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Baglioni e Marcoré, Folkest all’italiana

A Claudio il premio “Una vita per la musica”, nuovo show di Neri. Arrivano Vecchioni, Alice, Sparagna-De Gregori e Stivell

di Nicola Cossar

SPILIMBERGO. «This machine kills fascists» («Questa macchina uccide i fascisti») aveva scritto Woody Guthrie sulla sua spada di ruvida poesia, sulla sei corde con cui combattere contro i compromessi e le ingiustizie nella sua America e in tutte le Americhe del mondo dove l’uomo è umiliato.

Ne prese nota il falso erede Bob Dylan, la riprodusse il poeta Donovan (togliendo – molto britannicamente – la parola fasicists), ne sono figli tutti i cantautori di protesta, ma proprio tutti, dalla Grand Coulee Dam alla Carnia. Una strada maestra, una nuova via alla canzone che viene dal popolo, una nuova sfida per Folkest 2012, di cui – dal 5 al 30 luglio – anche lo zio Woody, a 100 anni dalla nascita, sarà in qualche modo protagonista.

Le strade del folk. Se la musica di qualità è il Leit-motiv di sempre, i temi dell’edizione numero 34 – presentata ieri a Spilimbergo – sono diversi: la canzone dall’America all’Italia (Vecchioni, De Gregori ospite di Ambrogio Sparagna, Dave Alvin, Alice) le nuove vie del folk (Guide Wires e la pattuglia friulana), ma anche Alan Stivell; i progetti continentali (in 6 anni dall’Europa arriverà un milione di euro per lo sviluppo; una fetta potrebbe andare a originali e innovativi percorsi di turismo culturale); l’attenzione per i meno fortunati (disagio mentale, incassi di una serata ai terremotati d’Emilia), le collaborazioni in una rete operativa che promuove la storia (Anime in trincea a Oslavia), la cultura (Arlef) e le bellezze della nostra regione, di cui il decano dei festival del Friuli Venezia Giulia è da sempre testimone.

Folkest promuove un turismo diverso dal mordi e fuggi: lo fa prendendosi il rischio d’impresa, collaborando con enti pubblici e privati (Cinemazero), con i festival (Nei suoni dei luoghi e Guitar rendez-vous di Pieve di Soligo), toccando con il proprio cartellone le quattro province, il Veneto e l’Istria.

La conferma. Ne abbiamo avuto conferma ieri, nello splendido Palazzo di Sopra, durante l’affollata presentazione, con gli interventi del direttore artistico Andrea Del Favero, del responsabile dei progetti speciali del festival, Edoardo De Angelis, dell’assessore regionale alla cultura Elio De Anna, del sindaco di Spilimbergo Renzo Francesconi, del rappresentante della comunità italiana di Capodistria Roberto Colussi, del presidente della cooperativa sociale Itaca Leo Tomarchio e di Davide Maserati, direttore artistico del festival internazionale Nei suoni dei luoghi (nuova straordinaria partnership di qualità).

Una vita per la musica. Edoardo De Angelis, il poeta con la chitarra, friulano ad honorem, apre una nuova sezione dedicata alla canzone d’autore popolare.

Prima di saldare – con il maestro e amico Valter Sivilotti – Folkest a Canzoni di confine, Edo quest’anno ci propone una grande stagione italiana con l’esclusiva presenza di Neri Marcoré (29 luglio a Spilimbergo con lo spettacolo Le mie canzoni altrui; il ricavato andrà ai terremotati dell’Emilia: alla scuola di musica di Mirandola), di Vecchioni e di Alice. In questo solco s’inserisce il premio Una vita per la musica, che sarà assegnato a Claudio Baglioni, il quale ha addirittura spostato un impegno artistico alle Olimpiadi di Londra per venire a ritirarlo di persona.

Claudio viene premiato «per aver percorso nella sua maturazione di artista, ma soprattutto di uomo, un cammino orientato alla promozione della musica intesa come espressione di fratellanza e di una solidarietà consolidate in fatti concreti».

Una squadra per l’Europa. Se l’Europa chiama, dobbiamo rispondere con grandi e coraggiosi progetti, elaborati da una grande squadra, con una rete di intelligenze culturali: parola di De Anna. L’assessore regionale, richiamandosi al recente incontro con il commissario Hahn, ha detto: «Nella nostra regione dal 2014 al 2020 arriverà un miliardo di euro, che sarà equamente suddiviso tra sviluppo rurale, fondo sociale e attività produttive, nell’ambito delle quali siamo certi potrebbe trovare spazio il turismo culturale e sportivo, ovvero quelle manifestazioni ad ampio respiro che garantiscono ampie ricadute economiche sul territorio. Fare sistema sarà quindi una necessità assoluta». Folkest questa strada l’ha già imboccata: pensiamo solo al progetto Unesco dedicato alla Sava e alle sue culture e a quello realizzato assieme al centro internazionale Civiltà dell’acqua e al Comune di Fontanafredda.

Stelle e radici. I nomi per buona parte sono già stati anticipati. Ricordiamo qui Alan Stivell, il progetto di Ambrogio Sparagna con super-ospite Francesco De Gregori e poi Vecchioni, Alice, Marcoré, Dave Alvin, gli Area, Paolo Bonfanti, Fabio Treves, Bradley, Cunnan & Bradley, Carrie Rodriguez, Alberto Grollo, Guide Wires, Kiana, Klezmatics e Sirtos. Da ricordare infine, il pre-festival Fokest tal Cormôr (22-23 giugno a Udine), Folkest in collina (4 luglio a San Daniele) e Keltland (3, 4 e 5 agosto a Tolmezzo).

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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