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Tour de Force, Force de Tour ?

Tour de force, force de tour ?

Inizio d’estate infuocato per i baglioniani: il doppio Sanremo (di cui abbiamo già parlato), l’ipotetico rinvio del nuovo album (di cui avevo ipotizzato qualcosa prima ancora dei rumors), e ora una notizia che potremmo definire inaspettata: nuove date del tour, e una ripresa del tour dopo Sanremo. Come reagire a tutte queste notizie?

Lo sappiamo che gli italiani, come ci diceva Umberto Eco, sono il popolo degli apocalittici o degli integrati (dal titolo di un bellissimo libro pubblicato nel 1964: se non l’avete mai letto, vi invito caldamente a farlo!!!). La nostra mente non riesce ad uscire dalla prospettiva della contrapposizione, così credo più o meno di poter riassumere i punti di vista della stra grande maggioranza del pubblico.

Tour de force

Tutti noi fan abbiamo ancora stampate negli occhi le immagini di quel Con voi Tour + Retour del 2014, e la stanchezza nei volti di Claudio dopo un tour nei palasport letteralmente massacrante, e possiamo dire non completamente soddisfacente, visto il poco entusiasmo da parte del pubblico, soprattutto non dello zoccolo duro, e alcune date non perfettamente riempite. Per alcuni aspetti meglio il Tour, per altri meglio il Re Tour, ma la stanchezza al termine di quei due percorsi ce l’abbiamo ancora in mente tutti, e la sentenza era stata piuttosto netta: è stato un tour de force.

Ci ricordiamo bene anche l’ultimo tour di Claudio, quel Capitani coraggiosi che era nato come un unicum nella splendida cornice del Foro Italico romano nel settembre 2015, per poi diventare un vero e proprio format per concerti nei palasport per tutta la prima parte del 2016 (sono passati ormai ben più di due anni!!!!!). Tante date, come non se ne vedevano da anni, e alla fine la stanchezza (e la laringite) hanno preso il sopravvento. Un altro tour de force, in poche parole, forse meno pesante del precedente, perché condiviso con capitano Gianni, ma indubbiamente non una passeggiata.

Ora, oltre due anni dopo, siamo punto e a capo. Dopo due anni di pausa (pausa da tour, si intende), sarà pronto Claudio ad un nuovo tour de force? Oppure tutto questo sarà ancora una volta “troppo”?

Force de tour

La musica non funziona come altri dispositivi artistici, come per esempio la letteratura o la pittura; la musica non ha un sistema di segni che rimanda ad un altro significato…no, la musica è pura emozione. E l’emozione, lo sappiamo benissimo perché lo proviamo nella vita di tutti i giorni, è qualcosa che produce attivamente, che ha un’influenza reale e attiva sulla nostra vita. Sull’onda dell’emozione facciamo cose che altrimenti non riusciremmo mai a fare (oppure siamo bloccati in situazioni che, senza emozioni, riusciremmo a vivere facilmente). Dunque l’emozione non è solo un sentimento che proviamo noi, come soggetti, in maniera passiva, ma è qualcosa che ci fa essere allo stesso tempo sia soggetto che oggetto, qualcosa che ci trascina e che distrugge il confine tra attivo e passivo, incidendo realmente sulla nostra vita.

Credo che a Claudio sia successo proprio questo: l’onda dell’emozione di un 2018 per ora eccezionale, l’onda di un successo strepitoso e di una prevendita per un tour favolosa (niente a che vedere con il parco entusiasmo del Con Voi Tour) ha letteralmente travolto il nostro Claudio, coinvolto da quella che potremo chiamare force de tour, la forza del tour (e per tour qui si intende non solo la tourneé, ma tutto ciò che sta facendo in questo cinquantesimo anno di carriera artistica). Sarà questo che ha motivato Claudio nell’aggiungere ancora date?

Ieri ero a pranzo al centro estivo dove ho lavorato per anni come coordinatore, e con cui collaboro a diverso titolo ancora adesso. Non ho pranzato con i bambini, ma con gli adulti; c’era un sacerdote di un’altra comunità, con un gruppo dei suoi bambini, venuti lì per una biciclettata. Mi distraggo, e ad un certo punto questo sacerdote, che non mi conoseva bene, confessa il suo “debole” per Baglioni, ricordando i concerti visti a Pavia con i ragazzi dell’oratorio, dal Tour Blu in avanti. Io ascolto in silenzio, e ascolto i ricordi degli altri commensali (i volontari della cucina), e sento la loro trepidante attesa per “il cinquantesimo di Baglioni: sarà bellissimo”. In quel momento nessuno si ricordava della mia presenza, fino a che, come a rompere la magia, il parroco dell’oratorio (baglioniano anche lui) ad alta voce esclama: “Ma qui abbiamo Luca, il capo dei baglioniani!”, ridendo a gran voce, e rompendo quell’atmosfera che si era creata mentre ascoltavo quei discorsi.

Beh, sarà pure un tour de force, ma questo cinquantesimo è un force de tour, lo si nota nell’aria anche tra i non-fan sfegatati come noi.

Per cui Claudio, vai con la forza del tour, ma attento a non esagerare con il tour de force. Noi siamo qua, che ti aspettiamo.

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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