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Rispetto + coerenza = futuro

Milano, teatro degli Arcimboldi – 11 gennaio 2013

Un’ora ed un quarto per raggiungere un sogno, tra code interminabili di automobili e palazzi tutti uguali del quartiere Bicocca e l’indicazione del teatro a 200 m. dello stesso, praticamente quando ormai non serviva più.

Ma cos’è questo al confronto di quel che mi aspetta?

Efficienza tutta milanese al ritiro dei biglietti: zero coda. Freddo tutto milanese che avvolge l’attesa dell’apertura delle porte del teatro. Frenesia tutta milanese nel dirigere gli spettatori al proprio posto, compresa l’operazione “braccialetto al polso” di noi diretti sul palco.

Ma cos’è questo al confronto di quel che mi aspetta?

Da questo momento in poi ho perso i contatti con me stessa, l’attesa si è accorpata con l’avvenimento e l’avvenimento si è fuso con il tempo, anzi ha assunto un tempo eterno, un non-tempo, come una dimensione innaturale.

Potrei raccontarvi del concerto, della musica, delle sue canzoni, ma corro il rischio di scrivere cose che già avete letto o potete leggere sulla stampa, su internet, oppure sentito in radio, in tv; potrei esprimere pareri sulla scaletta della serata, sulla voce (divina), sul fatto che è figo (e lo è tanto, credetemi, soprattutto dopo averlo avuto al fianco mentre cantava “Signora Lia”, tutta una canzone con lui lì vicino… praticamente stavo su una nuvola!).

Ed invece scrivo che, soprattutto se siete nati negli anni ’50-’60, non dovete perdervi questo concerto perchè ha un fulcro che è la nostra vita, il nostro essere stati bambini e ragazzi in quegli anni, il racconto delle nostre giornate scandito da tutta una serie di valori che non c’è più.

E non è nostalgia del passato ma consapevolezza di averli persi, è questo non-tempo nel quale Claudio ci accompagna e dal quale ci chiede di ripartire.

Noi che seguiamo Claudio sappiamo che lui ha ironia da vendere (e viene fuori tutta!) e che è una persona con una capacità straordinaria di trasmettere valori positivi, speranze, voglia di futuro, capacità di farti riflettere.

Ma ieri sera mi ha piacevolmente esaltato quando ha richiamato due termini che, secondo lui (ed anche secondo me) non esistono più: “rispetto” e “coerenza”.

Ho atteso un concerto: ho trascorso oltre tre ore con Claudio e la sua “normale” umanità.

VOCE 18

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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4 commenti

  1. Semplicemente scandaloso il comportamento di certe persone, che non si possono definire fans ma invasati, presenti sul palco la serata del 12.
    La presenza del pubblico sul palco non autorizza minimamente gli eccessi visti in più occasioni nonostante mille raccomandazioni scritte e verbali : nel prezzo del biglietto non è compreso l’assalto al cantante che è arci noto per la sua educazione, cortesia, disponibilità e pazienza dimostrata in mille occasioni. Lo spettacolo dal vivo è per Claudio l’apoteosi della sua Arte, il momento con cui può condividerla con noi, e solo chi non ha capito un tubo di lui, ma anche della vita in generale, può pensare di interromperlo e se sono arrivate da parte di Claudio affermazioni piccate e fortemente colorite sono state GIUSTISSIME e GIUSTIFICATISSIME perchè quando è troppo è troppo ed è proprio a seguito di quello che è successo sabato sera che è stato vietato nelle serate successive di portare fiori sul palco, per evitare che qualche genio prendesse iniziative simili.

  2. io amo alla follia claudio, e al concerto del 12.01 c’ero e che posso dire? vero è che le fan sono un po’ “troppo fan” e che dovrebbero frenare il loro affetto (piacerebbe anche a me buttarmi addosso a claudio per baciarlo!ma non è che possiamo farlo tutte!!), ma vero è che se fai un concerto in mezzo alle persone un po’ te lo devi aspettare (ho visto che a roma è stato peggio: perfino gente che gli metteva le mani sul viso!!). che dire: la verità stà nel mezzo?!

    • Il fatto che sia l’unico cantante che sta in mezzo alla gente non autorizza nessuno a saltargli addosso ma a vederlo da vicino ed ascoltarlo come se stesse cantando per te. poi vivo a roma so dove abita e so che l’anno scorso ogni concerto che finiva oltre a seguirlo fino a casa lo aspettavano al portone e lui con santa pazienza stanco ma sempre disponibile e col sorriso. ma che altro volete da un cantante la pelle? qualche volta rischiano di farlo cadere dal palco qualche volta gli saltano addosso e smette di suonare la chitarra, io non capisco che cosa si pretende!!!! boh faccio veramente fatica a capire certi apprezzamenti, se ci fossero 20 bambini li mandiamo li e facciamo che lo spettacolo si fermi per ore? mah che pretese!!!!
      adoro Claudio la sua musica la sua voce e il suo desiderio di stare sul palco ma soprattutto la sua disponibilità. GRAZIE GRANDE MAGO.

  3. clelia gelsomino

    A proposito di “coerenza e rispetto”,volevo sottolineare l’atteggiamento scostante e seriamente seccato di Claudio per le numerose “incursioni”sul palco, dalla piccola Giorgia in poi, la sera del 12 gennaio…Un Baglioni irriconoscibile,irrascibile,supponente e quasi urtato dall’affetto, sicuramente eccessivo,di alcune fan un po’in là con gli anni ma proprio per queste ancora più importanti.Mi auguro che tutto quel fastidio, ampiamente dimostrato anche con vocaboli poco eleganti,sia stato solo frutto di un pò di stanchezza,dell’età e magari di insofferenza nei confronti di chi doveva vigilare affinchè tutto ciò non accadesse.Se così non fosse allora,al diavolo il rispetto e la coerenza,chi come un’artista vive e guadagna grazie anche a queste “frangie”di fan un pò troppo focose,dovrebbe contare fino a 10 prima di sbottare oppure ritornare alla vecchia formula del palco distante dal pubblico.Sono veramente delusa,1100 km sprecati…

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