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Fiorello: Consenso Lampedusa e’ vittoria

Terraferma piacera’ in America per tema, fotografia e poesia’

dell’inviata Giorgiana Cristalli

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – L’Oscar con ‘Terraferma’ Beppe Fiorello lo ha già vinto: “é l’approvazione dei lampedusani, il loro benestare, il fatto che si siano identificati nei protagonisti del film”, spiega all’ANSA l’attore raggiunto dalla notizia della designazione come candidato italiano per le nomination all’Oscar straniero proprio qui, su quest’isola delle Pelagie in mezzo al Mediterraneo, circondata dallo stesso mare del film di Emanuele Crialese.

“Mi sembra un segno del destino molto forte ed evidente la mia presenza qui proprio oggi, ospite di Claudio Baglioni alla manifestazione O’Scià (stasera leggerà un testo di Nelson Mandela e canterà con Baglioni la canzone di Domenico Modugno ‘Lu grillo e la luna’). Lampedusa – spiega – è molto vicina a Linosa, dove abbiamo girato.

L’isola rappresenta, come dice Crialese, il tema della paura. Il film racconta che non bisogna temere gli altri. I lampedusani in questi 20 anni non si sono mai tirati indietro e hanno accolto gli immigrati. Pochi giorni fa ci sono stati scontri in piazza dettati, a mio giudizio, solo dall’esasperazione e da due forme di paura precise, una più istintiva, fisica, l’altra di rimanere soli”. Lungi da Fiorello l’idea di esprimere giudizi morali su quanto accaduto visto che – spiega, “nessuno di noi può veramente capire cosa si prova qui da almeno 20 anni”. Visto che “fa più rumore un albero che cade che 100 che crescono” sarebbe ingeneroso “ricordare un isolato episodio di violenza cancellando la storia e il grande insegnamento di Lampedusa al mondo su come ci si comporta”. “Il governo italiano avrebbe dovuto prevenire questa situazione con una presenza più continuativa sull’isola”, continua Fiorello. “Del resto in tre giorni si è smosso tutto ciò che non si era stato capace di muovere in più di 40 giorni: una cosa che genera qualche sospetto…”.

L’attore è convinto che ‘Terraferma’ “dimostrerà al mondo chi sono i lampedusani”, convincendo anche gli americani: “credo che anche loro accoglieranno molto bene questo film. Il tema è universale. Si parla di accoglienza, viaggio, movimento, emigrazione. Non è un film stereotipato. Oltre al tema, agli americani piacerà la fotografia, la poesia delle immagini, l’assenza di retorica di un’opera d’autore ma per il popolo”. Fiorello racconta di essersi sentito spesso ghettizzato dal cinema per aver prestato il suo volto a molte fiction ma la prospettiva dell’Oscar a ‘Terraferma’ non gli fa pensare al cinema più che alla televisione.

“Amo la tv, le storie che racconta e la Rai. Amo la fiction perché è una forma di comunicazione immediata, diretta, familiare, anche per chi non va al cinema”. E, a tal proposito, si toglie un sassolino dalla scarpa e, replica a distanza, ad alcune dichiarazioni di Michele Placido. “Peccato che sia scivolato su una dichiarazione frettolosa e generica sulle fiction, dicendo che sono prive di impegno. Avrebbe dovuto fare nomi e cognomi, forse non ha mai visto le mie fiction, tutte incentrate su temi sociali importanti, fino all’ultima in due puntate sui padri separati ridotti ad una vita di stenti, un tema estremamente attuale che riguarda circa 4 milioni di italiani”. Anche la commedia può raccontare “temi importanti”, conclude, come cercano di fare registi come Carlo Verdone, Paolo Virzì e Giovanni Veronesi”.

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