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Claudio Baglioni è , e rimarrà, AVRAI

Un impegno mi ha costretto a perdere la diretta televisiva di “Avrai”. Nel locale dove mi trovavo il wi-fi non funzionava e comunque non avrei potuto ascoltare con attenzione uno spettacolo così lungo e ricco.

Sono tornato a casa a mezzanotte, in tempo per vedere gli ultimi secondi di diretta. Ho aspettato che il sito Rai caricasse il video e ho deciso di investire la notte per guardarmi la registrazione, perché le emozioni vanno colte quando sono ancora nell’aria, prima che si trasformino in ricordo.

Il “prologo” è stato favoloso. Claudio da solo, armato di una sola semplice chitarra, che domina la piazza centro dell’Umanità, incredibilmente deserta e per questo incredibilmente bella, e dal centro di essa punta il centro della cristianità, per parlare al centro dei cuori degli ascoltatori del mondo, per un progetto a sostegno del centro affamato dell’Africa e del centro terremotato dell’Italia. Un progetto colossale e ambizioso sul quale Claudio ha rimesso in gioco tutto se stesso, riuscendo ancora e ancora e ancora a fare magicamente… centro!

Lo spettacolo è stato un po’ ridondante, ma partiva da un’architettura ben progettata, ben studiata e ben sognata dallo stesso Claudio, la cui mano “registica” è sembrata evidentissima

Coraggioso a cominciare con la dissacrante “Dagli il Via”. Eccessivi i ritorni sulle canzoncine di Natale.
Le parole di papa Francesco sembrano avere maggior forza quando pronunciate da lui stesso. Le recitazioni attoriali – intense e drammatiche – sembravano togliere qualcosa anziché aggiungere.

Ben scelti anche il gesto (pugno al petto) e il mantra (“la mia promessa è AVRAI”) che legano tutti i cuori degli artisti succeduti sul palco. Elegantissimo Giovanni che rinuncia a pronunciare la parola-chiave della sua intera vita e si limita a dire “la mia promessa è questa”, battendosi il petto. Gran finezza di un giovane principe predestinato alla bellezza e alla nobiltà.

Forse era opportuno avvalersi di un presentatore per alleggerire Claudio di troppi oneri nei passaggi di raccordo e lasciarlo concentrato sulle sue performance, alcune delle quali mi sono sembrate un po’ scarabocchiate e imprecise in diversi dettagli, solitamente curatissimi e perfetti (per esempio la sublime e attesissima “Isole del Sud” è stata fatta un po’ alla diobono, per fortuna compensata poco dopo da una perfettissima e altrettanto attesa “Per Incanto e Per Amore”, a mio avviso uno dei momenti più alti della serata).

La durata XXL ha permesso una scaletta molto ricca. Ben scelta “Tamburi Lontani”. In essa Claudio, con il cupolone della cristianità sopra la testa, non rinuncia al greve e disperato riferimento degli ultimi versi, mentre procederà in questo senso a due “ritocchini” in Ninna Nanna che comunque non ne indeboliscono la potenza deflagrante. Dovrà invece cedere un punto più significativo in “Requiem” (magistrale) nel quale la supplica – che nella versione originale cercava “un dio” – si riduce più classicamente a cercare “Dio”.

Fra le testimonianze in prosa ho trovato significative quelle del medico di Lampedusa, di Vinicio Marchioni e quella di Erri de Luca. A proposito. Il “cappello artistico” posto da Claudio sopra l’evento permette a contenuti e idee storicamente conflittuali di entrare in Vaticano dalla porta principale: oltre al comunista De Luca, le citazioni pasoliniane di cui sono inzuppati i versi di “E Adesso la Pubblicità” e “Uomini Persi”, le derive dialettali di “Ninna Nanna” (e la stretta connessione ad esse di un artista come Gigi Proietti). E soprattutto i temi dell’amore più sensuale e passionale, che connotano da sempre Claudio agli occhi del grande pubblico e che si sono conclamate nella compilation di hit finali, che francamente pensavo e speravo che si sarebbe risparmiato e che ci avrebbe risparmiato (e della quale in effetti si scusa, percependo forse di aver leggermente esagerato). Comunque credo che per la prima volta, nella Città del Vaticano, si ufficializzi con questa forza e questa autorevolezza che si può godere del corpo e dei sentimenti anche senza l’assurdo sistema di sovrastrutture imposte per secoli dalla Chiesa e che manifesta negli ultimi decenni la sua ormai evidente indifendibilità

E’ proprio questa “battaglia” che mi ha intrigato di più. Quanto Claudio è stato “pedina” (o addirittura “servo”) dell’ingombrante padrone di casa di questa sera e del suo bimillenario “disegno” di potenza? E’ quanto invece è stato “invasore”? Quanto è stato “generale” di un esercito ideale e trasversale che ha occupato e utilizzato astutamente un palcoscenico così prestigioso per corromperlo e arruolarlo a proprio sostegno?
Io penso che abbia vinto Claudio. Immagino il suo ragionamento. “Io vengo qui, vi faccio tirare su un milione di euro, vi occupo RaiUno con i vostri simboli, regalo un compleanno pop al pap, rimetto alla Chiesa un mantello di leggerezza e familiarità…”.

Però… “però mi fate entrare Erri De Luca, mi fate cantare di ragazze da baciare, di lacrime da versare per i capricci di un cuore adolescente, mi mettete Lampedusa in prima pagina fra i vostri potenti interessi, mi garantite un rapporto privilegiato con il Santo Padre … E soprattutto mi trasformate l’aula Paolo VI in un (Cl)auditorium che dominerò per oltre tre ore, , mi regalate – posto che mi mancasse – quello spicciolo per completare la mia qualificazione di Artista”.

Claudio oggi va considerato l’artista contemporaneo più titolato ad entrare in una galleria nazionale di immortali della letteratura, della musica, della poesia e del bel canto che parte settecento anni fa da Dante Alighieri e conta componenti in numero non superiore alle dita delle mani.

Io ci sono. Faccio orgogliosamente parte di questo esercito, non solo perché ammiro un artista, ma perché ogni volta l’ho percepito capace di esprimere con il suo sublime talento quello che penso da sempre, più convintamente, più intensamente, più profondamente.
Anche la mia promessa – maestro e fratello Claudio – è , e rimarrà, AVRAI.

El Viajero per Ortoline.it [Fonte originale]

redazione

La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

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7 commenti

  1. Anch’io faccio parte di questa folta schiera di “soldati” sapientemente diretti dal nostro valoroso Maestro e “fratello maggiore” e ne vado orgogliosa….
    Ho trovato molto coinvolgente il tuo racconto… sono d’accordo con te quando scrivi che Claudio merita di essere considerato a pieno titolo uno dei migliori artisti in assoluto che l’Italia possa vantare.
    Le canzoni di Claudio hanno sempre fatto parte della mia vita, ho iniziato ad ascoltarle da bambina e non ho più smesso… sento che mi appartengono perché descrivono meravigliosamente i miei pensieri e le mie emozioni….
    Grazie e buon Natale!

  2. Mi piace questo commento, asciutto intenso ad un tempo.Anch’io seguo e ammiro il grande capitano …era il 1974…ne sono orgogliosa e fiera ne vado…un uomo davvero straordinario….anche la mia promessa è. Avrai…con il pugno sul petto..un abbraccio

  3. Concordo con la lettera sopracitata ,ammiro tanto Claudio da sempre ,il talento di Giovanni apoteosi dell’arte , Ma il Maestro e nostro Capitano è solo Lui !!! Il mio da sempre Cucaio Volevo concludere facendo gli Auguri di Un Sereno Natale e Felice Anno Nuovo A Tutti A Claudio principalmente , ma anche a tutta la Doremifasol.org x tutto quello che fanno x noi fans un sentito GRAZIE DI <3

  4. CLAUDIO ABBASTANZA PERFETTO FORSE UN PO CARICO DI FARE TUTTO ..MI SEI PIACIUTO COMUNQUE POI TUTTO PERFETTO ATTORI E SPETTATORI CARICHI TUTTI DI DARE AMORE….. SPERO CHE
    DIO CAMBI QUALCOSA IN QUESTO MONDO CRUDELE SENZA AMORE PER IL PROSSIMO ❤SERATA BELLISSIMA INCORNICIATA DALLE TUE STUPENDE CANZONI . CARO CLAUDIO BUONE FESTE E GIORNI SERENI TI VOGLIO TANTO TANTO BENE SALUTI ROSSELLA E GIOVANNI LA SICILIA VI VUOL BENE

  5. Perfetto…disamina impeccabile..anche se credo che tutte le canzoni del nostro maestro e fratello Claudio abbiano l’ “altezza” per entare in qualsiasi concerto..e poi un po’ ci “appartengono”…Anch’io ci sono..in questo magnifico esercito di persone al seguito di un nobile Capitano..da 43 anni e senza nessuna viglia di andare in pensione

  6. Complimenti…
    Un breve e prezioso saggio in cui hai colto con intensità e grazia l’essenza di un evento che solo Claudio poteva regalare….
    Molto colpita dalle tue ultime parole…sul nostro caro Maestro fratello e poeta.
    Ci sono anch’io…. orgogliosamente e felicemente “arruolata” da 45 anni.
    Grazie….ti auguro un sereno Natale.

  7. Tatiana Stefanini

    Grazie, anche il mio cuore si rispecchia in questa tua lettura precisa e finemente articolata.

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