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DBustle incontra Giovanni

Carlo Zampa (mio marito) ha pubblicato nella sua pagina ufficiale facebook i ringraziamenti per il vostro articolo. Mi sembrava carino farvelo sapere ed ecco il link: http://www.facebook.com/carlozampa

La seconda: sulla mia rivista online ho pubblicato un’intervista realizzata con Giovanni Baglioni, se vi fa piacere pubblicarla: Grazie per tutto ciò che fate Auguri di buon 2012! Flavia 


Giovanni Baglioni, un cognome che può pesare come un macigno… se si decide di intraprendere la carriera del padre. Ma Giovanni dedica la sua musica alla chitarra e con lei forma un unico strumento sfoggiando una tecnica rara, coinvolgente, elettrizzante da ascoltare nonchè spettacolare da guardare. All’alba dei suoi 30 anni il giovane Baglioni ci concede una parte del suo tempo che si concretizza con l’intervista che di seguito riportiamo e per la quale, oltre a Giovanni, ringraziamo la Joy and Joy.

Ciao Giovanni, grazie per il tempo che ci stai dedicando. Ci siamo lasciati con l’uscita di “Anima Meccanica” nel 2009: ora con che cosa ti troviamo alle prese?

Per il momento non siamo ancora alle porte di un nuovo disco…diciamo che ci sto lavorando. Anzi direi che, come spesso mi accade, mi sento in procinto di fare qualcosa…C’è qualcosa di importante, ma che è ancora incompiuto, almeno ai miei occhi e per la mia sensibilità. Vedo un album come qualcosa di concettuale che non può esulare da un suo equilibrio che va trovato al di là del valore dei singoli brani, degli 8-10 pezzi che ne compongono l’intelaiatura. Ora ho spunti interessanti, pezzi misteriosi, sempre di chitarra acustica, ma devo individuarne altri, anche più melodici, per creare un’armonia, per dare un senso compiuto al progetto. Cerco alla mia maniera di sperimentare, nei limiti del mio stile, di inseguire lo spettro delle varietà musicali, delle possibilità artistiche ed espressive. Per dirla tutta, al momento ho la carne ma sto cercando le spezie…

Il secondo album proseguirà dunque nel solco del primo, o prende solo le mosse da quell’esperienza per virare drasticamente?

Certamente prenderà spunto dal primo, ne sarà una logica evoluzione nel segno di una continuità stilistica. Credo però che cercherò maggiore sperimentazione, in primis attraverso contaminazioni e collaborazioni. Mi piacerebbe riportare le sensazioni e l’accrescimento dettato da una collaborazione come quella che ho avuto l’onore di realizzare con Mario Biondi. Vorrei allontanarmi dal centro gravitazionale della chitarra acustica, vorrei sperimentare, ma entro certi limiti. Negli ultimi anni sto collaborando con una electro band toscana, Vick Frida. Abbiamo voglia di mettere su uno spettacolo live che possa rappresentare un condensato dei nostri mondi differenti: la chitarra acustica e l’elettronica. Stiamo lavorando su brani loro e miei, su cover e pezzi inediti, alla ricerca di uno stile comune, comprensivo di supporti multimediali, che possa veicolare contenuti e messaggi che vadano oltre la musica. Una sfida artistica e psicologica: voglio infatti verificare se un brano pensato e scritto per un solista, possa essere riarrangiato per 5-6 strumenti differenti, e viceversa. In ogni caso un percorso che si sta rivelando tremendamente stimolante.
 
Qual’è il tuo posto nella musica e nell’industria culturale sulla soglia del giro di boa dei 30 anni?

In genere ho una percezione di me piuttosto altalenante, dalla grande esaltazione allo svilimento, almeno per le cose cui tengo. Sul resto mi faccio un’idea in fretta e me la tengo. Sono soddisfatto di ciò che ho fatto, ma tendo a guardare avanti, senza smania e basarmi su parametri economici nè classifiche di vendita. Questo mercato aveva dato per spacciato un genere, il mio, relegandolo a un settore di nicchia e circuiti minori. sono contento nel mio piccolo di aver contribuito a dimostrare che questa musica può essere amata e apprezzata da più persone e che ha bisogno esclusivamente di un pò di meritata visibilità. Un genere musicale che riserva sorprese a chi sa ascoltare e che permette di condividere emozioni importanti.
 
Cosa offre l’attuale panorama musicale italiano?
 
La scena nazionale, e romana, non esprime eccellenze: mancano i veri big di una volta. Ma non so se ciò dipenda solo da una parziale assenza di talento o se invece non sia colpa della fretta che ci attanaglia tutti, che brucia qualsiasi cosa prima che possa mettere radici. A cominciare dai talent show usa e getta. Mi chiedo se anche un mito come Lucio Battisti avrebbe avuto tempo e modo di affermarsi in un’industria musicale come questa o se invece non sarebbe stato vessato dalle giurie televisive per futili motivi estetici, di impostazione, di resa televisiva, di timidezza. Qualcuno però, nonostante tutto, resiste ed emerge in virtù dei suoi valori e del suo stile consolidato.

Chi ti appassiona o ti ispira al giorno d’oggi?

Ascolto con piacere Fabì, Gazzè, Pier Cortese e la cosiddetta scuola romana, pur non conoscendo bene la loro produzione. Normalmente però ascolto un pò di tutto e rielaboro quel che mi piace, come ad esempio la musica dei Maroon 5 e dei Red Hot Chili Peppers. I miei esempi però sono sempre stati stranieri. A cominciare da Tommy Emmanuel, chitarrista australiano il cui ascolto mi ha aperto le porte dello studio della chitarra come una sorta di tana del Bianconiglio! Fra gli altri amo anche il compianto Michael Hedges e il grande Pierre Bensusan, incredibile chitarrista francese: per vederlo dal vivo a Firenze ho addirittura rinunciato a Inter-Roma, un sacrilegio! Pensa che nonostante sia un big mondiale della chitarra, suonava in un piccolo localino di nicchia, sintomo di un settore confinato a realtà minori e invisibili ai più. Un vero peccato.

Prima di lasciarti una domanda secca al romanista che è in te: credi nel sogno americano e nel progetto targato Luis Enrique? In fondo una sorta di sperimentazione per la quale bisogna metterci la faccia, con pazienza e un pò di coraggio…
 
All’inizio ammetto di essere rimasto un pò perplesso, anzi deluso, per la precoce eliminazione dall’Europa e per il brutto e spiacevole trattamento riservato a Totti. Poi credo che il mister, che è uomo intelligente, si sia in parte ravveduto e abbia aggiustato il tiro. Perciò oggi vi dico, avanti tutta con Luis Enrique!
 
Sito ufficiale Giovanni Baglioni: http://www.giovannibaglioni.com/

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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