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Baglioni e Morandi, i “capitani coraggiosi”

Dal 10 al 26 settembre, insieme al Campo Centrale del Foro italico

di GINO CASTALDO

Di coppie, più o meno “strane”, ce ne sono state tante nel mondo dello spettacolo, e anche talvolta nel mondo della canzone. Quella di Baglioni e Morandi è nata per così dire sul campo, da quando anni fa si ritrovarono a Malta, con Riccardo Cocciante, e improvvisarono una serata di scambi e dialoghi tra canzoni. Da allora era rimasta la voglia di fare qualcosa insieme e alla fine, si sa, le voglie vanno accontentate. Nasce così l’idea di unire due storie enormi, due di quelle storie che hanno attraversato mezzo secolo, e anche qualcosa in più, della storia della nostra canzone.

Sono diversi, ma complementari, per certi versi opposti, ma ben intenzionati a intrecciare le loro storie tra affinità elettive, prodigi melodici, successi smisurati, e anche a misurare, questa volta in due, l’effetto mirabolante che le canzoni hanno nell’immaginario collettivo. C’era da scegliere un titolo a quella che a tutti gli effetti sembra un’avventura, e alla fine hanno pensato a “capitani coraggiosi” con quel tanto di giocoso e ironico che il titolo comporta, ma anche consapevoli di alludere a una sorta di navigazione, a un viaggio all’interno dei rispettivi percorsi. Molto probabilmente, ascolteremo Baglioni che canta le canzoni di Morandi e Morandi che canta le canzoni di Baglioni, alcune cose le canteranno insieme, ci sarà, speriamo, un certo margine di improvvisazione e di imponderabile, visto che ai due non mancano capacità e possibilità di decidere anche al momento dove può portarli il dialogo ravvicinato.

C’è qualcosa che li unisce ed è soprattutto la capacità di sintetizzare in una canzone un sentimento collettivo. Morandi lo ha fatto costantemente, da interprete, fin da quando era poco più che adolescente e sbancò i confini commerciali che a quei tempi permetteva il mercato. Era il periodo in cui il 45 giri diventò uno dei più contagiosi strumenti di comunicazione di massa. Era il momento in cui, gli anni Sessanta che esplodevano col loro beato ottimismo, e la canzone accompagnava quell’idea di crescita collettiva. Baglioni è arrivato qualche anno dopo, all’alba dei Settanta, quando iniziava il dominio dei cantautori che portò a un autentico Rinascimento musicale. Lui era quello più sentimentale, lontano dall’impegno sociale e politico che si percepiva negli altri, per certi vissuto ai margini, o meglio in un luogo diverso da quello occupato dai vari Dalla, De Gregori, De Andrè, Guccini, ma il successo fu clamoroso, e ancora oggi molte di quelle canzoni sono rimaste come un segno indelebile per un pubblico che negli anni si è rinnovato costantemente. Ma fu anche il periodo nero di Morandi, che da bravo interprete si trovò emarginato in una scena che accettava solo cantautori. Poi le cose si sono più volte ribaltate.

Baglioni ha iniziato un percorso di emancipazione da quei vincoli iniziali maturando e scrivendo
canzoni sempre più sofisticate. Morandi da parte sua ha riconquistato in grande stile il cuore popolare degli italiani.

Sono a tutti gli effetti due romanzi della nostra storia musicale, vederli a confronto sarà una sorpresa, un “piccolo grande” evento per fare il verso a Baglioni. Chi canterà Questo piccolo grande amore? La risposta la daranno da domani sera (per dieci serate fino al 26 settembre) dalla tolda della nave dei capitani coraggiosi.

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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1 Commento

  1. In bocca al lupo : DUE GRANDI MUSICISTI!!! Ci hanno regalato momenti di gioia e di amore ,in un mondo di atrocità : GRAZIE di essere parte della nostra vita !!! Ps. Sarei contentissima se il concerto che sarà sicuramente dell’anno venisse anche in TOSCANA!!! GRAZIEEEEEEEE!!! Di tutto.

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