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Fiori e Q.P.G.A.

Oggi è stata una inaspettata giornata di sole e se mi guardo indietro, la cosa più bella che ho fatto è stato piantare i fiori nei miei vasi sul balcone, niente di speciale, pochi fiori che per me però sono già qualcosa di importante e per il mio balcone, una nota di colore e di vita.

E’ bello stare li con le mani nella terra, sentirla smuoversi e modellarsi fra le tue dita, spostare dolcemente da una parte all’altra il vaso e la piantina che conteneva per riempirla di terra, amalgamandola alla terra che conteneva il vaso provvisorio della piantina quando l’ho comprata.

La terra e le piante sono cose vive, vivono l’una dell’altra e se le guardi bene ti accorgi  che anche loro ti guardano e ti chiedono di non abbandonarle, allora le andrò a trovare ogni giorno per innaffiarle, concimarle, togliere ciò che diventerà passivo per lei e di lei e, per parlarci. Non ho il pollice verde, sò che non avranno una vita lunga e facile con me, ma in questa vita gli darò tutta la mia attenzione con tutta la mia buona fede, loro mi ricambieranno con colori e profumi.

Mentre le piantavo ascoltavo Claudio… Q.P.G.A.

Sto rivalutando questo lavoro e mi dispiace di averlo denigrato quando è uscito. Per prolungarne l’ascolto ho messo una particolare cura nella sistemazione delle piantine, che spero per questo siano riconoscenti anche loro a Clà.

Indubbiamente un bel lavoro e se le musiche sono un pò ripetute, non fa niente, sono bellissime e la bellezza è sempre sorprendente, in ogni caso e in ogni cosa, anche quando si ripresenta uguale, perchè è bello vedere che non è andata perduta nel tempo, anche se il tempo è quello breve di un attimo che fugge, oppure lungo come un sogno che ha un suo percorso da fare.

I testi in qualche momento sono un pò, come dire, superflui, ma in altri sono geniali e pieni di poesia, mi rendo conto che la lunghezza dell’opera ne fa un pò perdere il valore, come se si disperdessero le parole, ma se si accolta saltando le parti più di “passaggio”, o cercando volutamente di concentrarsi sui passaggi più significativi, le parole sono davvero stelle che illuminano il cielo di una storia nella quale ognuno di noi può sentire qualcosa di personale.

Ora faccio ammenda e per quanto serve, chiedo scusa a Clà per non aver capito subito il lavoro intenso e l’eleganza di questo disco. Spero che Claudio mi capirà, infondo ho un’età e sono un pò tardo a recepire certe complessità.

Renato

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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