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Baglioni ricorda Paco De Lucia

È morto il chitarrista Paco de Lucia, maestro di flamenco e grande innovatore

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Aveva 66 anni. Strumentista virtuoso e straordinariamente aperto alle contaminazioni, passò dalla “palestra” di Camarón de la Isla, con cui realizzò decine di dischi, alle contaminazioni fusion, suonando con Al Di Meola, John McLaughlin, Larry Coryell e Chick Corea

IL CHITARRISTA andaluso Paco de Lucia è morto stamattina su una spiaggia del Messico. Stava trascorrendo un periodo di vacanza con la sua famiglia ed è stato colto da un infarto mentre giocava con i figli sulla spiaggia di Cancun. De Lucia aveva 66 anni. Era unanimamente considerato uno dei più grandi musicisti nella storia del flamenco.

Francisco Sanchez era nato a Algeciras, in provincia di Cadice, nel 1947. Con il nome d’arte Paco, diminutivo di Francisco, e il cognome de Lucia (scelto come manifestazione d’affetto per la madre, Lucía Gómez), cresce immerso nella cultura flamenca e già da bambino viene istruito alla pratica chitarristica in famiglia, dal padre, dal fratello Ramon de Algecirase dallo zio Sabicas (Agustín Castellón Campos), tutti chitarristi di professione. mentre fuori dall’ambito familiare il suo primo maestro è Niño Ricardo (Manuel Serrapí Sánchez). Talento precoce, a 11 anni abbandona gli studi per dedicarsi completamente alla chitarra e a 14 anni, con il fratello Pepe, forma il duetto Los Chiquitos de Algecíras. A 15 anni si trasferisce a Madrid con la sua famiglia e successivamente parte con il fratello per il primo tour, con destinazione Stati Uniti. Aperto alle collaborazioni artistiche, si esibisce poi con molti artisti, tra i quali Ricardo Modrego e A. Fernández Díaz Fosforito (e la coppia pubblica la Seleccion Antologica del Cante Flamenco). Nel 1966 parte di nuovo in tour e nel 1967 debutta come titolare di un album solista con La fabulosa guitarra de Paco de Lucía.

L’incontro decisivo per la sua carriera, e per l’acquisizione del suo stile personalissimo e virtuoso, è comunque quello del 1968 con Camarón de la Isla, estroso musicista con cui inciderà in carriera quasi una trentina di album. La lunga serie di tour acclamati e l’enorme popolarità ottenuta in tutta la Spagna lo coindurrà all’invito ad esibirsi al Teatro Real di Madrid, il 18 febbraio 1977, dove fino ad allora non si era mai esibito nessun chitarrista di flamenco. Nello stesso anno si sposa con Casilda Varela.

Tradizionalista, ma sempre attento ai fermenti musicali, senza barriere stilistiche né pregiudizi di sorta, De Lucia entra in contatto negli anni Settanta con diversi musicisti di differente estrazione musicale, provenienti in prevalenza dal jazz e dal rock. Tutti personaggi che si rivelano determinanti per la sua evoluzione artistica e la maturazione di uno stile ibrido, meticcio, eterodosso, che dalla palestra flamenca si spalanca alle altre forme della musica popolare. Ed è con personaggi come Al Di Meola, John McLaughlin, Larry Coryell e Chick Corea che De Lucia dà vita e impulso a quel nuovo e coraggioso incrocio stilistico che di lì a poco troverà nella fusiuon la sua prima, eloquente definizione. Nel 1980 in trio con John McLaughlin e Al Di Meola pubblica un album fondamentale per quel “crossover” chitarristico rivoluzionario, Friday Night in San Francisco, disco cult per un’intera generazione nonché enorme successo commerciale, con più di cinque milioni di copie vendute.

Eppure già l’anno successivo, nel 1981, De Lucia torna all’amato flamenco per un disco decisamente rivoluzionario, Solo quiero caminar, che realizza con Ramón de Algeciras, Pepe de Lucía, Rubén Dantas, Carles Benavent e Jorge Pardo. Nella seconda metà degli anni Novanta si riunisce dopo 13 anni con John McLaughlin e Al Di Meola con i quali torna a girare in tour, dopo la pubblicazione dell’album The Guitar Trio. Nel 1998 pubblica Luzia, dedicato alla madre scomparsa, e per la prima volta isieme all’amata chitarra fa ascoltare la sua voce. Nella sua Spagna gli vengono riservati diversi premi importanti, e nel 2010 anche il Berklee College of Music di Boston gli conferisce un attestato di grande valore simbolico, il titolo di Dottore Honoris Causa per il suo contributo musicale e culturale. Il partito socialista spagnolo, di cui fu un convinto sostenitore, ha definito la sua morte “una grande perdita per l’Andalusia, per la Spagna e per l’umanità”.

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The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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