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Ecco il meglio di Baglioni: Ale oò

Con la Gazzetta «Live Story», i concerti più belli dell’olimpionico della musica italiana

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Dici Claudio Baglioni e pensi al numero uno assoluto delle vendite discografiche italiane snocciolando canzoni che hanno fatto la storia d’Italia dagli Anni 70 in poi.

Eppure il cantante romano, che ha appena compiuto 64 anni, ha impresso un marchio indelebile all’evoluzione musicale soprattutto per l’attività live dove ha avuto un ruolo riconosciuto: il più grande innovatore della macchina scenica. Ripercorrendo questa «live story» (o «love story» come l’ha ribattezzata lui stesso), colpisce proprio questa sua voglia di non essere mai uguale, di cercare situazioni e scenografie inconsuete e di spostare in avanti i confini dell’esperienza dal vivo come un vero pioniere dell’entertainment.

DVD Tutto questo ce lo racconta Baglioni in persona nell’intervista video che accompagna il primo dei 15 dvd in uscita con la Gazzetta per raccontare 33 anni (dal 1977 al 2010) di una ricerca musicale che ha cambiato il modo di fare concerti in Italia e che, a parte la luna e gli abissi marini, ha toccato tutti i mondi possibili. Come non fosse già arduo interpretare dal vivo un repertorio contraddistinto da quegli alti e bassi che costringono a veri equilibrismi vocali, Claudio ha dato al suo pubblico sempre qualcosa in più. Per altri versi potremmo dire che, facendo leva sulla sua passione per il nuoto e su una straordinaria forma fisica, Baglioni è diventato l’olimpionico della musica italiana, tanto più che i riferimenti sportivi nella sua carriera artistica si sprecano: dai due inni (Acqua nell’acqua e Un solo mondo) per i Mondiali di nuoto a Roma nel ’94 e nel 2009 al primo concerto proposto dalla collezione della Gazzetta e del Corriere della Sera, Da me a te. Il tour del ‘98 nasce infatti dall’album omonimo che porta il nome dell’inno commissionatogli dalla Figc per il centenario e che fu presentato a Parma in occasione dell’amichevole Italia-Paraguay.

Per l’occasione vedremo un avvenimento a suo modo storico datato 6 giugno ‘98: la prima volta che lo stadio Olimpico fu concesso interamente a un avvenimento musicale, non per niente trasmesso in diretta dalla Rai, che Baglioni dedicò alla sua carriera ma anche agli imminenti Mondiali di calcio di Francia ‘98. Ma proprio lo sport è stato uno dei grandi ispiratori di Baglioni che nell’estate ’82, sulla scia dei record di vendita (un milione di copie) dell’album Strada Facendo dell’estate precedente, era stato protagonista di un tour che prese il nome dall’invocazione Ale oò in voga da anni fra le tifoserie calcistiche e riutilizzato dai suoi fans per chiedere il bis. Baglioni lo trasformò in uno straordinario canto corale che lo accompagnò fino alla memorabile chiusura all’Arsenale di Venezia con il palco soprelevato sull’acqua e il pubblico raccolto nelle imbarcazioni circostanti.

CRONOLOGIA Uno scenario ardito per un concerto che fa parte di quella continua ricerca con cui Claudio ha appunto studiato situazioni spesso rivoluzionarie per le sue esibizioni. Nel ’77 (Con tutto l’amore che posso) aveva cominciato a Bussola Domani, la tensostruttura di Viareggio nata dal celebre locale omonimo, ma nell’85 lo troviamo col tour La Vita adesso impegnato fra l’altro a riaprire il Flaminio di Roma a un evento extrasportivo. Lo stesso Flaminio che nel ’91 ospitò la tappa del tour Oltre una bellissima notte in supporto al disco Oltre in cui per la prima volta l’artista si esibì completamente circondato dal pubblico dal pomeriggio a notte inoltrata. Celebri i tre tour fra il ’95 e il 2000 ispirati ai tre colori primari (giallo, rosso e blu) in cui il cantante si inerpicò in camion fino alla piana di Castelluccio di Norcia, il Tibet italiano; trasformò i concerti nei palasport in spettacoli polivalenti con danzatori e performers di ogni tipo; e provò un viaggio nel tempo con un «concept» di tipo filosofico-intellettuale. Dopo i concerti unplugged nei teatri antichi (2000: Sogno di una notte di note) e l’esperienza solistica del tour Incanto (2001) che lo portò col suo pianoforte fino al San Carlo di Napoli, l’inarrestabile cantante si impegna nel 2003 in un’operazione titanica: in Tutto in un abbraccio attorno al palco vengono raccolti fino a 500 figuranti reclutati nelle scuole di ballo e nelle società di ginnastica per offrire uno spettacolo di teatro totale. Rieccolo nel 2004 (Cercando) a mostrare al suo pubblico ville e bellezze architettoniche dimenticate. A cavallo del 2005 ritroviamo invece Baglioni mentre sale fisicamente dal primo gradino alla cima del palco (Crescendo) e racconta antologicamente la storia dei suoi strumenti accatastati sul palcoscenico (Tutto qui). Una parentesi inconsueta è invece il tour Quegli degli altri con cui nel 2006 omaggiò le più belle canzoni degli anni Sessanta prima dell’ultima tappa cronologica contenuta nel nostro 11° dvd: è l’One world tour in cui Baglioni, riprendendo un progetto interrotto negli anni Ottanta, completò il giro musicale dei 5 continenti da Bruxelles a New York all’ultima tappa storica nella Royal Albert Hall di Londra.

gazza 22 maggio 2015-001 baglioni

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The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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