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Intervista doppia a Baglioni e Morandi

Da Repubblica ed. Torino :
I “capitani coraggiosi” tornano sotto la Mole.
Intervista doppia.
MORANDI
“Tutta la nostra storia in cinquanta canzoni e tre ore di spettacolo”
(g.l.v.)

MORANDI, è pronto al ritorno a Torino, fra una decina di giorni? «Prontissimo, lo è anche Claudio. E anche il pubblico, che ormai ci vede come una coppia fissa. L’altro giorno stavo andando in macchina da Genova a Milano e mi sono fermato ad un autogrill per un caffè. E in molti mi hanno chiesto: dov’è Baglioni? Come sta? C’è tanto affetto da parte della gente. L’ho notato anche nel concerto di Torino in cui Claudio cantava con difficoltà (e poi ha dovuto fermarsi). Io lo invitavo ad andare avanti, a non preoccuparsi delle imperfezioni visto che la gente lo sosteneva con calore e ad ogni finale scrosciavano applausi. Davvero grande il pubblico di questa città . Ho avuto l’ennesima conferma».
Qual è il suo rapporto con Torino? «La città mi ha sempre trattato con affetto, anche quando non ero all’apice. Ricordo le esibizioni degli esordi al Lutrario: si cantava il pomeriggio e la sera, con un piccolo gruppo, si facevano tre canzoni e poi una piccola pausa per passeggiare tra il pubblico. Un altro bel ricordo risale ai primi anni Ottanta. Io venivo da un periodo difficile , stavo ricominciando con una specie di revival anni Sessanta. Cantai per i Punti verdi alla Pellerina. Non c’era tantissima gente ma molto calorosa. Poi sono venute altre belle occasioni, al Palasport, al’Alfieri e al Colosseo con Dalla».
Cosa deve attendersi chi verrà ad ascoltarvi per la prima volta il 18 e il 19 aprile o tornerà a sentirvi? «Guardi , questo è un progetto che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa. E’ uno spettacolo completo di repertorio in cui c’è il racconto di una carriera di due artisti che si esprimono con grande generosità e anche con un po’ di sana rivalità musicale, quella giusta competizione che arricchisce il progetto comune».
Che tipo di pubblico arriva ai vostri concerti? «Un po’ di tutti tipi: dai nostri fan dei primi periodi, a figli o ai nipoti. E questo, per quanto mi riguarda, dipende anche dalla mia presenza su facebook, dove ho 2 milioni di followers e il passa parola riguarda tutte le fasce d’età».
Nel concerto lei e Baglioni vi scambiate le canzoni. Qual è quella, tratta dal suo repertorio, che l’altro “capitano” canta meglio? «Certamente “Non sono degno di te”: Claudio la canta con una bella e intensa interpretazione. E tra i tanti brani di Baglioni lei quali preferisce? «Ho sempre trovato “Avrai” una vera poesia e poi mi emoziono con “La vita è adesso” con cui concludiamo la nostra cavalcata. E’ un’altra canzone che offre sensazioni forti».
In questi mesi di convivenza quale pregio ha apprezzato del partner e quale difetto non è riuscito ad apprezzare? «All’inizio trovavo Claudio un po’ troppo pignolo, troppo attento ad ogni particolare anche minimo (l’asta del microfono che va spostata dopo un certo brano, ad esempio).
In realtà nel corso delle settimane quello che io consideravo un difetto si è trasformato in un grande pregio: lui ha davvero una visione generale dello show, dove tutto deve funzionare anche nel più piccolo dettaglio. Per questo noi continuiamo a provare due ore al giorno».
BAGLIONI
“Io romano innamorato di una città calorosa e del suo pubblico”

BAGLIONI, come si prepara al ritorno a Torino dopo la piccola malattia che le ha impedito, un mese fa, di cantare per la seconda sera al Pala Alpitour? «Mi sono perfettamente ripreso e mi dispiace che sia accaduto proprio a Torino l’unico punto critico in 4 mesi di questa impresa dissennata e devastante ma di grande intensità. Io romano, sono molto legato a Torino». Può spiegare il suo rapporto con la città? «La prima capitale d’Italia è la città di tante mie prime volte come ho scritto su un social. Qui è’ stata la mia prima volta di una trasmissione televisiva ai tempi di “Questo piccolo grande amore”. La mia prima volta di un concerto in una grande arena al Pala Ruffini. La mia prima volta di un inno, ai tempi delle Olimpiadi invernali».
Tra le prime volte c’è anche la contestazione che subì nell’88 allo stadio comunale per il concerto di Amnesty international? «Ah certo. Ma anche dal dissenso si possono apprendere molte cose. Mi era stato chiesto di aderire perché il progetto, dal punto di vista del botteghino, non stava andando bene. Molti interpretarono quel concerto come uno show di Springsteen: erano venuti sopratutto i suoi fan che volevano ascoltare soltanto lui».
Nei concerti successivi lei è sempre stato accolto con grande entusiasmo. E anche nell’unica data finora fatta di “Capitani coraggiosi” sotto la Mole il Pala Alpitour era esaurito. Cosa deve attendersi chi verrà a risentirvi o verrà per la prima volta il 18/19 aprile? «Uno spettacolo pop dal grande impatto visivo, dal complesso meccanismo in cui cantiamo per tre ore 50 canzoni quasi tutte per intero e in cui c’è una grande interazione tra noi e la band di 21 persone sul palco e il pubblico, interazione favorita forse dall’uso di tablet e smartphone. Gli spettatori “entrano”nel concerto, cantando e ballando. Nel concerto di marzo il pubblico torinese è stato eccezionale, smentendo ancora una volta , quel luogo comune che lo vuole un po’ freddo. Non è così».
Tra ricordi e voglia di far festa, cosa prevale, nel pubblico dei vostri concerti «La voglia di emozionarsi».
Lei e Morandi vi scambiate le canzoni. Qual è quella del suo amico che preferisce? «”Se non avessi più te”: difficile trovare ancora ai giorni oggi
una canzone dal disegno melodico così’ bello, con un arrangiamento da brividi, non a caso frutto di due maestri come Bacalov e Morricone».
E tra le sue composizioni, qual è quella che Morandi canta meglio? «”Sabato pomeriggio” che proprio lui ha scelto e ” Avrai”. Le sente molto vicine a lui».
Un pregio e un difetto del suo amico e collega? «Gianni è un vero grande interprete, uno straordinario professionista ma a volte si lancia nel cantare un brano senza sapere come riuscirà a concluderlo. E’ un istintivo , a volte un po’ avventato. Ma il suo grande pregio è che non è permaloso, non se la prende per qualche piccolo richiamo gli faccio. Così non abbiamo mai litigato in questi mesi. Lei non immagina cosa accadeva, dietro le quinte ai tempi del tour di Amnesty international».

redazione

La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

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