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Classifica annuale FIMI

E’ uscita oggi la Classifica FIMI degli album piu venduti nel 2012. UN PICCOLO NATALE IN PIU’ si è classificato al 32° posto, calcolando che è un disco uscito a Novembre 2012, possiamo considerarlo un ottimo risultato. Di seguito unos creenshot della prima pagina FIMI. Grazie a Salvatore per i dati FIMI

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UN PICCOLO NATALE IN PIU’

SCARICA L’ALLEGATO UFFICIALE FIMI

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

12 commenti

  1. Beh!!!! Terzo in tutto il 2012 con un solo mese non mi sembra poco.

  2. poi tanto l’italia va appresso a tiziano ferro … ahahahah che caduta … si so dimenticati di un mostro sacro come claudio

    • Più che altro è Claudio che si è dimenticato di come lavorava bene prima quando non faceva la copia di sè stesso.
      Comunque Tiziano Ferro non piace neanche a me.

      • che vuol dire copia di se stesso? ha detto esplicitamente che in questi anni ha voluto tornare a essere più interprete che autore …….

        • inoltre dimenticato o no …. claudio anche in questi anni e senza dubbio superiore a ferro emma e tutti questi cantanti moderni di oggi …. sopratutto al livello tecnico e storico …. e qui credo che siamo d’accordo entrambi

        • Vuoi un esempio di “copia di se stesso?”
          Q.P.G.A o album come Strada facendo 30° anniversario.

          Bèh, nella musica italiana penso proprio che nel tempo sarà molto più ricordato un Baglioni rispetto a Ferro o Emma…quello sicuramente

          • strada facendo 30 lo avrei evitato anche io …. l’ho preso perchè conteneva cose che a me mancavano e mi piaceva lo confezione ..QPGA è stata una resa dei conti col passato ….

            • Una resa dei conti con il passato che lo rende sempre di più la fotocopia di sè stesso.
              Compreso 10 dita in cui ripropina continuamente se stesso come fa da 10 anni a questa parte….più che 10 dita lo avrei chiamato 10 anni.
              Adesso qualcuno dirà: “ma a Maggio esce il lavoro inedito e lui sta facendo questi concerti perchè vuole fare l’interprete e gli piace stare in mezzo alla gente”…. E allora io rispondo dicendo che da Maggio avrà modo grazie ad un mega tourneè di fare l’interprete e di stare in mezzo alla gente e che non ha bisogno 4 mesi prima di continuare a riproporre il solito brodo.

  3. ottimo risultato non direi!!!!
    Ottimo risultato è Ramazzotti al 3° posto, Jovanotti al 5° o Zucchero al 6° che sono usciti sempre nello stesso periodo

    • beh è sempre stato classificato disco d’oro …. ma che cosa vi aspettavate? è un disco di cover visto di malocchio da molti per la solita storia commerciale …… quello di cui dovremmo tenere conto sarà il nuovo disco che uscirà tra pochi mesi..

      • E che vuol dire il disco d’oro?
        Leggiti questo articolo almeno capisci cosa non significhi niente un disco d’oro oggi come oggi.

        “Nel febbraio di 70 anni fa, “Chattanooga Choo Choo”, uno dei più celebri hit della big band di Glenn Miller vendette un milione di copie in tre mesi. Per celebrare l’ennesimo trionfo di uno dei simboli dell’Era dello Swing, la casa discografica gli regalò un disco dipinto d’oro.

        Nacque così un riconoscimento che, negli anni, è diventato il certificato con cui l’industria del disco sanciva il successo: chi vinceva il disco d’oro aveva raggiunto quote di vendita che, da quel febbraio 1942 cominciarono a lievitare con il crescere dell’industria dell’entertainment. Furono istituiti anche il disco di platino e quello di diamante, puntando sulle sorti progressive del business discografico, molti decenni prima che l’avvento del downloading si abbattesse sul mercato scatenando la crisi dell’industria discografica. Oggi in Italia il disco d’oro si vince con 35 mila copie, negli Usa con 500 mila, ormai ogni paese ha profilato il premio sul proprio bacino di vendita. E, quando vengono corrette, le quote sono sempre riviste al ribasso. Il disco d’oro vale un po’ come il primo posto in classifica che in Italia si raggiunge con poche migliaia di copie: tutto è relativo ovviamente, perché soprattutto da noi, 30 mila copie per certi artisti sono un boom clamoroso, per altri un disastro. Per i grandi venditori conta il platino, che corrisponde a 60 mila copie (infatti negli spot promozionali vengono citati solo i «multiplatino»). In fondo il destino del disco d’oro sta già nel suo nome: il disco, quello di vinile, oggi è un oggetto che alimenta un floridissimo mercato da collezione (ma sempre di collezionismo si parla o di edizioni limitate che di certo non garantiscono gli stipendi ai dipendenti delle case discografiche). Nei sui 70 anni il disco d’oro ha accompagnato carriere storiche e meteore, c’era un tempo felice, e neanche troppo lontano, in cui le major organizzavano eventi per la consegna dei dischi d’oro e di platino. Oggi, in tempi in cui ottimizzare è un obbligo, nei casi più felici, direttori generali o amministratori delegati li consegnano a margine di incontri con i media promossi per altre ragioni. Glenn Miller ebbe poco tempo a disposizione per godersi i frutti del primo disco d’oro della storia: morì nel 1944, durante una missione aerea in circostanze mai del tutto chiarite. L’industria invece ha goduto per decenni dell’età dell’oro del vinile. Oggi è probabile che, mentre vengono tagliati in modo inesorabile i posti di lavoro, gli anni in cui il disco d’oro era veramente un punto d’arrivo, siano rievocati come avviene nelle riunioni dei reduci.”

    • Anche per Ramazzotti si è trattato di un successo modesto rispetto ai suoi standard se consideriamo che è preceduto da 21 di Adele e da Tiziano Ferro, entrambi questi album risalgono al 2011, e qui si considerano solo le vendite realizzate nel 2012, cosa ha venduto Eros? e anche Vasco Rossi non mi sembra che abbia ottenuto quel successo enorme che aveva di solito.

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