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Vacanza d’incanto sul lago di Misurina

Mi basta aprire la finestra per rimanere senza parole. L’atmosfera che regala Misurina è qualcosa di unico, di magico. Silenzio. Questo specchio riflette i monti e quelle nuvole di cotone dipinte nel cielo. Gli occhi della gente non mentono, inizio a pensare che in quest’acqua ci siano anche le lacrime dei passanti. È difficile non emozionarsi.

Marco Mangiarotti

Marco è un mio carissimo amico: ci conosciamo da venticinque anni (quasi dalla nascita), dalla scuola materna in pratica, siamo nati e cresciuti nello stesso quartiere, a 500 metri di distanza l’uno dall’altro. Con Marco e con altri amici, nel mio quartiere (appena fuori dal centro di Pavia, circa 40 km da Milano), ho avuto la fortuna di riuscire a mantenere (con alti e bassi) e a sviluppare un bellissimo rapporto, e a farlo crescere e durare nel tempo. Con questo spirito, quando riusciamo, trascorriamo insieme le vacanze estive. Per anni abbiamo privilegiato il mare, o comunque luoghi “facili”, come case di amici. Per quest’estate 2018, avevamo deciso già da più di un anno di cambiare meta: saremmo andati sulle Dolomiti, in Trentino Alto-Adige.

Ma dove andare? I criteri della scelta fondamentalmente erano due: il periodo (le prime due settimane di agosto, unico periodo adatto con le ferie di tutti), e l’economia (trovare un posto che costasse poco). Parlando tra di noi, è emerso un terzo criterio: il luogo. Infatti un po’ tutti abbiamo concordato nell’idea di inserire nella lista dei luoghi da vedere il celeberrimo Lago di Braies, il re di Instagram, la medaglia d’oro italiana degli hastagh negli ultimissimi anni. Dunque, cercavamo un luogo abbastanza vicino a Braies, non tanto per la pigrizia di non guidare per ore, ma per non dovere alzarci la mattina prima dell’alba per recarvisi (sì, le vacanze servono anche per riposare e riprendere energie, dormendo). Bene, navigando su Airbandb, è capitata un po’ per caso una soluzione che sembrava a tutti gli effetti estremamente vantaggiosa: una casa sul lago di Misurina.

Personalmente, non avevo mai pernottato da quelle parti. Ero stato sul lago di Misurina nel lontano 1995, nell’ultima vacanza con i miei genitori, ma soggiornavamo all’inizio della Val Pusteria, tra Bressanone e Brunico, e di quell’anno non ricordo nulla. Ci ero poi ritornato (e qui ricordo abbastanza bene) sempre con i miei genitori e alcuni amici di famiglia nel 2004, nell’ultima vacanza lunga fatta con i miei, però pernottavamo in Valle Aurina, la prima valle trasversale all’inzio della Pusteria. Misurina invece è in provincia di Belluno, e si trova in una conca tra Dobbiaco/San Candido, gli ultimi paesi della Val Pusteria (dalla parte opposta dell’Aurina), e le dolomiti d’Ampezzo, bellunesi, che fanno centro ovviamente a Cortina, non a caso spesso definita la “perla delle Dolomiti”. La casa era stupenda, oltre che costare pochissimo, e soddisfare le nostre esigenze (sette persone, più due persone incerte, però ci serviva avere altri due posti letto). Valore aggiunto: le finestre si affacciano proprio sul lago. Blocata, immediatamente! E prenotata al volo!

Inutile dire che l’idea di soggiornare proprio a Misurina è stata resa, per me, ancora più magica, dalla canzone omonima. Canzone legata al passato agordino del giovane Claudio, è piuttosto importante nella sua discografia, anche se spesso passa in sordina (anche per noi fan più esperti e appassionati). Narra una delle tante attese di Sabato pomeriggio, ma lo fa con uno stile linguistico piuttosto particolare: il panorama intorno al lago infatti è descritto con tecnicismi della botanica come genziane, ginepro e rododendri, e più in generale la descrizione della natura è più curata rispetto a canzoni precedenti, come Il mattino si è svegliato, 1974, con metafore di sapore sinestetico («il silenzio era velluto») o con analogie rette dalla preposizione di («un arcobaleno di pensieri»), figure retoriche caratteristiche, in poesie, dello stile dei Crepuscolari del primo Novecento. Bellissimo proprio il verso «il silenzio era velluto», che è sinestesia perché unisce due sensi, l’udito (il silenzio) e il tatto (il velluto). “Velluto” è un termine materico, concreto (è ovviamente un tessuto), ed è accostato per metafora al figurato astratto silenzio: Baglioni prende le parole dal quotidiano (“silenzio” è una parola che usiamo spesso, o comunque qualcosa che proviamo spesso nella nostra vita di tutti i giorni, così come abbiamo spesso a che fare con il “vellutto”), e le accosta in modo originale per farne una figura retorica; l’accostamento non è diretto (come farà Baglioni più avanti), ma di mezzo vi è il verbo essere, che depotenzia un po’ l’immagine (si può confrontare per esempio con i “mattini freschi di biciclette”, in cui non vi è il verbo essere). La metafora però resta efficace, vera e autentica: il silenzio è esattamente come il velluto, tale che si può toccare, provando un certo piacere al tatto.

Beh, il silenzio è proprio quello che ha colpito il mio amico Marco, che, nel descrivere le sue sensazioni in vacanza, osservando il Lago di Misurina, ha parlato proprio di silenzio. È piuttosto strano o inusuale trovarsi in luoghi descritti così bene da parole (e anche da musica, nel caso di canzoni), e provare proprio quelle sensazioni che l’autore ha evocato attraverso il testo.

La mia vacanza a Misurina, rovinata negli ultimi tre giorni da un febbrone da cavallo con influenza intestinale, non è stata toccata però nell’emozione: anche nei giorni in cui sono stato costretto in casa, aprivo la finestra e guardavo il lago, venendo toccato da un arcobaleno di pensieri, e toccando con mano il silenzio come vellluto, contemplando ovviamente ginepri, rododendri e genziane, ma anche il gigantesco Sorapis di Pietra.

Come dicevo nel mio ultimo articolo, non abbiamo paura a chiamare Baglioni “poeta”: chi sa mettere in parole (e in musica) queste emozioni, riesce a dare uno spessore a ciò che si vede e si sente, che i comuni mortali non riescono a fare; è l’artista, che coglie ciò che noi non cogliamo, e lo trasmette in una forma d’arte. E Baglioni è senza dubbio un grande, grandissimo artista.

Chissà che nel prossimo tour Claudio non mi regali proprio la gioia di farmi ascoltare dal vivo Il lago di Misurina… Sarebbe il coronamento a chiusura di un’estate in cui questo luogo (e quella canzone) mi ha fatto fare quelle che Saint Exupery in “Cittadella” chiamava “provviste di infinito”: quelle che auguro a tutti voi (e a Claudio, che abbiamo visto rilassarsi pensieroso a Lampedusa) in questo ultimo mese d’estate!

Ps. Ovviamente mi sono divertito ad andare in riva al lago con la chitarra, e a suonare e cantare la canzone. L’emozione è stata immensa!!!

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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