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Articolo sorrisi e canzoni tv

Sorrisi-Cover-52-2012-656x818“NON HO PIU’ CINQUE ANNI, MA AVEVO BISOGNO DI RITROVARE LE EMOZIONI DELLA MIA INFANZIA” RACCONTA CLAUDIO BAGLIONI CHE HA APPENA LANCIATO UN ALBUM DI CLASSICI SOTTO L’ALBERO.

di Alessandro Alicandri

foto di Alessandro Dobici – illustrazioni di Carmine Di Giandomenico

QUESTO NATALE TORNO BAMBINO

“L’aspettavo tutto l’anno, come solo i bambini sanno aspettare i sogni”. E’ con queste parole che si apre uno dei racconti più intimi di Claudio Baglioni. Ci parla dell’album “Un piccolo Natale in più“, progetto anticipato dal singolo omonimo, adattamento in italiano di “Have Yourself a Merry Little Christmas”, classico degli Anni 40 cantato da Frank Sinatra e Judy Garland. Questa è solo una delle 26 tracce in ui il cantautore ha scelto di raccontare il momento più magico dell’anno. La sua voce è “sorridente”, ha il suono della serenità. “Mi sono reso conto che in Italia di album tematici sul Natale ce ne sono pochi e la maggior parte sono degli ultimi anni, mentre in Paesi come l’Inghilterra è un passaggio fondamentale di carriera. Anche per i più insospettabili, come i Beatles. Dalle nostre parti a questo genere di progetti non viene data la giusta importanza. Come se non potessero mai essere dei prodotti di qualità, come se fossero i soliti cioccolatini regalati a San Valentino. Così ho considerato questo disco come una sfida. Ho pensato a una registrazione in costume, arrangiata come se fosse stata realizzata negli Anni 50”.

Cosa troviamo al suo interno?

“La tradizione e l’intimità della mia infanzia. Non ho più cinque anni, ma ho fatto uno sforzo per arrivare all’autenticità delle emozioni che si vivevano dopo una guerra mondiale, finita da appena qualche anno, immersi nel disorientamento tipico di chi non aveva più certezze”.

La scelta dei brani è inconsueta.

“Ho fatto una selezione che comprendesse brani da me conosciuti fin da piccolo, quindi anche tante canzoni sacre. Alcune di queste sono poco note o praticamente ignote, perché le ho cantate in versione originale. Canzoni che noi amiamo in inglese, a volte sono nate in tedesco o in latino, e così le ho cantate”.

Cosa l’ha colpita di più dei classici che ha scelto?

“Tu scendi dalle stelle” è il primo pezzo che mi è venuto in mente, il solo di origine italiana del cd. “Adeste Fidelis” è il brano sacro per eccellenza. In “Stile Nacht” canto in tedesco, operazione complicata. La lingua è molto difficile, ma il brano ha una traduzione italiana non bellissima. E con “Jingle Bells” volevo tornare al Natale tradizionale, all’adore di bucce di mandarino sulla stufa. E’ il brano simbolo”.

E’ vero che nei concerti natalizi a Roma e Milano canterà senza scaletta?

“Il progetto di realizzare dei concerti nei giorni di festa, iniziato lo scorso anno, è un’esperienza di contatto con il pubblico reale. Tutto è pensato per avere snodi concordati come in un normale spettacolo, ma anche tutta la libertà personale di offrire ogni sera un racconto diverso. E i brani di questo album aiuteranno a creare l’atmosfera che voglio sempre nei miei live: quella di un gruppo di amici che si ritrova per intonare belle canzoni”.

Che cosa rimane della “Notte di Natale” che cantava negli Anni 70?

“La stessa voglia di vedere le persone e comunicare. “Dieci Dita“, il tour che prenderà vita nei giorni delle festività e si chiuderà a inizio 2013, sarà un’occasione privilegiata, per me soprattutto. Sento che il passato aumenta e il futuro si scontra con un colosso, perché il passato è sempre più pesante e io cerco di non farmi sopraffare. Stare di fronte a 3.000 persone in teatro, dopo tanti anni di carriera, è sempre un piccolo miracolo”.

Si dice che il suo sarà un 2013 molto produttivo.

“E’ da tanto che non pubblico un vero album di inediti. Sono a metà strada nella creazione di un nuovo progetto che potrebbe snodarsi in due o tre pubblicazioni. Mi ascolterete in versione acustica, ma anche elettronica”.

Che cosa farà per Natale?

“Mi ritroverò con le persone che nel resto dell’anno lascio indietro. E lo vivrò per i suoi lati più intimi e meno per quello spettacolari. In questi tempi di depressione generale del nostro vivere, sarà un momento pieno di significato”.

Trascrizione a cura di Sabrina Panfili, in esclusiva per doremifasol.org e saltasullavita.com


The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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