londra, seguendo l’aspetto visuale del pop/rock di quell’epoca nella quale decollavano David Bowie ed Elton John, i Genesis e i Roxy Music. Tornato a Sanremo, dove abitava, lavorando con il Club Tenco venne a contatto con il mondo del cantautorato italiano. Fu sua l’idea di dar vita luminosa e scenografica ai concerti, in quell’epoca alquanto spogli.

Curò la regìa dei tour di Fabrizio De André, e da allora non ci fu quasi artista italiano che non si affidasse almeno una volta alla sua esperienza; lo vollero per le scenografie Rudolph Nureyev e Carla Fracci, e pure il Pavarotti&Friends nella sua storia decennale. Negli ultimi anni, aveva lavorato al marchio di Genova città dei cantautori. Era rimasto sempre curioso, gli piaceva scorrazzare negli ambienti che davano da vivere all’arte. Attualmente, era direttore artistico del Comune di Sanremo, ma era stato delegato culturale per gli scambi Italia-Urss, attaché culturale alle Azzorre, presidente del Centro Studi Maltese per lo sviluppo di cultura e turismo.

  • Grazie ad Arianna

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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