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Nota di Claudio Baglioni 09\05\15

Quanto deve il vento alle tende,
ai panni asciugati sulle terrazze,
alle cime caracollanti degli alberi,
alle onde schiumate del mare
ai cerchi degli uccelli cuciti nel cielo?
Cosa sarebbe senza una girandola in mano a un bambino,
il galletto della banderuola sul tetto,
le foglie che corrono in strada
o i capelli dei rari passanti di questo sabato sera.
Come sarebbe la vita senza i ricordi?
Un susseguirsi di scene e sequenze
senza alcun cambiamento,
senza un salto o un passaggio di evoluzione,
senza mai acquisizioni e neppure mancanze.
L’esistenza è per tutti così.
Prima ci viene concesso un lasso di tempo
per vivere cose, vicende e persone
e dopo uno diverso per ricordarle
se non ci sono più.
Non è mai un unico tempo
e non è la stessa cosa
ma se viverle vuol dire nel mentre tenerle
nelle stanze del cuore,
poterle poi ricordare
significa riportarle ogni volta
tra quelle stesse pareti.
Il ricordo è un po’ come il vento.
Soffia nel grande cuore del mondo
e nel piccolo mondo del cuore
così che non resti mai solo
e mai senza cose, vicende e persone
che furono nostre
e che a un certo punto perdemmo.
Perciò, in un sabato sera di vento pulito
ti può capitare di andare incontro a un caro ricordo
che dà senso alla vita che va
e scompagina le capigliature
di noi anime sopravvissute.

Dal Facebook ufficiale di Claudio Baglioni

redazione

La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

4 commenti

  1. e ieri sera il primo sabato casalingo dopo un inverno di ricordi ballerini i miei pensieri hanno ripercorso tanti momenti della mia vita e qualche lacrimuccia ha riempito il vuoto di una serata. Senza Parole

  2. Da qualche mese sto deliziandomi, nei pochi momenti liberi, per lo più dopo cena, quando la stanchezza non prevale sulle pesanti palpebre facendomi addormentare, nella scrittura autobiografica.
    Penso a qualche episodio, per lo più di tanti anni fa e comincio a scrivere di getto, a mano. Come per incanto, un ricordo ne richiama un altro, un volto, un altro volto, e poi scene, dialoghi, voci, situazioni seppellite dal tempo, scaturiscono fuori come dei nanetti dispettosi che si sono nascosti fra i tronchi nel bosco dell’oblio….
    Gli appunti estemporanei, dopo qualche giorno, di rilettura e limatura, acquistano una forma più precisa, si elevano dallo zibaldone, diventando pezzi di vita vissuta. Facendo questo, non miro a nulla, solo che ricordando e scrivendo, scrivendo e ricordando (e non si sa più quale è la causa e quale l’effetto) si sta meglio. E’ terapeutico, almeno per me…..

  3. Le tue parole alimentano i nostri animi.Ho capito che in esse viene celato un vuoto che anch’io questo sabato sera provo ,e sentire che il mio mito avere le mie stesse stesse sensazioni mi fa sentire meno sola. Un abbraccio mio Capitano !

  4. Parole stupende che danno immediatamente il senso della vita.

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