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La canzone civile e senza prudenze di Baglioni

La canzone civile e senza prudenze di Claudio Baglioni

In qualche strato del globo ci saranno pure gli “esploratori del futuro”, a fare i garzoni per separare le rocce profane e, per come chiedeva Evtusenko, a rendere più illuminato il racconto umano: la nostra essenza, lo sappiamo, è una conca piena di semi e pure in questo buio ha una bella fioritura; una grafia inimmaginabile in questa vita, che dolorosamente reggiamo.

E allora la nostra esistenza viene tracciata per versi, per canzoni a volte dette leggere: fino ad animare la crosta del firmamento come si avesse l’uso delle chiavi per la Fede, oppure un grimaldello per demolire le catene che ha in corpo l’Amore.

Tra noi ci sono quelli che catturano in volo le bianche ispirazioni dell’Anima: per incarico speciale: come dovuto ai puri.

E io per questo, Baglioni, lo metterei a innalzare dighe, freni di protezione, a raccontarci di quante volte è riuscito a fermarsi sui colli dell’avvenire, di quante volte è riuscito a guardare oltre i predatori del pensiero, alle loro architetture diaboliche.

Lui ne ha la competenza e la scienza; sia che costruisca per rime o assonanze, ne ha la cultura. Scopre, con apparente facilità i messaggi segreti dell’Universale Costruito, ne conosce il linguaggio e ci istruisce facendoci cantare; volendoci avvicinare non forzatamente a un Dio ma al tempo perfetto: dell’incontro in fratellanza tra i popoli, secondo la migliore tradizione evangelica. E ancora insegna, con il suo atto di obbedienza alla fragilità del corpo, con il suo rapporto di unità con l’Oltre.

Io, Baglioni, l’ho sempre considerato un proletario: operaio con la mano al cuore per la Gioia umana, vicino ai sentimenti maggiori: ogni sua canzone ha incoronato un nido per bisognosi. Lui ha scoperto le antiche sale della Verità, le più belle di tutte nella nostra vita, e le ha di più ornate con la musica migliore.

La sua è una canzone “civile” per come deve essere, viva nella bocca di chiunque senza prudenze: che intervenga per distruggere o lodare o anche per conservare.

Baglioni io lo vedo, tra le nostre antinomie, impassibile come un amico confidente, un uomo di stirpe accesa: mentre noi siamo nel deserto e giriamo intorno all’ago del mondo reale, lui cambia l’aria e ci fa ruotare nel sogno.

È una sua maniera per farci rimanere inebriati, farci sentire come fiori sbocciati in primavera: freschi come avessimo nei petti il respiro del mare.

Baglioni usa il ferro e allo stesso modo il miele, non so come, con la stessa leggerezza. Io penso lui abbia nella mente la splendida forma del seno di Dio: il regno che nell’Amore dispone accoglie cura risana, salva.

Michele Caccamo per faremusic.it

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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3 commenti

  1. Grazie Michele per avere interpretato e accarezzato con le tue parole i miei pensieri.
    Inebriata fresca e nel petto il respiro del mare
    curata risanata salva….
    Soloclaudio…..sololui….

  2. Inebriata come un fiore appena sbocciato in primavera….. fresca come se avessi nel petto il respiro del mare……
    Anch’io mi sento così ogni volta che ascolto le canzoni di Claudio e la sua voce così unica e ricca di sfumature d’infinito….
    Grazie Michele per aver condiviso con noi le tue impressioni, che rispecchiano in pieno quelli che sono i sentimenti di tutti noi che con la sua musica siamo cresciuti, abbiamo imparato ad assaporare quei piccoli momenti di gioia che la vita sa regalarci ogni giorno, a spiccare il volo verso quel mondo meraviglioso e misterioso chiamato sogno, a guardare Oltre…..
    Buona giornata.

  3. Filomena Mazzotta

    Belle considerazioni. Baglioni è un arco tra cielo e terra, l’infinito si può cogliere in lui, come fosse una creatura mistica, e per me lo è. Lui per me è sempre stato un filo invisibile di congiunzione con Dio e comunque riesce a riportarmi agli albori di un tempo che sento di aver attraversato, mi evoca posti incantevoli che in questa vita non ricordo di aver vissuto e veduto, in un fluido scorrere di immagini nitide che si accompagnano a sentimenti puri e talvolta incorporei, come fossi un angelo, forse solo perché vorrei esserlo,lontana dai tormenti che si possono vivere umanamente, sia fisico che morali, ma spesso, almeno per me procedono in parallelo non a caso si dice che la sofferenza mentale o di spirito può riflettersi anche sul fisico se tangibilmente può dirsi vero il contrario. Ad ogni modo, nel considerare tutto ciò, Baglioni ha sempre avuto un ruolo determinante nella mia vita e, spesso sono uscita e direi guarita da situazioni difficili. Il suo canto insieme alla sua musica, melodioso, ma anche ritmico al passo dei battiti del cuore, che io vivo comunque abbastanza sostenuti per mia natura, anche se gentile, decisa, mi sono sempre riconosciuta in lui, fosse solo per questo, l’ho eletto come un padre, ed io so’ che anche inconsciamente mi ha voluto rendere una mano, quando stavo per cadere. Tutto questo è ovvio, da ritenersi personale, ma data la popolarità di Claudio, sono convinta che lui abbia operato in sensi analoghi anche verso altre moltissime persone, però, vi vedo più compatibile a che ciò sia avvenuto, una condizione di purezza d’animo, come molti comunque hanno giustamente a ritenere. Questo perché Claudio, che non ha mai tenuto segreto il suo buon rapporto con la Fede e ben più di una volta si è prodigato per i sofferenti ed io sono sicura lo lo abbia sempre fatto di cuore, non certo per distinguersi o esibirsi, se poi la sua notorietà è potuta essere di richiamo per diffondere meglio il suo messaggio di bontà e generosità, lui l’ha ringraziata per questo. Per il resto, conduciamo tutti una vita terrena, dibattuti tra bene e male, ma c’è un confine che taglia in due questi sentimenti, e se umanamente li attraversiamo, in Claudio troviamo la forza e il coraggio di un vero uomo, in tutti i sensi, ma non meno la dolcezza e l’incanto e l’armonia con tutti gli elementi della natura, che poi costituiscono la vita, ebbene, lui ha sempre saputo attraversare quel confine con l’agilità di un cuore di Aliante, che, anche se tradito o ingannato, sa’ spiccare il volo come un falco e se necessario, predare da rapace e capace di combattere il tempo, a tempo di musica, un tempo senza spazi, che è una congiunzione, tra un inizio ed una fine, e percorrerlo con lui, ha il sapore della leggerezza ma anche della consistenza, del tempo stesso, un tempo, forse, per cui siamo stati chiamati su questa terra e ci dirige silente mente all’infuori di essa, un tempo che nessuno di noi conosce, ma c’è chi lo scandisce a tempo di una musica cristallina e soave, che riesce a prendere il corpo e la mente, lo fa’ per tutti al mondo, ed in lui, le promesse di un mondo migliore, con lui, tutta la soavità che vorremmo, Lui … è Claudio.

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