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Natale? Lo aspettavo tutto l’anno

Racconto con 3 linguaggi espressivi: scrittura, musica e immagini
Un “piccolo Natale” con Baglioni

Il cantante interpreta 26 classici

Ventisei grandi classici di Natale reinterpretati da Claudio Baglioni per vivere lo spirito e la magia della festa più sentita in famiglia. Si intitola “Un piccolo Natale in più” l’album, in uscita oggi nei negozi e nei digital store, nel quale il cantautore si cimenta con le versioni, originali e inedite, di famose canzoni natalizie, adattando anche i testi inglesi in italiano. 

Baglioni non ha paura di affrontare canzoni famosissime, tra le più cantate di sempre, come “Tu scendi dalle stelle” e “Jingle Bells”. Ma i generi toccati nel percorso musicale del disco sono diversi: si parte con il songbook americano degli anni ’30 e ’40 della title track (in originale Have yourself a merry little Christmas), che si ripropone ne “Il paese bianco di magia” (Winter Wonderland), “Viene giù” (Let is snow), “The Christmas song”, “Santa Claus is coming to town” e “White Christmas”. 

In cinque casi la scelta è di non tradurre i brani: succede per i Christmas Carols “Navidad nuestra” cantata in spagnolo, “Rocking Carol” in cecoslovacco, “Stille Nacht” in tedesco, “Gabriel’s Message” in basco e “Cantique de Noel” in francese. 

Il repertorio corale è rappresentato da “Coventry Carol”, “Tre Re” versione tradotta di The Three Kings e “Veni Veni Emmanuel”. Altri classici sono invece eseguiti in versione pianoforte e voce: è il caso di “Adeste fideles”, “O Tannenbaum” e “We wish you a merry Christmas”. La scelta raffinata di repertorio è caduta su due “Ave Maria”: quella di Gounod e quella di Schubert. 

“Un piccolo Natale in più” è un progetto personale che sfrutta tre linguaggi espressivi: la scrittura, nel racconto autobiografico “Il mio Piccolo Natale in più” dove Baglioni racconta il suo Natale da bambino della periferia romana; la musica, attraverso i 26 brani scelti per quasi un’ora e un quarto di musica con gli arrangiamenti e le orchestrazioni di Geoff Westley; e le immagini, un booklet di 28 tra foto in bianco e nero di Alessandro Dobici e colori e segno grafico di Carmine Di Giandomenico, che trasforma gli scorci della Roma di Baglioni in paesaggi innevati, fantastici e sognanti. 

Un album che parla del rapporto di un cantautore con la musica più tradizionale, vissuto sin dall’infanzia grazie al Natale: le vacanze natalizie, racconta il cantante, erano infatti l’occasione per ascoltare la grande radio a valvole, fedele compagna delle ore trascorse accanto al camino, più importante per il bambino di allora persino dell’albero e del presepe.  

«L’aspettavo tutto l’anno – scrive Baglioni – come solo i bambini sanno aspettare i sogni. Non, non parlo dell’albero. Nè dell’albero, nè del presepe, che pure erano bellissimi. Parlo della radio… Ci restavo incollato ore. Mi godevo il tepore, il fluido caldo che irradiava, come il camino dei parenti dell’Umbria e quel fuoco che non potevo portare con me in città». Fonte articolo

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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