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…né Là né Qua

E poi arriva Isole del Sud, un pezzo che mi prende già dalle prime note e da un certo punto della canzone ho l’impressione che parli di qualcosa a me molto familiare….
 
C’è un altro che guarda indietro è appena andato e dietro il vetro fissa il solco del passato..se ne va nel nord da solo a bordo….
 
e penso penso penso e poi arriva quel coro stile Nabucco, dicono, che dice…
 
siamo quelli che non sono mai
né là né qua vite a metà
noi siamo acqua
E in testa mi rimbombano quelle quattro parole quelle quattro semplici parole…due negazioni e due  avverbi di luogo che finalmente mi danno la giusta espressione per definirmi. 
 
La cercavo da anni..da molti anni…cercavo di spiegarlo ai miei nuovi compagni di vita, quei compagni che hanno diversi modi di dire e che mai avrei mai potuto incontrare nella mia prima vita…cercavo di spiegargli come si sente uno dei tanti che lascia la propria terra e va via…va a cercare un’altra vita per riuscire a vivere  una vita diversa da chi invece ha deciso o è costretto a sopravvivere.
 
“né La e né Qua” è questa la giusta definizione per me migrante degli anni 2000 con iPhone e  Trolley figlio di migrante degli anni 80 con Telefono a Gettoni e Valigia di Cartone.
 
È così che ci si sente, non sembri appartenere a nessun luogo…
 
né la né QUA
 
Vivi in un posto che non hai vissuto
Vivi in un posto dove entrerai assieme ai tuoi figli per la prima volta nella loro scuola e non potrai raccontargli che tu da piccolo ne hai fatte di ogni in quei corridoi…
Vivi in un posto dove puoi metterci tutto l’impegno che vuoi ma mai conoscerai vita morte e miracolo dei tuoi concittadini
Vivi in un posto dove non hai vissuto quelle strade
Vivi in un posto dove le strade sembrano non avere né un inizio e né una fine perché non hai il mare che ti fa da bussola.
Vivi in un posto dove hai tutto ma non quello che c’era di la
 
LA né qua
 
Non vivi più in quel posto che hai vissuto
Non vivi più in quel posto dove hai fatto sega a scuola e sei scappato sotto le gambe di una suora il primo giorno d’asilo
Non vivi più in quel posto dove ancora oggi ti ricordi di tutte le facce..dal fornaio all’edicolante, dal vicino al passante, dal cugino all’ambulante e tutti in strada con i bidoni perché passa il camion dell’acqua
Non vivi più in quel posto dove sei caduto in quelle strade e le hai viste rifarsi il manto mille volte 
Non vivi più in quel posto dove non hai bisogno di navigatore per andare in qualsiasi posto, basta capire da che lato si trova il mare, per avere chiaro limpido in testa da che parte andare..
Non vivi più in quel posto dove non c’era niente ma c’era tanto altro
 
Una Vita come tante che si trova in perenne equilibrio esistenziale perché  vive QUA ma pensa come se fosse LA.
 
Certo, isole del sud parla di altri migranti, di altre vite che si spengono  nell’acqua del mare e la mia di vita non la si può neanche minimamente confrontare allo loro. Ma mi piace pensare che in quel l’uomo che va a Nord ci sia anche un pochino di me e di tutte quelle persone che in tutte le epoche son “dovute” partire…partenze che ripeterai in tutti gli altri anni della tua vita, ed ogni volta è sempre la stessa emozione, sempre lo stesso rituale, sempre lo stesso groppo in gola, sempre quelle lacrime trattenute perché non puoi farti vedere piangere da chi già sta piangendo perché partire si…è anche un po’ morire. Muore la possibilità di vivere LA in quel tempo, perché sai che quel tempo non tornerà più.
 
Con Voi parte quinta..il Nostro continua a non smettere di trasmettere:
 
Ha cantato x noi
Ha cantato x i suoi
Ha cantato x altri amori
Ha cantato x i suoi amici
Ha cantato x gli “altri”
 
Chi cerca la novità chi cerca la ritualità. 
Io cerco emozioni, e finora con alti e bassi non sono rimasto deluso.
 
Sam Fisher

Sam Fisher

Salve a tutti, “Sono Io” e sono uno di voi. Un Baglioniano? Un Clabber? Un Baglionista? Uno delle prime file? Uno sempre in piedi? Uno che accetta tutto quello che fa? Sono un Hacker, nel cuore di doremifasol.org e vi "colpirò" quando meno ve lo aspettate.

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