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Riposa in Pace GRANDE Lando Fiorini

Addio a Lando Fiorini la voce folk di Roma
Aveva 79 anni, dal Cantagiro a «Rugantino» alla tv, tra i successi «Pupo biondo» e «Cento campane»

ROMA A chi gli chiedeva cosa augurarsi dalla vita, Lando Fiorini rispondeva: «Ho ancora da fare mille cose». E un sogno ce l’aveva: ritornare in tv. Ieri, Leopoldo (il suo vero nome) Fiorini si è spento a Roma, dopo una lunghissima malattia che già più di dieci anni fa aveva fatto temere per la sua vita. «Sono ottimista di natura, me so fatto un viaggetto in Paradiso, dovevo morì due o tre volte, invece so’ tornato più forte e più gagliardo di prima», raccontava l’ultima grande voce della canzone romana che il 27 gennaio avrebbe compiuto ottant’anni.
La sua carriera si è snodata fra teatro, televisione e un po’ di cinema. I suoi successi discografici sono nel solco della tradizione: «Ciumachella de Trastevere», «Barcarolo romano», «Pupo biondo», «Cento campane». Il suo locale di cabaret «Puff», nato nel 1968, per anni ha registrato il tutto esaurito. «Quando ho aperto questo nuovo teatrino ho scommesso tutto me stesso, avevo un miliardo da parte e ne ho spesi quattro. Tutti mi prendevano per matto».
Nato nel rione di Trastevere, era l’ultimo di otto figli. E in casa di soldi ne giravano pochi. «Una volta i bimbi bisognosi venivano mandati a Modena e tenuti da altre famiglie per sei-sette mesi — ricordava — io ci sono stato tre-quattro anni, ho fatto pure cresima e comunione. Mangiavo benissimo, me so’ magnato di tutto». Prima di cominciare a cantare va a lavorare come facchino ai Mercati Generali: lì conosce sua moglie Anna, lì scopre che può avere un altro futuro da quello che pare già segnato. E, infatti, dopo il Cantagiro interpreta il cantastorie nella commedia musicale «Rugantino» firmata da Garinei e Giovannini che dopo Roma sbarcò in America. «Un giorno, negli Stati Uniti, Aldo Fabrizi, Nino Manfredi, Tony Ucci, la Vanoni e gli altri attori, si misero in “quinta” a sentire come cantavo, perché ero stato male una settimana con la febbre. Mi avevano sostituito con Nunzio Gallo. Un’esperienza irripetibile».
Negli anni Sessanta arrivano la radio, la televisione («Come quando fuori piove», «Il segno del comando», «Canzonissima»). Al cinema interpreta con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia «Storia di fifa e di coltello – Er seguito der più». Il suo era il ruolo del cantastorie. Della sua carriera diceva: «Non sono né il numero uno, né l’ultima ruota del carro, sono stato il cantante più votato a Canzonissima, porto avanti un teatro da 40 anni e ringrazio la tv che mi ha fatto conoscere al grande pubblico».
Ironico e guascone, non era un uomo che si faceva abbattere dalle difficoltà. Quando il Puff entrò in crisi, lui si rimboccò le maniche e cercò nuove soluzioni per andare avanti: «Io ormai non lavoro più per il conto in banca, ma perché amo questo tipo di lavoro e il mio pubblico». Un solo rammarico: «Mia madre non mi ha mai potuto vedere sul palco. Però so che lei mi sente, sta li e mi protegge. Io tutte le sere prima di entrare in scena, dico tutte le mie preghierine». E a chi gli chiedeva del folk romanesco che con gli anni perdeva appeal, lui rispondeva con l’inguaribile ironia: «Le serenate sono tornate di moda. Oggi però non ce stanno più quelle de ‘na vorta: ora si fanno con il microfono o con l’altoparlante, altrimenti come fa ad arriva’ fino all’ottavo piano?»
Qualche difetto, confessò, ce l’aveva pure lui: l’amore per la squadra della Roma. «Io c’ho il sangue mezzo giallo e mezzo rosso».

Fonte testo Corriere della Sera

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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2 commenti

  1. Riposa in pace grande voce…. romano DOC mio padre lo ammirava tanto …cantava sempre le sue canzoni….lassu’ trovera’ ‘tantissimi amici

  2. Dal risultato del duetto si capisce la complicità di due amici romani . Molto emozionante

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