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Il mio #AlCentro tra sudore, lacrime e emozione

Ho deciso di dividere (almeno) in due parti il racconto del mio Al Centro. Questo primo articolo è un racconto molto “personale”, dove vi racconto la mia giornata, piuttosto intensa. La prossima volta invece farò la recensione del concerto e, chissà, magari in un terzo articolo vi dirò qualcos’altro (ma vediamo).

Sabato 15 settembre, dopo dieci lunghi mesi di attesa, è il giorno del mio “Al Centro”: una data speciale, specialissima, quella della diretta Rai! Io che per anni ho visto e mi sono innamorato delle note di Claudio vedendo i filmati di Tour Rosso, Acustico, Tutto in un abbraccio, Da me a te, Crescendo e Cercando, Notte di note, finalmente ero lì, DAL VIVO, ad assistere a qualcosa che sarebbe con tutta probabilità passato alla storia come quei concerti che sapevo ormai a memoria (o forse di più). Sì, avevo visto anche i Capitani Coraggiosi, ma questo era Claudio da solo, CLAUDIO VERO.

Mi alzo presto alla mattina, perché devo finire una tesina per l’università che devo consegnare categoricamente entro domenica 16. La sera prima, tra un’informazione e un’altra della prima del concerto (cercando quanto più possibile di preservarmi la sorpresa), ero andato avanti a scrivere fino a notte fonda… l’indomani sveglia presto per andare avanti. Poi mi preparo, cappuccio al mio bar di fiducia, e attendo la mia amica Silvia, compagna di fiducia nelle avventure baglioniane degli ultimi anni. Ore 11.22, si parte «lungo le vie per arrivare al centro», in macchina, diretti all’Arena di Verona. Pavia-Verona sono circa due ore. Sottofondo: le note di Claudio, partendo ovviamente dalla Suite.

E in effetti, senza alcun problema con il traffico, alle 13.10 parcheggiamo in un parcheggio a striscie bianche trovato per fortuna in una viettina esattamente dietro Porta Nuova. Un quarto d’ora a piedi, e arriviamo in Piazza Brà. Pranzo sugli scalini del palazzo del comune, frugale, con panini, pizza e focaccia portati da casa. Pochissimi minuti ed iniziano le tante, troppe emozioni di questa lunga giornata. Mi raggiunge Mara, amica di Foligno, baglioniana doc e grandissima amica, insieme ai genitori: sono subito abbracci, chiacchiere e scambi di emozioni pre-serata. Ma il saluto è molto veloce, perché i tempi sono strettissimi. Alle 14.00 un momento di pausa in un bar davanti all’Arena per caffè e pipì, poi si parte! Alle 14.15 io e Silvia giriamo intorno all’Arena, cercando il luogo dell’appunamento con gli altri 50 dell’impresa della coreografia (perché sì, il buon Tony aveva chiesto anche a me).

Sono stato onorato di questo. Ho conosciuto doremifasol per la prima volta nel 2008, appena mi sono appassionato a Baglioni. Ho capito da subito che non si trattava di un sito ufficiale, ma che dietro vi era un amore, una professionalità e una conoscenza dell’artista, che stavo scoprendo essere fuori dal normale. Non sapevo molto dell’organizzazione della scenografia, ma appena raggiunto il gruppone (con leggero ritardo, perché non li avevo visti), vedendo Emanuela e Federica, che conosco da tempo, ho intuito il lavoro di squadra che c’era dietro. Ho rivisto amici dopo tanto tempo, ho dato una voce a persone incontrate solo su facebook, gustandomi il piacere di conoscere Sabrina e molti altri. Sotto il sole cocente, abbiamo fatto l’appello, come ai tempi delle gite scolastiche, e abbiamo ascoltato diligentemente le istruzioni di Sabrina. Mezz’oretta, e siamo entrati in Arena con Moira, la quale, quando ha rifatto l’appello, mi fa: “finalmente il famoso Luca ha un volto!”, con una calorosissima stretta di mano! Emozione pura.

Poco prima delle 15, la banda dei 50 è dentro in Arena, e parte l’operazione #coloriamolarena. In realtà i primi quaranta/quarantacinque minuti si sono avvicendati un po’ nella confusione: il lavoro era decisamente complesso, le menti che dovevano lavorarci tante, e la fatica, tra il sole e i gradoni dell’arena, era papabile una volta entrati. Dopo lunghi momenti di discussione per decidere cosa e come fare con lo striscione (il primo nodo da sciogliere), e trascorso un po’ di tempo, ci siamo messi al lavoro alacremente, con impegno e serietà. Io, Silvia e Maria (che ho conosciuto, dopo anni di amicizia su facebook, in quel momento), tra i più giovani della cordata (meno di ottant’anni in tre) ci siamo presi un settore “alto”, e abbiamo iniziato a distribuire cartoncini gialli, stando attenti a collocarli giustamente sotto gli adesivi che segnavano i posti di F&P, per evitare che volassero via. Divieto assoluto di fare foto, per non dare anteprime sulla diretta televisiva (tranne qualche foto “ufficiale” fatta per i siti che hanno lavorato insieme), il lavoro è stato duro: non so quante volte ho fatto avanti e indietro per recuperare i cartoncini gialli che mancavano, e per non far fare le scale alle signore un po’ più avanti negli anni rispetto a me: Daniela e Mariella ne sanno qualcosa. Nel frattempo, in Arena era giunto anche il nostro Massimo, che ha dato una fresca e sostanziosa mano nel lavoro, mentre i ballerini avevano iniziato a provare Notte di note, Con voi e E adesso la pubblicità, sulle note di registrazioni che con tutta probabilità Claudio ha fatto apposta per consentire ai ragazzi di provare. Il lavoro prosegue, e arrivano i musicisti, che provano Sono io, Cuore d’aliante, Con voi e poco altro: la musica ci dà una sterzata di entusiasmo, e ci permette di lavorare meglio. Alessandro e Moira ci forniscono puntualmente bottigliette d’acqua, e ci danno la possibilità di sostare in tutta l’arena: la loro genitlezza e disponibilità è stata veramente notevole. Dopo l’incertezza iniziale, tutti stanno lavorando molto bene, anche se la stanchezza presto si fa sentire. Intorno alle 18 l’Arena inizia a popolarsi di soggetti addetti alla sicurezza, e alle 18.20 l’annuncio al microfono: “si prega coloro che non sono impegnati nella realizzazione dello spettacolo di lasciare l’Arena”. Passa un quarto d’ora e, radunati da Sabrina, siamo costretti a lasciare l’Arena, lasciando purtroppo una piccola parte del settore dei gialli sguarnita di cartoncini, nonostante qualcuno avesse tentato, stoicamente e ormai allo stremo delle forze, di andare avanti il più possibile. La felicità per il lavoro fatto si stava iniziando a confondere con l’incertezza e la confusione: chissà se andrà tutto bene, ce la faremo? Faranno tutti quello che devono fare? E lo striscione scenderà bene al momento giusto? Ansia, preoccupazione e incertezza.

L’incertezza si mescola al sudore, al mal di gambe e alla stanchezza: dopo un saluto della gentilissima e disponibilissima Moira, abbiamo lasciato l’Arena per ridarci appuntamento alla sera per il concerto. Io e Silvia siamo gentilmente stati ospitati nell’appartamento di Maria, per poterci sciacquare, renderci più presentabili e cambiarci per la sera; per raggiungerlo abbiamo anche costeggiato l’albergo di Claudio, potendo vedere il balcone che in questo weekend a Verona ha visto più turisti che quello di Romeo e Giulietta. Dopo una lavata, grazie, lo ribadisco, alla gentilezza di Maria e delle sue compagne di appartamento, io e Silvia siamo andati in piazza delle Erbe, dove abbiamo raggiunto Cristian e Arianna, amici di Pavia che erano arrivati in treno intorno alle 17.30, e che nell’attesa nostra si erano gustati un po’ di Verona. Due chiacchiere e quattro passi, e si fanno in un attimo le 19.30. Compriamo così un pezzo di focaccia per la cena, e ci mettiamo a mangiarla proprio dietro l’Arena, pronti per caricare le energie per il concerto.

Sul concerto credo ci sia davvero poco da aggiungere. Ci trovavamo nell’ultimo posto in basso della seconda gradinata, sul confine con la prima: posto quasi perfetto, se non fosse stato per il palo delle casse, che copriva, almeno alla vista mia e di Silvia, il “centro” del palco dove stava spesso Claudio. Ma il resto ha compensato questa piccola assenza. Del concerto ricordo tanti particolari: l’abbraccio e la foto con Mara a due passi dal palco; il cuore che batte mentre parte la Suite inziale; le mie lacrime sulle note de I Vecchi; l’emozione unica nel tenere in mano e scuotere a più non posso lo striscione durante le note di Strada Facendo; lo sguardo emozionato di Massimo che, con la felicità di un bambino, mi esclama a gran voce, come un fratello maggiore che accompagna il fratello minore in una bella esperienza che lui ha già fatto e che conosce bene: «vedi Luca? Questo è Claudio!»; l’abbraccio in lacrime con Danilo e Sabrina, sulle primissime note di Avrai; lo sguardo incredulo della signora sconosciuta dietro di me che, dopo avermi visto ballare scatenato Un nuovo giorno o un giorno nuovo, mi chiede quanti anni ho; quanto ho saltato sulla vita con Cristian, Arianna e Silvia sulle note de La vita è adesso; quanto ho pianto sulle note di Tutti qui e di Con voi…e altro, che senza dubbio ora dimentico.

Finito il concerto, qualche abbraccio con qualche amico, tra cui la cara Alessandra; un caffè con brioche al cioccolato al bar davanti all’Arena, foto di rito veloce, e ritorno alla macchina. Alle 3.40, dopo aver lasciato giù in tre posti diversi i miei amici, ho messo piede in casa; una lavata, poi a letto a leggere commenti su Facebook, rivedere foto e video… si sono fatte le 5. E il giorno dopo mi aspettava la scrittura della tesina.

È stata una giornata indimenticabile, forse la più bella da quando sono fan di Claudio. Oltre al concerto, di cui parlerò, con la vera recensione, la prossima settimana, questa volta vorrei fermarmi a parlare brevemente del suo pubblico.

Quello che è successo, con la coreografia organizzata e allestita dai fan, è stato qualcosa di strepitoso. Sul cartoncino vi era scritto “Oggi si fa la storia”: e la storia l’abbiamo fatta davvero. Ma dove si è mai visto un affetto così strepitoso da parte dei fan per un proprio beniamino? Affetto manifestato con un tale dispendio di soldi, di energie di fatica…. È INCREDIBILE. Poi certamente, non mancano le polemiche, le invidie, le parole di troppo.. quelle ci sono in ogni gruppo e in ogni famiglia. Ma la forza dei fan di Claudio è stato superiore a tutto questo. TUTTI hanno contribuito, felicemente, in Arena, alla realizzazione della coreografia. È stata una FESTA, una VERA FESTA, oltre che uno spettacolo. Di questo dobbiamo andare veramente fieri, ognuno di noi. In barba a tutte le invide e gelosie che ci sono: siamo stati dei GRANDI. E lo ha visto tutta Italia, anzi, forse tutto il mondo. Chi è geloso, chi critica e basta (critiche non costruttive: quelle sono sempre benvenute, se argomentate bene e non dette ad hoc per ottenere uno scopo) non può cogliere tutto questo. Noi sì. La risposta, come hanno detto già in tanti, sono state le braccia aperte di Claudio, il suo sorriso emozionato, e il suo restare senza voce, non per afonia o problemi, come qualcuno che non conosce il soggetto sta spargendo in giro sui social, ma dall’emozione.

Questo è uno dei tantissimi racconti di “Al Centro”: sono certo che ognuno di voi, uomini delle storie accanto, avete la vostra “storia accanto” della vostra giornata “Al Centro”. Se volete condividerla nei commenti, questa sera a casa di Luca c’è spazio per tutti voi, che avete la vostra storia da raccontare. Noi stiamo in ascolto! E vi assicuro che ci sta anche Claudio!!

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

7 commenti

  1. io sono stata a Verona domenica è stato un bellissimo concerto e sinceramente detto tra noi
    …… ma quando il grande Baglioni ci ha deluso??
    adesso ci vuole un bellissimo DVD con anche il dietro le quinte che ci fa capire bene quanta gente lavora per un concerto cosi bello……
    un grandissimo grazie al grande BAGLIONI
    Buon viaggio della vita a tutti
    tutto in un abbraccio (dice tutto)

  2. Marinella Gurrisi

    Grazie grazie e ancora grazie Il foglio blu che per tutta il tempo ho sollevato al cielo lo terrò per sempre È stata una magica serata d’amore e d’incanto ..

  3. Bellissimo racconto Luca: dalle tue parole c’è tutta l’emozione che ogni volta provo anche io. Sono felice di raccontarvi la mia giornata. Vengo da un periodo un po’ così diciamo non dei più belli: i biglietti acquistati praticamente a febbraio…la paura di qualche imprevisto (soprattutto negli ultimi tempi) era sempre in agguato. Finalmente sabato 15 settembre: premetto che vivo in Toscana e per la seconda volta tornavo in Arena (l’altra volta era per Capitani Coraggiosi) e che i concerti fino ad ora li ho sempre visti con mio marito e mio figlio. Ovviamente anche questa volta finalmente siamo pronti!!!!!! Quindi tutti svegli presto, preparazione di un borsone (perché ovviamente venendo da fuori abbiamo dormito a Verona) , preparazione panini per il viaggio e poi dopo aver sistemato le cose in casa ore 13.00….si parte!!! Il viaggio vista l’ora tutto bene, traffico normale e come musica di sottofondo i CD di AL CENTRO, tutto questo per entrare nell’atmosfera!!!!! Arrivati a Verona verso le 16.30 salto in albergo (che era abbastanza vicino all’Arena) bagli lasciati in stanza, rinfrescatina e poi…..fuori in giro per Verona che avevamo già visto l’altra volta ma che è veramente bello rivedere. L’emozione c’era già, davanti all’Arena tanta gente giornata perfetta per stare in giro. Verso le 19.30 cena veloce con panino ed alle 20.15 in coda per entrare. Non mi sembrava vero….finalmente dopo tanti mesi di attesa eravamo lì…..stavamo per entrare. Una volta entrati alla ricerca del posto e poi finalmente trovato!!!!! E’ stata un’ulteriore sorpresa quando abbiamo visto l foglio per creare la coreografia……noi settore blu…..strepitoso. Dopo un po’ di attesa finalmente alle 21.20 circa luci spente e……cuore a mille!!!! Claudio è entrato ed è stato un insieme di emozioni fortissime….e poi cantare con mio figlio (che è cresciuto con le sue canzoni primo concerto otto anni) e mio marito che mi segue sempre è stato bellissimo!!!!!! Non ho fatto altro che applaudire….cantare…….cantare…..applaudire…..fino a farmi male tutte le dita. Le tre ore e mezza di concerto sono proprio volate…..lui bravissimo….ballerini e coriste veramente bravi…..e comunque tutti proprio tutti sono stati incredibili. Ore 24,30 fine concerto…..tutti in fila per uscire il nostro sogno era finito. Serata molto bella ed emozionante ……ritornati in albergo intorno all’una non riuscivamo proprio a dormire. Questa giornata tanto sognata era finita ma.……tra un mese si replica..…..Firenze ci aspetta per rivivere un’altra serata……MAGICA!!!!!!!!

  4. È’ stata una serata anzi una giornata davvero emozionante!
    A proposito di emozioni sinceramente non capisco quelle persone( e non sono poche ) che per non trovare confusione, escono alla penultima canzone magari disturbando gli altri e questo succede a tutti i concerti anche di altri artisti! Beh non li capisco perché l inizio e il finale di un concerto sono sempre i momenti più emozionanti per me soprattutto nei concerti del Nostro che sa sempre trovare modi sensazionali per iniziare e per finire un concerto ! Vabbè mi dispiace per quelle persone che si perdono l emozione per non trovare un po di caos all uscita! Grazie a tutti voi per quello ke scrivete e che fate

  5. “…cos’e’ che ci spezza il cuore tra canzoni e amore…”

  6. Paola Paladini

    Bravo Luca..bravo, bravo bravo..solo chi non conosce Claudio può parlare di un calo di voce..Claudio era emozionato..il pubblico baglioniano ha la ” presunzione” di conoscere il proprio beniamno e di coglierne le varie sfumature..il pubblico baglioniano è differente..gli”altri” che ne sanno?

  7. Margherita Di Baldo

    Premetto che l’idea è stata geniale e che spero un giorno di far parte anche io di questa grande famiglia.
    Vedere Claudio così emozionato e così felice è stato qualcosa di stupendo, io ho 15 anni e lo seguo da 3 e spero che quando sarò indipendente potrò anche io aiutare nella realizzazione di sorprese per Claudio in primis e per gli altri fan. Detto questo, complimenti ! E che il tour abbia inizio

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