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Come un Eterno Addio

comeuneternoaddioTum tum tum… batte il cuore come un tic tac di una sveglia che scandisce ogni secondo. Qualche volta il tempo passa mentre noi siamo presi a danzare nel nostro angolo dell’immensa balera della vita, dove ognuno balla un po’ da solo insieme a tutti e un po’ con tutti ma da solo con se stesso; altre, invece, stiamo proprio fermi nel pensiero del tempo che passa, come se volessimo fisicamente vederlo passare per coglierne la forma.

Così, come in un eterno addio, nella casa del tempo che scorre, ci lasciamo dietro stanze arredate  da attimi, giorni e anni, perchè ogni attimo del nostro vissuto ci lascia qualcosa: non sempre qualcosa di bello, ma sicuramente qualcosa che sarà nostro per sempre, che nessuno potrà mai portarci via e che sempre ci ha insegnato qualcosa… E stanno lì, nei nostri armadi, nei vecchi mobili che profumano di muffa e di lavanda, nelle librerie che abbiamo riempito di libri che ogni tanto spolveriamo con cura, libri con pagine a volte scritte in rosso, altre in nero, con frasi sottolineate, con frasi cancellate sulla carta, ma incise indelebilmente nel cuore.

E’ così che nel libro della nostra vita le pagine contengono un eterno addio, ma anche il nostro vissuto che parlerà al tempo del nostro futuro dicendogli chi siamo, quali sono i nostri sogni, dove sono nate le nostre sofferenze e quale vento gonfia le vele che spingono la nostra barca a navigare il mare della speranza. E se la nostra vita passa come un eterno addio, ha in sè in ogni istante anche un eterno saluto di benvenuto al futuro, fin che futuro ci sarà…

E nel futuro ci sarà una stagione della vita che vedrà un vecchio che mi somiglierà tanto. Starà seduto su una panchina dei giardini a succhiare un filo d’aria al vento dei ricordi, riposerà la sua stanchezza parlando di nuvole e di sogni ancora da realizzare.

Avrà “sorrisi di crepuscoli lungo tramonti di brughiera, l’attesa stretta dentro i muscoli e mani stanche di preghiera…” una preghiera che si perderà nel dubbio di cosa chiedere, perchè c’è un momento in cui non sai più cosa sia davvero importante: se percorrere il cielo dietro la fuga in volo di una rondine, oppure se pensare alla tua capinera, chiusa in gabbia mentre muore un’altra sera camminando dentro un pensiero triste che si balla, e dare anche a lei la libertà di una sua storia, di un suo volo, perché, in fondo, tutti hanno diritto al proprio volo ed ogni volo significa che ognuno ha diritto a scrivere una propria storia.

E anche quel vecchio avrà scritto una sua storia. Magari non sarà stata una storia importante, di quelle che si scrivono sui libri, ma forse sarà stato importante per un attimo, per un giorno, per… nella vita di qualcuno o di qualcuna.

Non saprà mai cosa e chi sarà e forse non saprà nemmeno dire cosa sia stato,  se è stato un vecchio pieno di zucchero, di sale e cosa avrebbe in realtà voluto essere. D’altra parte, nessuno può scegliere cosa essere nella propria vita: nel migliore dei casi lo puoi fare in parte. Nessuno può scegliere se essere aquila, tigre, topo o uomo, ma ci sarà stato per tutti un giorno che ha spaccato le convenzioni e che ha fatto ruggire il topo, miagolare la tigre e precipitare l’aquila.

Come saranno stati i giorni e le occasioni passate accanto a quel vecchio che lo hanno portato ad essere quello che è diventato? Quali schiume di quale mare ha attraversato la sua barca perché si trasformasse, giorno dopo giorno, da squalo in pesce di acqua dolce?

Sembrerà così distante il tempo del ricordo dei suoi miti giovanili da apparire ormai un essere fuori dal tempo, eppure sempre così pronto a dare tutto un bagaglio di esperienza maturato nel tempo a chi  lo vedrà lontano, superato dalla distanza di chi lo guarderà con la sfrontatezza e la pazzia che a volte accompagna naturalmente la giovinezza.

Non rubategli i ricordi, non cancellateglieli: i ricordi sono acqua e l’acqua è memoria, la memoria è storia per tutti gli uomini e torna sempre come torna l’acqua, ripetendosi nei suoi cicli vitali. Se ci cancelliamo la memoria, perdiamo la possibilità di intervenire per quel poco che possiamo sui cicli vitali della vita. E allora ascoltiamo quelle storie, magari un po’ noiose, di quando lui e la sua terra erano più giovani e tutto sembrava più bello… forse soltanto perchè lui e la sua terra erano più giovani di adesso.

Eppure quello sarà il tempo in cui resterà molto tempo per pensare. A chi? A cosa? Cosa porterà dentro quel vecchio quando ormai la stagione della sua vita comincerà a darsi pace? Inseguirà ancora uno dei suoi sogni o una delle tante utopie che certamente non avrà ancora realizzato, oppure quella pace l’avrà davvero dentro di sè? Vedrà ancora, mentre starà appoggiato alla ringhiera del suo balcone sospeso sul tempo, dei panorami lontani da raggiungere, oppure ogni giorno nuovo sarà di per sè, un nuovo meraviglioso regalo?

I mille aghi della mente saranno ancora dentro di lui, come parte di lui, solo si saranno trasformati dai mille perchè dei bambini ai mille perchè che l’esistenza ci propone nel suo mistero.

E quel vecchio partirà per il suo ultimo viaggio, partirà per quel suo luogo e per quella sua storia dove incontrerà il ricordo di visi, sorrisi e braccia di cui aveva perso la memoria, dove potrà leggere quei libri che mancano sulla sua libreria, dove comprenderà quelle verità che non aveva mai compreso… dove incontrerà l’infinito.

Ma ora, quel vecchio è ciò che la conoscenza attuale in suo possesso gli permette di essere. Domani sarà ancora qualcosa di più, sarà quello che le mie esperienze di domani gli permetteranno di essere e ancora, ancora più avanti, quello che la mia vita ed il mio vivere di dopodomani gli permetteranno di diventare.

Quel vecchio, quando con le mie figure di funambolo che cerca sempre una chimera arriverò alla fine della fiera,  forse non lo incontrerò, forse lo farò senza saperlo, senza riconoscerlo… e mi trasformerò in lui, diventando un altro senza capire mai quando avverrà veramente. Di certo, il vecchio che sarà è quello che nascerà da ciò che sono stato e che sono adesso.  Quel vecchio sarà mio figlio!

Renato

redazione

La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

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