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La traversata del capitano solo

L’equipaggio urla: “Tempesta!”, “Tempesta a babordo!”. Gli uomini salgono in coperta. Guardano le onde avvicinarsi. Si affannano. Preparano le difese. Qualcuno già suggerisce di calare le scialuppe di salvataggio. La nave ondeggia. I marinai si aggrappano ai parapetti per spostarsi lungo il ponte. La bufera li sballotta da un capo all’altro. Il terrore deforma i loro volti. La voce adesso si spegne in gola. Annaspano come formiche impazzite nel formicaio scoperchiato.
Il capitano Solo non esce dalla sua cabina di comando. beve un whisky dal sapore affumicato, tiene sulle ginocchia un romanzo d’avventura, aspetta che il rollio finisca per riprendere a leggere. Guarda la tempesta, tranquillo. E la tempesta si placa.
Gli uomini si tolgono i soprabiti di tela cerata. Qualcuno, più stanco, torna in cabina per dormire. L’orizzonte si rischiara: tra poco sarà mattina. Il viaggio della “Surprise” dura da mesi. La meta, l’isola del Pensiero, avrebbe dovuto essere raggiunta ormai da tempo. E invece non è ancora stata avvistata. Il morale dell’equipaggio è basso. Gli uomini pensano di essere fuori rotta, in una traversata sempre più rischiosa. E’ l’alba quando qualcuno grida: “Terra!”, “Terra a babordo!”. In un attimo sono di nuovo tutti sul ponte, aggrappati ai parapetti per scrutare l’orizzonte. “È l’isola del Pensiero!”, “La terra delle donne panna e degli alberi d’argento!”, urlano.
Il capitano Solo resta in cabina. Finisce il whisky, l’ultima pagina del libro. Poco dopo l’avvistamento si rivela un abbaglio. I marinai, delusi, riprendono le loro attività. Il capitano Solo è l’unico a sapere che la “Surprise” è una nave in bottiglia. L’unico a vedere il vetro, trasparente e imperforabile, che la protegge dalle tempeste, ma le impedisce qualsiasi approdo.

Questo è il primo racconto che pubblicai, da Mondadori nel 93, libero da diritti
Lo considero un piccolo manifesto culturale: di consapevolezza, serietà, accettazione
Considero altresì il captano Solo un capitano coraggioso.
Saluti agli altri due.

Gabriele Romagnoli – Giornalista

gabriele

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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