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Le dieci dita di Baglioni

Perché provare cose nuove, quando non sì ha più nulla da dimostrare a nessuno? Perché raccogliere nuove sfide quando si ha alle spalle una lunga e solida carriera? Perché mettersi ancora in gioco, quando non si è più così tanto giovani? Bisognerebbe rivolgere tali domande ad uno come Claudio Baglioni.

Lui è un cantautore che ha sempre idee nuove come, ad esempio, la rassegna culturale O’ Scià. E’ difficile poi dimenticare la sua partecipazione al programma tv “Anima mia”, assieme all’amico Fabio Fazio. Non si tratta, tuttavia, di progetti isolati, poiché Baglioni adora inventarsi nuovi live, sempre all’avanguardia e alcuni veramente azzardati, come il “tour dei colori” di supporto a “Io sono qui”, album del 1995. Il cantautore preferisce però anche il grande stadio, come spazio per i suoi concerti. Non si contano più i suoi concerti nei diversi stadi italiani, alcuni raccontati in alcuni VHS e DVD. Ci sono stati anche live particolarmente originali e bizzarri, come quello famoso del 1975, assieme a Francesco De Gregori, a piazza del Pantheon (nessuno si è accorto di loro, che sembravano lì semplici musicisti di strada). Per non parlare poi della sua esibizione del 2007, nella zona di Centocelle, sul balcone di casa di una sua vecchia amica. Adesso è venuto il momento di una nuova serie di concerti romani, dal 25 fino al 31 di dicembre, questa volta nella bella cornice dell’Auditorium Parco della Musica. L’evento in questione, uno degli eventi musicali natalizi più importanti e attesi, è stato chiamato “Dieci Dita”.

Perché questo nome, in apparenza senza rimandi alla sua carriera di artista? Dieci sono le dita che toccano i tasti di un pianoforte e sono, chiaramente, indispensabili per suonare una chitarra. Proprio così, Baglioni si esibirà con questi soli strumenti e senza una band come appoggio. Non sarà proprio un concerto acustico, perché in questo caso l’evento sfugge alle precise definizioni. Tutte le sere, così è stato assicurato, ci sarà un radicale cambio di scaletta; anzi nessun tipo di certezza e tutto sarà in divenire. L’artista ha intenzione, infatti, di creare assieme al suo pubblico la scaletta della serata. Perciò, ci sarà una sorta di dialogo tra lui sul palco e i tanti che, certamente, affolleranno la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium. Altra novità è rappresentata da una particolare formula di biglietti. Per coloro che decideranno di acquistare i “biglietti palco”, ci sarà modo di stare quasi attaccati al cantautore romano. Nessuna grossa distanza, dunque, tra questi fortunati e l’artista. Addio ad una scaletta prestabilita, nessun copione rigido, ma tutto, o quasi, all’insegna dell’improvvisazione più pura. Per coloro, invece, che decideranno di assistere ai concerti del 25 e del 31 dicembre, sono previsti alcuni “pensierini”, come uno speciale pass ed un “misterioso” gadget.
Questa volta allora soltanto lui e suoi strumenti prediletti, e senza ballerini e danze dei concerti all’aperto. Baglioni ha, infatti, esplorato quasi tutte le possibilità e ci sarebbe stato il rischio di un fastidioso ripetersi. I suoi spettacoli negli stadi erano divenuti prevedibili ed egli era costretto all’utilizzo, in determinati punti del concerto, del playback, a causa di un ritmo decisamente forsennato, di corse e balli, non proprio adatti per eseguire, in contemporanea, brani non semplici da cantare. Una scelta “intima” potrebbe allora rivelarsi idonea e più adatta ad un maggiore raccoglimento col suo fedele pubblico. Il difficile sarà la scelta dei brani, ma Baglioni verrà aiutato dal pubblico. Difficilmente potranno mancare i suoi classici, come l’immortale “Questo piccolo grande amore”, oppure “Strada facendo” (il 2011 rappresenta il 30° anniversario dell’omonimo album e, per celebrarlo, è da poco uscito un triplo CD), “Mille giorni di te e di me”, “Avrai”, “La vita è adesso”, ecc… Un viaggio, quindi, nella storia di questo artista, che sembra non volersi fermare mai con le idee. Si attende, tuttavia, un nuovo lavoro di inediti, anche perché l’ultimo suo album risale al 2003 (“Sono io, l’uomo della storia accanto”), escludendo i live, le raccolte e le rivisitazioni. Claudio dovrebbe prendersi, forse, un po’ di tempo e staccare la spina da questi incessanti tour ma, evidentemente, la sua fame di palco è ancora enorme. Alla fine, occorre seguire il proprio istinto, anche perché, come dice lui, “la vita è adesso”…

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