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Dieci dita con verità e chiarezza

savelli DIECI DITA di Claudio Baglioni

di Walter Savelli

Ancora una volta, un assoluto bisogno di verità e di chiarezza.

L’argomento questa volta è “Dieci Dita” il nuovo brano di Claudio Baglioni.

In giro per la Rete, ho letto cose molto buffe ed inesatte a proposito di questo brano.

Molti fanno riferimento al brano “A Whiter Shade Of Pale” dei Procol Harum come se questo fosse una sorta di “plagio”.

Ebbene cominciamo a spiegare qualcosa:

Nella musica cosiddetta “leggera” (termine che ho  tolto dal mio vocabolario, sostituendolo con “musica moderna”) si possono identificare due componenti fondamentali:

La Melodia e l’Armonia.

La prima, è quella che ti permette di riconoscere una canzone da un’altra, di cantarla con la tua voce e di ricordarla nel tempo.

La seconda ovvero l’Armonia, (tutto ciò che sta sotto alla voce del cantante) è quella che evoca le sensazioni più belle nell’animo dell’ascoltatore: emozione, allegria, tristezza, gioia.

Dunque, l’armonia è composta dagli accordi (i non addetti ai lavori mi perdonino, ma non riesco a spiegare senza utilizzare alcuni termini tecnici) i quali sono a disposizione di tutti coloro che compongono, a tal punto che io spesso nei miei libri li definisco “patrimonio dell’umanità”!

Ebbene, questi “accordi” sono tanti , ma sono un numero finito: questo significa che molte canzoni, sono composte sulla base di accordi comuni e tutto ciò è assolutamente normale.

Se infatti ripensiamo alle bellissime canzoni degli anni ’50 cantate da Paul Anka, Neil Sedaka, Elvis Presley, Pat Boone e tanti altri, potremmo riascoltare accordi simili nella maggior parte delle canzoni degli artisti che ho citato.

Ciò vuol dire che c’è in atto un plagio? Assolutamente no!! Sono solo stati utilizzati dei “giri armonici ” (ancora perdono…) simili che hanno prodotto melodie completamente diverse l’una dall’altra.

Potremmo citare tantissimi altri brani che hanno strutture armoniche simili anche a livello nazionale: Il Cielo in una Stanza (Gino Paoli), La Gatta (Gino Paoli), Ti amo (Umberto Tozzi), Tu (UmbertoTozzi) … ma l’elenco potrebbe andare avanti ancora per molto.

Dunque il caso di Dieci Dita di Claudio è esattamente lo stesso: ovvero, l’utilizzo, nella sola strofa,  di una progressione armonica “discendente” simile a tanti altri brani fra i quali “A Whiter Shade Of Pale” (Claudio stesso, geniale utilizzatore dell’armonia moderna, aveva già utilizzato situazioni armoniche simili in altri suoni brani) con una melodia assolutamente diversa, personale e riconoscibilissima nel suo stile compositivo.

Se poi la nostra analisi estetica si dovesse occupare anche dell’inciso, allora il discorso sarebbe ancora più elaborato e complesso: un inciso con una melodia struggente, paragonabile, senza falsi pudori, alle più belle melodie operistiche (Puccini, Mascagni ecc.)… ma questa è un’altra storia ed avrò occasione di poterla spiegare approfonditamente.

Sempre e solo per il bisogno di verità

Buon “Dieci Dita” a tutti voi.

Walter Savelli

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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11 commenti

  1. claudio semeraro

    L’inizio ricorda sicuramente quella canzone, ma c’e’ da dire che questa canzone e’ un CAPOLAVORO. Devo dire che al primo ascolto mi aveva deluso, poi ho provato a riascoltarla una seconda e una terza volta, e ho avuto i brividi.
    Testo, musica, emozioni.
    L’unica cosa che mi dispiace e’ che Claudio scriva veramente poco ultimamente.. ma se i risultati sono questi, l’attesa e’ premiata.

  2. Caro Walter Savelli, e’ bello che Lei spieghi con dovizia di particolari certi argomenti e, di piu’, che prenda le difese (ammesso che ne abbia bisogno) del buon Claudio. La questione, pero’, credo sia un’altra. Ho 50 anni, quindi credo di aver attraversato diverse stagioni artistiche del cantante in questione. Credo che, ogni artista, abbia un picco fenomenale nella propria carriera e, per Baglioni, probabilmente, questo e’ gia’ avvenuto. Il mio dramma personale e’ riconoscere ed ammettere che l’artista che tanto ti emozionava e del quale aspettavi ogni sortita discografica, ormai, non ti emoziona piu’. Ripeto e sottolineo, probabilmente e’ un problema mio, una dissonanza totale tra il mio crescere, come uomo, come persona, dal suo. Il problema e’ che mi continuo a chiedere Perche’ e’ avvenuto cio’? Per quale motivo, oggi, altri artisti anche piu’ giovani, scrivono armonie e melodie, come Lei dice, nelle quali mi riconosco e, sopratutto, testi e con il “mio” Claudio no? Tutto questo dal 2003, album (oddio ho scritto album, cos’e’?) che ha certamente segnato, credo, la fine di un periodo. Dopo, dieci anni tremendi, di raccolte inutili, progetti del tutto evitabili, mille cause, pur giuste, per diritti di popoli ai margini della societa’ cosidetta civile. Oggi abbiamo un progetto, Con voi, del quale non ho capito ne’ il capo ne’ la coda. So solo che devo attendere, come i mistici di Medjugorje, due martedi’ prefissati di ciascun mese, per un anno almeno, per poter sentire queste canzoni in divenire. Sara’, ma a me qualcosa non e’ chiara, forse non ci viene detta, e bene, tutta la verita’. Tant’e’ non ne sto acquistando una, non perche’ non ne abbia la possibilita’, ma perche’ e’ tutto questo progetto a non piacermi. A me sembra solo un modo per “allungare” un addio definitivo e gestirlo nel migliore dei modi, possibilmente, con poco dolore. Ascoltando queste canzoni mi chiedo dove sia finita la capacita’ descrittiva di Baglioni, il suo farci “vedere” le immagini di cio’ che raccontava. Mi sembra piegato su se stesso e la riprova del suo lungo racconto, all’inizio del progetto, degli inizi della sua carriera o della pubblicazione di foto e ricordi (peraltro bellissimi!) molto personali, ne e’ la testimonianza. Mi chiedo dove siano finite le grandi costruzioni orchestrali, gli arrangiamenti sopraffini, i giochi di voce e dei cori che cosi’ bene “vestivano” la precedente produzione. Quello che ho dovuto sentire e’ un piattume che lascia sgomenti , poco servono i rimandi alla tradizione del melodramma italiano. Baglioni mi emozionava anche con pochi fraseggi sommessi, senza bisogno di inerpicarsi su note impossibili. Tutto questo, spero solo al momento, non c’e’ piu’, ma se il resto del progetto sara’ cosi’, forse, sarebbe meglio fermarsi e correggere il tiro. Con affetto…

  3. Premetto che stimo Savelli e che per me ha ragione sempre su tutto..
    tuttavia – al di là di tutti i discorsi “tecnici” e storicamente corretti – al primo ascolto, senza leggere nessuna recensione, senza sentire nessun commento, ho pensato che quell’inizio era decisamente simile a “A Whiter Shade Of Pale”. Sarà la melodia, sarà lo strumento scelto.. non lo so. La mia è stata una convizione nata spontaneamente. Ci tengo a precisare che ho deciso di rispondere a questo post perché amo profondamente l’artista Claudio Baglioni da molti anni e proprio per questo mi sento di poter “criticare” con affetto.

    • Sara, brava! Sono d’accordo con te. Qui non vogliamo sapere il perche’ e il percome di un brano. Ci stiamo chidendo se il medesimo emoziona. La risposta e’ no. Con l’aggravante del “dimenticabilissimo” dopo due o tre ascolti. Non ti lascia nulla, solo lo sgomento nel chiederti dove sia finita la creativita’.

      • Cari Sara e Gianni62, voglio aggiungere al vostro commento alcune mie considerazioni personali che non sono la verità ma certamente la mia verità.
        Le due nuove canzoni di Baglioni mi emozionano molto, la sua capacità di frugare nel cuore degli ascoltatori per quanto mi riguarda è intatta anzi è cresciuta.
        Ho trovato un Baglioni ancora più sincero nelle parole e sempre vicino al suo sentire, avere nuove idee a 62 anni non è facile, eppure Claudio l’ha avuta e sta pure rischiando tanto perchè una parte dei suoi fan si è ritrovata spiazzata dalla sua scelta. Il progetto ha un capo, un inizio, una partenza ma non una coda, la coda si sviluppa nel presente.
        La capacità per un brano di essere “ricordabilissimo” non è un pregio in assoluto.

        • Buongiorno Joe68,
          il mio commento era riferito unicamente a quella canzone. Al contrario “Con Voi” mi ha entusiasmato dall’inizio.
          Ritengo che il progetto di Baglioni sia assolutamente coraggioso e ammirevole. Ritengo anche che la creatività di Baglioni non sia per niente esaurita e che potremo emozionarci ancora.. e ancora.

        • Ciao Joe68, tu hai ragione, non e’ affatto facile, a 62 anni, essere nuovi e creativi. Se leggi bene cio’ che ho scritto, ho sottolineato il fatto che, forse, e’ un mio grande problema. Si e’ creata una frattura tra me ed uno dei miei artisti che piu’ mi ha emozionato nella vita. Non sono un ragazzino, lo seguo dal lontano 1974, quando E tu… Furoreggiava nei jukebox! Il mio, vorrei mi credessi, e’ il grido di dolore di chi sta perdendo uno dei suoi punti di riferimento artistici. Tu dici che non e’ fondamentale, per un brano, essere “ricordabilissimo”. Si, forse, pero’ qui c’e’ anche la noia di qualcosa che, dopo tre ascolti, non hai piu’ voglia di ascoltare! Capisci? Come essere di fronte ad un quadro di Caravaggio…e tirare dritto!

          • Purtroppo, per me, la penso come Gianni. Negli ulykmi giotji, faccio questo esempio, sono passate in radio mentre ero al lavoro, Strada Facendo e Doremifasol: ebbene pur se già ascoltate qualche decina o centinaia di volte, mi hanno emozionato e, soprattutto la seconda è una canzone dalla semplicità armonica evidente, eppure emozionava, ed emoziona. Spero comunque che Claudio mi faccia ricredere con le prossime uscite, credo però, come dico da parecchio ormai, ci sia bisogno di un cambio di produzione e arrangiamenti, perché a volte l’oste è talmente affezionato al proprio vino, che occorre un esterno per fargli capire se sta facendo davvero bene o se occorre cambiare strade.

      • Ragazzi, ma sappiamo cosa stiamo dicendo? Come si può criticare uno come Claudio?
        Carissimi, il tempo passa, nessuno è esente alla sua attualità, nessuno sfugge all’opera sublime della vita!!! Ma cosa pretendete da uno come lui che è stato un percursore dei sogni puliti di tutti; volete sempre che canti note amorose del tipo questo piccolo grande amore? E allora, viviamo la vita che gli anni ci dona con il suo passare elementare, senza inutili forzature e illusioni. Il tempo passato non ritornerà, ma non solo per Claudio, ma per tutti.
        Anni fa, io che sono un grande pedalatore, scalavo il monte Grappa in un’ora e mezza, adesso impiego due ore e venti, devo smettere di andare in bici per questo?
        La vita è vita sempre, e ogni tanto guardiamoci per favore alle specchio e domandiamoci qualcosa.
        ciao Mariano

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