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Isole del Sud

Una volta leggevo di un’isola che era stata donata ad un re.
Di quell’isola si dicevano meraviglie,  il suo posto era in un mare pieno di sole, di sale, di sud…dicevano fosse sperduta in un mare che incantato dalla ricchezza della sua presenza, lanciava meravigliosi richiami di bellezza fra onde e cielo, nel vento che entra nei pensieri invadendoli di profumi di sconosciuta fragranza, portando musiche di dolcissime armonie a riempire il cuore.  
Questo re l’aveva ricevuta in dono da un’altro re, padrone dei mari e dei cieli, nessuno l’aveva mai vista, ma di lei si raccontavano storie fantastiche.
Questo re allora diede l’incarico a degli esperti marinai di guidare la sua nave alla ricerca di quell’isola… e quei marinai accettarono.
Quegli uomini erano qualcosa di più che non soltanto dei marinai esperti, erano uomini che avevano vissuto per il mare traendone da esso insegnamenti e motivazioni, erano uomini che nel mare cercavano una ragione di vita.
E partirono, partirono perchè qualche volta le certezze vacillano e il nostro punto esclamativo piega la schiena come un’ansa e diventa interrogativo, partirono, cercando in un viaggio lungo e faticoso verso una buona novella la rivelazione, la scoperta e il racconto di un nuovo giorno… di un’altro possibile tempo perchè un nuovo mondo sia possibile.
Fecero vela cercando quell’isola incantata e che nessuno ha mai trovato, tante volte sembrava che fosse li davanti agli occhi, ma poi spariva all’orizzonte.
Inseguirono cieli che a volte dettavano la strada con giochi di nuvole, altre con il richiamo di una stella, navigarono cercando onda dopo onda di leggere il linguaggio del mare, e del vento, che con lui cantava una canzone per carpirne il mistero, il mistero che porta a viaggiare e ad inseguire miraggi di isole laggiù in fondo al mondo. Incontrarono parole, pensieri, sogni e slanci verso orizzonti di bellezza e capirono che la loro strada verso la certezza poteva essere solo quella che portava all’isola incantata, all’ Isola nel sud.
Sembrava avvolta di foschia, ma immensamente magica e bella, e credendo di vederla immaginavano un’isola piena di frutti sconosciuti, succosi e dolcissimi, credettero di vedere un’isola piena di fiori mai visti immaginando di sentirne il profumo, credettero di vedere insenature dove il mare sembrava non ci fosse da quanto era limpido, in quel mare si vedeva una vita mai conosciuta, colorata e abbondante come mai si sarebbe potuto immaginare… ma tutte le volte svaniva di prua come un’idea, come una bellissima utopia, ne sentivano il profumo, ne immaginavano la forma, ma quando il pilota di quella nave si avvicinava su quel mare misterioso… volava via, tingendosi d’azzurro, colori di cieli smarginati ed indefinibili.
Quegli uomini sapevano già da prima che forse quell’isola non esisteva, ma quel viaggio serviva per dare corpo alla loro immaginazione e alle loro speranze. Come raccontare ai loro bimbi, alle loro donne, agli astanti di osterie piene di bestemmie di vino e di carte, senza aver fatto quel viaggio, quelle storie meravigliose di tempeste e di animali misteriosi che terrorizzano il nostro pensiero? Storie fantastiche e fantasiose, ma da quanto le rendono piccole e insignificanti, sembrano inghiottire le nostre reali paure di tutti i giorni, annientandole davanti alla furia degli elementi più incontrollabili ed estranei al nostro volere… come per dirci che c’è sempre qualcosa che va oltre noi stessi, ma che in noi stessi ci sono le soluzioni più giuste per sopravvivere, superare e far diventare un passato da raccontare le nostre stesse paure.
Come potevano, senza fare quel viaggio, dare un valore di reale e di materiale ad immaginazioni che noi sentiamo profondamente vere? Chi li avrebbe creduti se non avessero navigato insieme, marinai con marinai, fantasie con fantasie? Come sarebbero stati creduti se nei racconti la gente non avesse visto gli stessi sorrisi complici e ammiccanti in occhi che avevano visto ciò che avevano immaginato… o immaginato ciò che avevano visto?
E ancora va avanti il viaggio di ognuno di noi, partiti un secolo fa e in arrivo fra mille anni ad inseguire una luce, una voce, una pace un suono… un segno… un sogno…
Arriveremo però ancora, almeno per un pò, a raddrizzare il punto interrogativo e a farlo diventare esclamativo, fa parte dello svolgersi delle cose e del naturale avvicendamento della ricerca di una verità sempre presente nell’animo umano, allora coglieremo cosè quell’isola e qual’è la sua funzione.
A tutti quelli che sulla loro nave hanno tolto il nome da poppa e da prua, mettendo al suo posto solo un punto interrogativo e uno esclamativo, simboli della ricerca che ognuno fa nella vita e un sole e una luna, per non dimenticarsi mai del tempo che passa,  chiedo di non smettere mai di navigare  questo mare unendo le loro navi alle nostre, che siamo marinai che cerchiamo quell’isola… .
Forse la strada per trovarla quell’isola è nelle risposte più semplici e banali, tanto da non sembrarci vere e da rifiutarle allontanandoci dalla rotta giusta, ma un giorno troveremo davvero quell’isola e scopriremo che ci sarà un altro orizzonte ancora più lontano… e ci faremo una nuova domanda che ci porterà ancora in viaggio, per vedere se esiste un sud che non ha nessun nord.

Renato

redazione

La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

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