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Il mio Claudio Baglioni

lucaAscolto Claudio Baglioni da novembre 2007. Un amico mi fece ascoltare “Amore bello”, non l’avevo mai sentita a fondo. Ero molto innamorato in quel periodo, e la canzone mi colpì. Poi, su internet, per caso mentre scaricavo musica, scaricai “NOI NO” da “Acustico”. Quel brano mi ammazzò: musica, parole, coinvolgimento emotivo. Mi spinse a cercare, sempre su internet qualcosa di simile.

Scaricai “Le vie dei colori”, e lì fu innamoramento. Mi innamorai della poesia di quest’uomo chiamato Claudio Baglioni, e entro luglio 2008 conoscevo quasi tutto il suo repertorio. Lo ascoltavo giorno e notte. Il mio amore nel frattempo se n’era andato, ma l’amore per Claudio era nato, e più passava del tempo, più via via mi innamoravo di concerti, di album. Iniziai colpito da “Oltre” e “Io sono qui”, poi passai giornate intere ad ascoltare solo il “Viaggiatore”, e via via molti altri.

Aspettavo con ansia il nuovo disco di Claudio, per vivere in sintonia con lui la sua nuova fase artistica. Ed ecco il progetto QPGA. Lo seguo, lo seguo con ansia e trepidazione, lo vedo evolversi, e continuamente posticiparsi. Ascolto in diretta e amo al primo ascolto “Un solo mondo”, e poi “Niente più”. Per la prima volta vedo un concerto di Claudio, e gli dò la mano, la tourneè è “Gran concerto”. Riascolto mille volte di fila il disco QPGA, cercando di coglierne ogni sfaccettatura. E poi seguo tutto quello che fa dopo, fino al momento forse intensamente più bello: il concerto di Capodanno a Roma 2010. Da lì doveva iniziare il suo ritiro. Ma di ritiro non si tratta, e io vado avanti a seguirlo. Acquisto “Strada facendo – 30 anni dopo”, scarico con trepidazione “L’Italia è”, e infine acquisto “Un piccolo Natale in più”, nell’attesa titubante e molto incerta del 18 maggio 2013.

Che cosa mi aspettavo?

L’attesa era trepidante, l’emozione forte e intensa, la voglia tanta: non avevo mai visto un progetto di Claudio nuovo. Ero convinto come tutti che il 18 maggio, o massimo a giugno, uscisse il disco: quando ho scoperto il contrario, la tristezza mi ha avvolto.

Poi ecco quella notte, quel “Con voi”… E poi “Dieci dita”.

Attenzione, il rischio di un fan è quello di adulare il proprio idolo, e questo non è tipico di un fan, ma di un fan “un po’ fantoccio”. Allora, ci ragiono, e ci penso.

Si, credo che “Con voi” e “Dieci dita” siano qualcosa di nuovo. “Dieci dita” forse poteva stare in “Sono io”, “Con voi” no di certo. Non si parla più dell’amore protagonista in QPGA… Allora Claudio è cambiato? Sta facendo qualcosa di nuovo?

Io credo che non ci sia improvvisazione in questo lavoro, in questo senso Claudio ci sta un po’ prendendo per il culo. Non ha mai improvvisato niente. (Chi ha visto “Dieci dita” quest’anno lo sa bene, e lo sa chi lo segue da più tempo di me).

Allora, perchè tutto questo? Perchè?

Questo perchè l’ho scoperto e toccato con mano Martedì 4 giugno.

Speravo di incontrare Claudio Baglioni da tanto tempo. Grazie ad un carissimo amico, ho scoperto che sarebbe arrivato intorno alle 15.00 in stazione centrale. Insieme ad un amico che per me è come un fratello, mi reco in stazione, sperando di incontrarlo.

Ecco, Claudio scende. Sotto, una cinquantina di fan in delirio per lui. E io, emozionato e in confusione, cerco di avvicinarmi. Non ho neanche il coraggio per mettermi vicino per farci una foto insieme. Però gli parlo. E tra le tante cose gli dico: “Claudio, grazie per quello che mi hai regalato in questi cinque anni”. E lui: “Pensa che ci conosciamo da cinque anni e io manco lo sapevo”.

Questa, e altre parole mi hanno conquistato.

Fabrizio De Andrè non volle mai incontrare George Brassens, il suo idolo, perchè diceva che incontrandolo non sarebbe stato più un idolo. Ed è verissimo. Claudio non è più il mio idolo, ma non lo era più da tempo. Ma meglio così.

E’ diventato un uomo. E la sua umanità mi ha colpito più di ogni altra cosa, al di là di ogni plastica, di ogni critica pro o contro le canzoni, di ogni calo o escursione vocale. Un’umanità che vuole contatto con gli altri uomini. Questa è una sorpresa. Sia questa la nuova identità che cerca Claudio? Sia qui che dobbiamo cercare tutti noi un’altra immensità?

Questo non lo so. Di certo io credo che questo Baglioni uomo abbia da dire tanto. E non importa se il suo livello si abbassa rispetto a quello di “Oltre” e “Io sono qui”, che sappiamo essere irraggiungibile. E non importa se alla base di “Con voi” c’è un grande marketing. Importa quello che ha da dirci. Noi, da detective, possiamo cercarlo, anzi dobbiamo cercalo all’interno del suo lavoro.

Questo qualcosa c’è. Ne sono certo.

E nel trovarlo, so che posso diventare una persona migliore.

Grazie Claudio.

Luca

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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1 Commento

  1. eh come ti capisco caro luca io ne avrei di cose da dire..ma resto sempre opportunamente zitto per evitare incidenti diplomatici. Ma condivido in pieno il tuo sfogo. Come hai ben osservato quel giorno Claudio è solo per alcuni fan molto vicini a lui, io personalmente ho avuto tante promesse ma pochi fatti per incontrarlo. Poi ho visto con molta curiosità il parterre che lo avvolgeva nel recente incontro di Radio Italia: li ho avuto conferme che Claudio è si nei nostri cuori ma non per tutti. Tanti cari auguri che tu lo possa finalmente incontrare, Io francamente ho perso le speranza almeno per ora.

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