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Baglioni: rara autenticità

Ancora un sorriso dolce e grato cammina sul palco del teatro Comunale di Bologna, gli occhi curiosi alla continua ricerca di occhi, un timido inchino e la mano sul cuore: per chi da anni segue il miracolo artistico di Claudio Baglioni, questi sono i segni immancabili del suo entrare in scena.

Quella del 12 ottobre 2011, a favore del FAI, Fondo Ambiente Italiano, è parsa a Baglioni un’ottima occasione per abitare questo Teatro ancora una volta, dopo anni, con il coraggio che solo un grande artista possiede davanti a cinque ordini di palchi.

Un concerto, il suo, che ci accompagna dentro una bolla di rara autenticità; pochi accordi al pianoforte e una morbida doppia modulazione di attesa forse più per sè che per il pubblico ci porta dall’originaria tonalità di do maggiore alla vicina sib di “E tu come stai?”, una scelta intelligente per mettere al sicuro una voce da tutelare ancora per molti anni.
Quel roco inconfondibile di sempre, il sorriso ironico che sopraggiunge nel canto dei brani più intrisi di vita vissuta, una dolcezza emozionata d’Amore, quello che cambia con gli anni e la vita ma che lui riesce a riproporci tale e quale ad occhi chiusi, solo con un sospiro di raccoglimento.
“Cucaio” da quarant’anni gioca con le parole, le trova e le rivolta addosso ai sentimenti per descrivercene ogni slabbratura, entra nell’animo di una giovane adolescente, di una “ragazza dell’est” o di un vecchio e ci dice la verità delle piccole cose, dei piccoli pensieri. Non sarebbe altrimenti possibile riunire l’entusiasmo di tre generazioni che si riconoscono in testi mai banali ma carichi di cose fatte e cose dette nel turbinio di tutti i giorni.

E allora “Via” alla scaletta del concerto, via alle voci del coro preparato del suo pubblico, via ai suoi racconti spiritosi e ai piccoli aneddoti personali: e ci può stare, in quest’ottica, anche qualche vuoto di memoria sui testi e la confessione di un piccolo disagio dovuto a scarpe troppo appuntite: tutto serve a costruire in pochissimi minuti quella robusta complicità con le persone che puoi anche arrivare a toccare ad ogni suo concerto.

Uno dei pochi cantautori in grado di reggere da solo un palco tanto importante, uno dei pochi che mette le mani su più strumenti senza pretese virtuosistiche, in un’ottica di semplicità, pur nella cura dei passaggi armonici delle sue composizioni. E si diverte, Claudio, sfida l’acustica del Teatro in una “Buona fortuna” a cappella ricca dei melismi tipici degli stornelli romani, con le volute della voce accompagnate da quelle della mano.

Viene da pensare che il mio, il nostro Claudio abbia vissuto tutto ciò che canta e abbia ascoltato molti cuori e la disperata ricerca di uno spazio in cui riuscire a ritrovarsi ancora a dire “ amore mio, ma che gl’hai fatto tua quest’aria che respiro?”.

Utopia pura, nel tempo del non-tempo. E la bolla scoppia due ore dopo, lasciando schiuma di sorrisi e occhi diversi d’Amore.

Eulalia Grillo

Nota di doremifasol.org: Il sito ArtistAndBands ci ha contattati per inserire le foto nell’articolo dedicato al concerto del 12 Ottobre 2011 a Bologna, siamo stati lieti di accontentarli. Auguriamo loro un buon lavoro.

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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1 Commento

  1. Bellissima recensione della serata, è come esserci state, complimenti!!!

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