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Del centro, dal centro, al centro

#staseraAcasadiluca – Sesta puntata

Del centro, dal centro, al centro.

Claudio e la centralità della musica è il titolo dell’ultima puntata di #staseraacasadiluca, ma il titolo che era previsto per quell’articolo all’inizio era Claudio e la musica al centro. Che forse ho suggerito io il titolo del tour Al centro a Claudio e al suo staff?

Ovviamente non è così, e ovviamente non sapevo nulla del titolo del tour; in realtà, non sapevo neanche dell’esistenza del tour stesso. Il concetto di “musica al centro” è emerso dallo stesso Claudio in parecchi dei suoi interventi in preparazione al Festival, ma nessuno aveva ancora spiegato cosa intendesse il nostro beniamino per “musica al centro”. Come ho già spiegato, il provvedimento secondo me che più virava verso il porre la musica “al centro” è stata la novità dell’assegnazione dei premi per le tre componenti della canzone (musica, testo, performance), che insieme formano il prodotto finale, ma che sono analizzabili (e quindi premiabili) anche singolarmente. Insomma, la canzone si può percepire solo come somma di tre elementi, che sono distinguibili l’uno dall’altro, ma non distanziabili. Questo per me voleva dire la musica “al centro”.

E Claudio così ci ha sorpreso tutti questa settimana, con l’annuncio di questo nuovo tour!

C’è chi ha contato almeno 10 tour antologici negli ultimi anni… in realtà l’unico tour veramente antologico è stato Tutti qui: QPGA era un progetto decisamente originale (il rifacimento di un album dell’epoca in veste nuova), definirlo “antologico” mi pare alquanto “riduttivo”; Dieci dita aveva sì le solite canzoni in repertorio (solite? Quei due quando mai l’aveva cantata, escluso il tour Cercando?), ma la veste era completamente nuova, non c’era il lirismo magico dei teatri di InCanto, ma c’era quel clima da raduno, portato però in giro nei teatri moderni, e non solo destinato ai clabber; Con voi aveva poco, troppo poco del nuovo album, ma più che un tour antologico, era al massimo un tour con le canzoni che il pubblico voleva sentire (con qualche eccezione come Andiamo a casa). Capitani coraggiosi lo considero decisamente un’esperienza a parte, che sicuramente ha avuto un “non so che” di antologico, ma forse lo definirei nostalgico, o addirittura un divertissement, ma, ripeto, lo considererei qualcosa di completamente a parte, un po’ come Quelli degli altri tutti qui, oppure come Anima mia, esperienze ai margini di una carriera artistica.

Al centro sembra essere tutt’altro, quindi un vero e proprio tour antologico, forse che richiama come detto Tutti qui (anche per la presenza del palco al centro). È stato ben sottolineato dal post di facebook (quello che annuncia il tour) come il centro sia una caratteristica che Claudio ha vissuto un po’ in tutta la sua carriera, dai tanti e rivoluzionari palchi al centro, fino alla centralità musicale nel cantare prima l’amore e poi la vita. Ma vorrei dire ancora qualcosa in più, su questo che possiamo definire paradigma del centro.

Del centro, perché quello di Claudio è un “bisogno del centro”; bisogno psicologico forse, di un giovane che, per scappare dalla timidezza che lo contraddistingue da sempre, si mette al centro su un palcoscenico, luogo in cui riesce ad essere finalmente “qualcuno” (la stessa cosa che augurava a suo figlio: «io ti giuro che / tu sarai qualcuno»); bisogno emozionale, perché al centro le emozioni sono più intense che da qualunque altro punto della periferia, perché nel centro converge sempre tutto, dai diametri di una circonferenza alle emozioni; bisogno pedagogico, perché dal centro si può insegnare, sicuro che alla periferia si sarà ascoltati, ma si può anche imparare dai tanti stimoli che appunto arrivano dalle periferie.

Dal centro, perché dal centro è la prospettiva che Claudio ha sempre assunto nel guardare noi fan; in questo senso il palco al centro è una rivoluzione culturale, figlia non tanto di un egocentrismo, ma di quel più volte ribadito bisogno di unire il palco con il pubblico; il palco al centro “avvolge”, “abbraccia”, esattamente come si faceva negli spettacoli delle antiche arene romane, e come si fa oggi nelle contemporanee performance e happening, dove il confine tra performer e pubblico è di una sottilezza quasi impercettibile (lavorando per la mia tesi di laurea ho trovato una tesi di master che analizzava proprio questi aspetti innovativi delle performance di Claudio).

Al centro, perché al centro c’è sempre lui, Claudio Baglioni; è lui a volere che noi lo guadiamo, perché al centro c’è lui. Non è una prerogativa di Claudio questa, attenzione, infatti anche il grande, grandissimo Fabrizio De Andrè, nonostante non avesse quasi nulla in comune con l’atteggiamento di Claudio, era sempre al centro, seduto su una sedia con in braccio una chitarra, di modo che tutte le linee emotive delle sue serate convogliassero in lui. Claudio lo fa come è capace, da showman e uomo di spettacolo, ma nello stesso tempo da fine cantautore e un po’ incantatore, con grande anima circenese unita ad una densa umanità.

Del centro, dal centro e al centro, si torna a scendere in pista un altro viaggio.

Attenzione però, l’album nuovo lo volevo pure io (e lo voglio tutt’ora, e non è detto che non arrivi), un po’ per soddisfare l’edonismo di un nuovo prodotto da ascoltare del proprio beniamino (l’egoismo dei fan putroppo è insaziabile), ma un po’ anche per quella sana curiosità che mi fa pensare: “chissà cosa ci potrebbe dire in muscia e parole il Claudio di oggi”. Spero anche io in un tour non tanto antologico, o meglio, antologico sì, ma che riservi tante novità e tante sorprese.

Ho partecipato anche io al BaglioniDay su Rtl, celebrazione a tratti emozionante, anche se mi è sembrata, soprattutto dopo la realizzazione, un po’ ridondante, più che altro perché la produzione più profonda, più bella e più originale di Claudio è stata completamente accantonata, a favore del Claudio più pop, di quello più famoso, e della versione “interprete”. Anche io speravo che il viaggio si aprisse nella magica cornice dell’Arena di Verona, dopo tutte le voci girate. Anche io, quando ho letto del Petruzzelli, ho forse sperato (nonostante non ci sarei comunque mai potuto andare) in un evento pubblico, per dare a tutti la possibilità di ascoltare musica magica in un luogo per spettacolo tra i più magici d’Italia.

Ma ora si torna a scendere in pista. Forse Claudio lo sa, che noi baglioniani abbiamo bisogno di questo. Che poi, anche se non fosse così, lui è un uomo e un’artista, e fa quello che più desidera: oggi quello che ci vuole trasmettere è ancora una volta il paradigma del centro. Sta a noi coglierlo, sia che si tratterà solo di un nuovo tour, oppure di un tour nuovo. Io mi godo questo al centro, perché sono sicuro che mi darà un forte carico di emozioni. Possiamo chiedere di più a quella «santa musica leggera»? Potevamo forse aspettarci che Rtl non puntasse sul Claudio più pop? Possiamo chiedere che Claudio, con la vita di oggi, scriva un nuovo Oltre? No, non potevamo.

Una cosa la possiamo fare: metterci alla periferia, e guardare al centro, sperando di goderne immense emozioni. Che, per le canzonette, mi sembra già un buon risultato, soprattutto al giorno d’oggi.

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, professore di Lettere presso le scuole medie e superiori, maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori; svolge attività di ricerca scientifica in ambito linguistico, sociolinguistico, semiotico e mediologico; suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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1 Commento

  1. Luca. . Non bestemmiare. . De Andrè è morto e sepolto. . Baglioni si è ispirato a lui strimpella di all’inizio qualche sua canzone ma Claudio è unico e non solo quando canta. . Io la scuola genovese non la sopporto proprio infatti vedi bene che Baglioni non si è schierato mai da nessuna parte ne musicale ne politica perché è lui il numero uno in assoluto in ogni campo e l’ha dimostrato al mondo in 50anni.Qpga lo dimostra lo dici tu stesso. . Cantano tutti magari una parola della serie ci siete anche voi e vi concedo di partecipare al mio disco. . Baglioni non sarà mica Dio ?

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