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O’scià fa ancora centro

Lampedusa “Un popolo che si saluta con parole come O’ Scià (fiato, respiro, ndr)’ è un grande popolo, con un cuore grande come il suo mare”: così Gianni Morandi ha voluto salutare, anche se a distanza, la nona edizione di O’Scià, che si è conclusa a Lampedusa. “Conoscere Lampedusa significa amarla. E io sono orgoglioso di sentirmi un pò lampedusano perchè quello che ho imparato su quest’isola e questa gente mi rende un artista e un uomo migliore. Grazie Lampedusa”, ha concluso Morandi scrivendo al padrone di casa Claudio Baglioni.

Oltre a lui sono stati tanti gli artisti che hanno inviato pensieri a sostegno della manifestazione musicale dedicata al tema dell’immigrazione: Biagio Antonacci, Massimo Ranieri, Franco Battiato, Ron, Ligabue, Andrea Bocelli, Giuliana Sangiorgi, Gianna Nannini, Giorgia, Renato Zero, Ivano Fossati, Pino Insegno e i Fichi d’india. Alla loro voce e a quella degli oltre 50 artisti che si sono alternati sul palco della spiaggia Guitgia, nei cinque giorni della kermesse, Baglioni ha aggiunto un suo messaggio telegrafico aprendo l’ultima serata: “A Lampedusa, ‘Con tutto l’amore che posso’, per dire che noi siamo qui, che non dimentichiamo e non dimenticheremo e che, se andiamo via, è un arrivederci e mai un addio”, parlando attraverso i titoli di alcune sue canzoni.

Sabato sera il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, ha annunciato che a tutti gli artisti che hanno partecipato a tutte le edizioni di O’ Scià (oltre 300) “sarà conferita la cittadinanza onoraria”. Lino Banfi, ospite della serata, ha ricordato il suo primo invito sull’isola, rivoltogli da un lampedusano doc, Domenico Modugno, e ha osservato: “Se quest’isola non si trovasse in Italia ma negli Stati Uniti, mi avrebbero già conferito il Premio Nobel, in riferimento ad una proposta avanzata sia da Claudio Baglioni che dal premier Silvio Berlusconi di candidare questo popolo solidale al Nobel per la pace”. “Con questa serata chiudiamo in bellezza l’anno orribile di Lampedusa”, ha concluso Baglioni, che, con questo evento, ha fatto registrare sull’isola circa diecimila presenze in questi giorni.

“Lampedusa – aggiunge – ha bisogno di respirare, di aria. Spero che non abbia più bisogno di manifestazioni come questa in futuro. O’Scià è nata e cresciuta in maniera spontanea ma credo che oggi Lampedusa e Linosa abbiano bisogno soprattutto di tornare ad una vita normale, lontano dai riflettori”. La speranza è che, nel tempo, quest’isola “diventi un laboratorio, una comunità pacifica e solidale che usa energie sostenibili, rinnovabili”. Con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo Baglioni ha parlato, tempo fa, dell’ipotesi di farne “la prima isola del mondo oil-free”.

L’impegno per Lampedusa “deve incentrarsi su valori come la legalità, il rispetto per il prossimo, la convivenza, la gentilezza e la cura dell’ambiente. Isole come questa – osserva Baglioni – con bellezze naturali considerevoli, non possono essere penalizzate dal malgoverno o dall’assenza di governo. Capita che l’ambiente venga deturpato quando le persone non vengono aiutate nell’osservanza della legalità e del buon gusto”. Nell’incertezza del futuro di questa singolare manifestazione, l’ideatore definisce quest’ultima edizione “sorprendente, salutare e conclusiva”. L’idea è, infatti, quella di terminare qui questa avventura o di pensare ad una formula diversa o ad una “costola di O’ Scia”.

Un futuro da definire per una manifestazione densa di emozioni. Da segnalare quella che ha regalato Loredana Bertè con una grintosa performance nel corso della quale ha voluto ricordare Pepi Morgia, “un fratello” e un illustre regista-light designer, collaboratore ed intimo amico di Baglioni, molto apprezzato anche da star internazionali, scomparso pochi giorni fa.

FONTE

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La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

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