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Bologna, sulle strade di Claudio

Ieri un altro viaggio sulla rotta di Claudio, c’era un bel sole ottobrino, un sole di primo autunno che ha ancora in sè un pò d’estate e introduce ad una stagione che ci sorride con i suoi tepori e ci incanta con i suoi colori.

La macchina inghiotte senza intoppi il nastro d’asfalto dell’autostrada e in poco, assieme alla mia amica Paola, eccoci al cospetto della “Dotta” Bologna.

Ed è qui che viene il bello, difficile superare le zone ZTL della città, ci vogliono diversi tentativi e cambi di itinerario suggeriti dal navigatore per avvicinarci al teatro… avvicinarci perchè quello è il massimo consentito, ma l’ho scoperto tardi e se avessi dato retta a Paola e avessi parcheggiato quando il navigatore diceva che mancava un solo chilometro, o poco più ad arrivare, avrei guadagnato tempo e benzina… e mi sarei risparmiato un pò di stress.

Finalmente si parcheggia e ci si inoltra per i portici di Bologna, un sacco di ragazzi mi ricordano che Bologna “la Dotta” è tale per la sua rinomata università, ragazzi multicolori che affollano le strade e, per dirla alla Guccini, “cullati dai portici, cosce di mamma Bologna”.

Si vede una buona forma di integrazione sotto questi portici, molti negozi di stranieri e di kebap affollati dai nostri ragazzi mischiati a molti altri chiaramente stranieri, forse è qui che cerca di formarsi il vento di accoglienza e integrazione auspicato da O Scià.

Arriviamo in largo Respighi, la piazza è affollata sul selciato da passi e chiacchierii che si fanno compagnia l’un l’altro, ragazzi seduti per terra, qualcuno preso da sè stesso, altri in compagnia che si lasciano andare dietro le loro parole, altri ancora che purtroppo  hanno troppe bottiglie di birra  o di altre cose alcoliche a delimitarne lo spazio, ma è vita, non sempre della migliore delle vite, ma è pur sempre vita.

Ritiriamo i nostri biglietti e ci addentriamo ancora per le vie di Bologna, per passare un pò di tempo e far arrivare l’ora di cena.

Un ristorante di bel aspetto che ci serve una pizza che lascia a desiderare e che fa rimpiangere certi negozietti di pizza mordi e fuggi incontrati sotto i portici di prima, altri pochi passi e siamo in teatro.

Un teatro molto bello, noi siamo sistemati su un palchetto che ha una meravigliosa visibilità sul palcoscenico, c’è una scritta “palco da restaurare”, ma offre una comoda e suggestiva visione su tutto il resto del teatro e sui suoi ornamenti, come credo fosse ad ogni modo per tutte le prime file di palchi, ma noi siamo proprio vicinissimi al palcoscenico che più vicini e ben messi non si può.

Dopo la presentazione della serata, Claudio inizia a prendere note che scendono giù dal paradiso, lo fa con naturalezza e con la sua solita padronanza di queste scene che sono per lui molto congeniali… lo fa con la sua splendida voce in splendida forma, alcune note le accarezza, altre le culla, altre volte doma delle note un pò più ribelli, alla fine ci regala una spettacolo di gran classe, la sua immensa classe.

Non sto a citare i brani eseguiti, anch’io alla mia età, come dice lui, ormai chiamo i miei neuroni per nome, ma è stato bello vedere Claudio muoversi con una disinvoltura un pò giocosa su quel palco, togliendo un  pò di seriosità all’avvenimento per dargli un pò di giocosa leggerezza… battute, indecisioni simpatiche e dimenticanze di testi che lo hanno reso ancora più “umano” e vicino a noi, la sua mi è sembrata davvero una voglia di palcoscenico che non lo vuole abbandonare.

Penso alle sue dimenticanze dei testi, la sua insistenza a non farsi aiutare da mezzi meccanici e elettronici ne esaltano la professionalità, perchè gli errori diventano simpatici e le grandezze del suo esprimersi diventano ancora di più alto livello.

Solo un piccolo appunto, pur in una scaletta non del tutto banale, se penso alla sua sterminata produzione artistica piena di sterminate canzoni di assoluto valore, mi piacerebbe che cantasse qualche brano in più che ora trascura, non vorrei fare nomi prechè tutti noi ne abbiamo qualcuno particolare che vorremmo sentire di più, o purtroppo ormai solamente sentire, faccio l’esempio di “naso di falco” per dare un’idea, ma potrei fare l’esempio di una moltitudine d’altre… mi piacerebbe anche che qualche canzone del suo vecchio, ma sempre attuale e trascurato repertorio, si senta in televisione, ma ci pensate a un “Treno per dove”? E chissà quante ve ne verranno in mente. Personalmente sono stanco delle “Niente più” delle varie trasmissioni, dal tempo remoto fino a quella scialba trasmissione televisiva a cui abbiamo appena assistito, Star Accademy, che ha portato Claudio ad una scialba presenza.

Insomma, vorrei una sua maggiore varietà di proposte e di autopromozione… e la vorrei in questo momento in cui pare non avere molte idee nuove da mettere in campo.

D’altra parte Claudio ha già detto molto e se lo aspetteremo con pazienza credo che avrà ancora molto da dire, è che aspettando mi piacerebbe davvero che autopromuovesse un pò di più la sua bellissima carriera.

Si torna a casa, luci di autogrill, luci sui cartelli delle uscite dell’autostrada, una birra con un dolcetto a mantenere viva la serata, ma bisogna arrivare per ripartire nuovamente ed io sono pronto per un nuovo viaggio, dovrò aspettare Natale, ma sarà bello viaggiare sulla coda del tempo musicale di Claudio un’altra volta.

Renato

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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