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La poesia romantica di Baglioni e… Ricci

La poesia romantica di Baglioni e la “lucida e grassa ignoranza” di Ricci
Baglioni è figlio dei poeti russi, e di quelli inglesi. Di quell’andare avanti e indietro nella piena conoscenza dell’uomo. Ricci cosa ne sa della Poesia? Nulla, lui nulla, povero, lui

By Michele Caccamo per faremusic.it

È nel canto universale, progressivo e battente, in quel suo perpetuo divenire, che il frammento del verso trova l’evoluzione migliore. È in quell’essere vivi a cuore nudo e fertili che ci si ritrova dinnanzi a un mare, magari non più giovani, ma a sperare ancora che l’opera del tempo ci lasci immuni e fanciulli. Che poi è facile e anche bello poter dire «accoccolati io e te amore, per sottrarre momenti alla morte, per poter gridare forse per l’ultima volta che la vita è adesso, qui mentre qualcuno sta già iniziando a commemorare le nostre azioni. Perché ora e non oltre ho la certezza di averti».

La Poesia romantica, lo si capisca, ha un’eterna sete d’amore e nasconde di volta in volta nelle lettere altre lettere migliori e salta come fosse un capriolo tra le nostre emozioni. È sì spontanea e ha un alfabeto elementare ma il suo sostegno fondamentale è nei prodigi della visione. È una fabbrica di sostanza sentimentale, di storie umane. Ha un grembo che tortura accoglie stringe scioglie; è fatta di sofferenze e spinte verso il cuore.

Baglioni è figlio dei poeti russi, e di quelli inglesi. Di quell’andare avanti e indietro nella piena conoscenza dell’uomo, e sa folgorare le debolezze e le smanie di questa nostra misera attualità. Con le sue canzoni, della vita, sa fare frutti e cenere e potenza di Dio.

Baglioni ha nella grazia e nel tormento il suo percorso spinato, il suo lume azzurro. E chiama alla responsabilità la nostra incarnazione umana. Dal tempo patito da Trilussa, al suo Tienamente davanti all’ennesimo carro armato. Perché lo ripete da mezzo secolo che ci è stata data la sorte peggiore, e che abbiamo castigato il nostro Gesù. Lo ripete che non abbiamo una data di scadenza e che è ineluttabile rimanere anche noi in attesa di ritrovarci con gli occhi da Gesù buttati al cielo.

La poesia romantica è spontanea ma ha i sentimenti forti; ci lascia sempre la possibilità di una penultima frazione di vita; per meglio dirlo, la speranza. Baglioni, del tempo che c’era e non ci sarà, sa fare il presente. Ci ricorda che il mattino si è svegliato e a sentirlo cantare si sente il richiamo oltre il nostro mondo di tenebre.

Baglioni è una luce acutissima sulle nostre emozioni, una voce che si allunga sulla scala delle note per toccare il cielo, e poi scuotere gli angeli.

Baglioni è un verseggiatore romantico. È uno di quelli che anche con gli squali di fronte continua a rimanere, come vorrei essere capace anche io, accoccolato ad ascoltare il mare. Per sua naturale destinazione poetica, romantica.

Ma a mal proposito, Ricci, dico lui, cosa c’entra, cosa ne sa della Poesia? Nulla, lui nulla, povero, lui.

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

6 commenti

  1. Splendida dedica degna di Claudio! Chapeau.

  2. Riflessioni preziose e acute che solo chi ama Claudio e la sua poesia e i poeti in genere possono apprezzare e condividere…già… che ne sa lui di questo figlio di un cielo così bello…che ne sa il cuore di un povero di spirito…ma ricco di veleno…la tristezza dei nostri tempi….grazie Michele per questo regalo…ciao buona vita.

  3. Grazie signor Michele cacamo x quello che ha scritto x quanto riguarda claudio baglioni.. Leggendo ho capito che Lei x fortuna come tanti ancora hanno la richezza Dell anima X fortuna.. Esseri poveri e velenosi nn ce NE sono tanti.. Grazie

  4. Toto’ ,buonanima, forse nel caso di ricci avrebbe concluso con il celebre “Lei e’ un cretino…si informi “

  5. Grazie, Michele Caccamo. E grazie, naturalmente, a Baglioni. Mi dispiace per tutti quelli che non capiscono la poesia…forse il mondo sarebbe migliore senza di loro!

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