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L’Ariston si fa più grande per il Festival di Baglioni

L’Ariston si fa più grande per il Festival di Baglioni: comprato il palazzo vicino
Giulio Gavino per IL SECOLO XIX

Sanremo – L’Ariston si fa più grande per il Festival. È un’operazione immobiliare importante quella che negli ultimi mesi ha visto la famiglia Vacchino, proprietaria di uno dei teatri più famosi d’Italia, procedere all’acquisizione di un palazzo adiacente all’Ariston che si trova affacciato su via Roma, con accesso da via Volturno. L’obiettivo è offrire alla Rai, che da qualche tempo in modo insistente lamenta gli spazi angusti del teatro, aree più ampie a disposizione dei protagonisti della kermesse e della sua organizzazione.

Nei quattro piani della palazzina, dove gli interventi di ammodernamento sono iniziati nelle scorse settimane, dovrebbero essere realizzati nuovi camerini, sale riunioni, e aree per la logistica. Il tutto senza dover mai lasciare il complesso principale dell’Ariston, accessibile attraverso un sistema di bypass interni. Se non si verificheranno intoppi, il primo ospite a tagliare il nastro della nuova struttura sarà Claudio Baglioni con il suo staff (il progetto in fase avanzata prevederebbe proprio un super-camerino per il direttore artistico).

Restano top secret i dettagli finanziari dell’operazione, un business di qualche milione di euro se si considerano l’acquisizione dell’immobile e i lavori di restauro (che proseguiranno anche dopo l’edzione 2018 del Festival). La volontà della famiglia Vacchino appare chiara: garantire al Festival maggiore «spazio vitale». Un intervento concreto dopo le critiche, neppure troppo velate, che personaggi dello spettacolo come Paolo Bonolis avevano mosso al teatro che attualmente è la «casa» del Festival. Ma un Ariston più grande potrebbe anche raffreddare i «bollori» di una Rai che nelle fasi del rinnovo della convenzione con il Comune ha ricordato a più riprese a Palazzo Bellevue l’impegno preso oltre una decina di anni fa per la realizzazione di un Palafestival.

Considerando che un’operazione di questo genere (l’area individuata è quella del lungomare Calvino) potrebbe durare una decina d’anni, l’investimento della famiglia Vacchino verrebbe sicuramente ammortizzato, senza considerare che, a Palafestival eventualmente realizzato, il patrimonio Ariston si troverebbe comunque con un’importante volumetria immobiliare nel cuore della città (potenzialmente da riconvertire nel settore turistico o residenziale). Uno dei teatri più famosi d’Italia guarda ancora avanti, quindi, testimonianza della forte volontà imprenditoriale e della concretezza della proprietà.

Se da una parte l’Ariston è la casa del Festival, per Sanremo è sinonimo di cultura, per gli spettacoli che produce e ospita tutto l’anno, e di benessere, per le decine di posti di lavoro che assicura.

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