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Articolo Capitani Coraggiosi su GENTE

Articolo su Capitani Coraggiosi su GENTE del 15 Settembre 2015, in edicola

PARTE “CAPITANI CORAGGIOSI”, TOUR DI GIANNI MORANDI E CLAUDIO BAGLIONI

SI, sono 134 anni in due, ma chi ci sta dietro?

Insieme dopo mezzo secolo di successi. I du eeterni ragazzi della musica Italiana portano al Foto Italico un’orchestra e un pezzo di Storia d’Italia. E c’è da giurare che sia solo l’inizio.

di Rossana Linguini – GENTE N.36 PAG. 86

Vai a sapere quante volte ne avranno parlato, incrociandosi su un palco o negli spogliatoi della Nazionale cantanti. Poi un anno fa Claudio (Baglioni) ha telefonato a Gianni (Morandi): “Vediamoci, ho un’idea”. E così è cominciata. Adesso, dopo un’estate di incontri, prove, scremature e ritocchi, perché i goldon boys della musica italiana che in due fanno 134 primavere e 110 milioni di dischi venduti non si risparmiano di certo, ci siamo: il tour Capitani Coraggiosi, che è anche il titolo di un brano inedito, parte il 10 settembre, con dieci serate al campo centrale del Foro italico di Roma, quello dove si giocano gli Internazionali di tennis.
Capitani Coraggiosi, come quelli raccontati da Rudyard Kipling, ché di questi tempi ce ne sarebbe tanto bisogno. Non un’autocelebrazione, ma un proponimento, spiegano loro: perché nell’aria c’è voglia di libertà, pulizia, valori. Dignità e reputazione, soprattutto, in un mondo in cui non importa di quali nefandezze ti sei macchiato, basta che servano ad accendere i riflettori e portarti al centro della scena. Invece, dicono Morandi & Baglioni, è l’ora di ricominciare a mettersi in gioco, dare valore a certe parole, usare testa, coraggio e cuore. Pensare che domani sarà il giorno più bello. Amici lo sono da tanto, e “chissà” se lo saremo ancora dopo, perché l’amore è una cosa, la convivenza è un’altra”, scherza il cantautore romano. Si sono conosciuti nel 1967 mentre l’esordiente Baglioni faceva un provino in Rca, casa discografica di Morandi, che era già un gigante. Ma per il ragazzo di Monghidoro era l’inizio del tramonto, mentre l’astro di Baglioni stava sorgendo. Arrivano gli anni Ottanta, Morandi incontra Mogol che aveva litigato con Battisti e tutto riparte meglio di prima. Il momento buio per Baglioni invece arriva più tardi, quando nel 1989 dopo un brutto incidente d’auto sembra tutto finito: e invece, due anni dopo, rieccolo.
Le discese ardite e poi le risalite, per entrambi. In mezzo, canzonette, melodiche e romantiche certo, ma che hanno fatto mezzo secolo di storia: quella dell’Italia e la nostra. Prima l’uno, con Fatti mandare dalla mamma, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, Occhi di ragazza, colonne sonore del miracolo economico degli anni Sessanta, finite in dissolvenza quando il vento è cambiato e mal si sarebbero intonate al clima di contestazione e trasgressione del ’68. E quando poi sono arrivati gli anni neri del terrorismo e della tensione, è toccata all’altro: Questo piccolo grande amore, E tu come stai?, Strada facendo. Chissà come le porteranno sul palco adesso, ogni sera almeno tre ore di spettacolo davanti a 8-9 mila persona. Ci sarà un’orchestra con 21 elementi, due batterie, fiati e violini, chitarre e tastiere, un coro, e poi bisognerà vedere la scaletta: perché  le canzoni di Morandi durano mediamente meno dell’introduzione di quelle di Baglioni, e se i due artisti si alternassero per minuti e non per brani sentiremo due o tre pezzi di Morandi per ogni canzone di Baglioni.
Strana coppia, baciata dalla fortuna e benedetta da tenacia e talento: Baglioni che sul palco non rinuncia ai preliminari e ad allungare, Morandi che va dritto al punto che emoziona e colpisce al cuore. Baglioni che compone musica e scrive i suoi testi, Morandi interprete delle canzoni altrui. Baglioni che su facebook scrive solo in versi di notti insonni e malumori esistenziali, Morandi che posta foto di fagiolini dell’orto e corsette quotidiane mandando in visibilio migliaia e migliaia di followers. Diversi, opposti: e accidenti se ci giocano. “Nel ’69 proposi a Gianni di cantare Chissà se mi pensi. Lui rifiutò”, battibecca il cantautore romano. “Negli anni ’70 chiesi a Claudio di scrivere una canzone per me. Non ero più celebre e non lo fece”, risponde piccato l’eterno ragazzo.
Ci sarà da ridere, e da piangere, al Foro italico. E poi chissà: perché la vita è adesso, ma forse il giorno più bello deve ancora venire.

Trascrizione a cura di Sabrina Panfili in esclusiva per doremifasol.org e saltasullavita.com – Grazie ad Antonella per averci segnalato l’articolo di GENTE

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