Home / Stampa / Antonio Ricci torna a parlare di Claudio Baglioni

Antonio Ricci torna a parlare di Claudio Baglioni

L’annunciata querela a mezzo stampa dell’amico @ClaudioBaglioni non mi è mai arrivata. Lo confesso, un po’ ci sono rimasto male, anche perché mi ero preparato alla controffensiva. Ho arsenali pieni #AntonioRicci #Striscia

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

23 commenti

  1. Paola Paladini

    Parlarne è fare il suo gioco…

  2. Mi dispiace leggere nelle parole del signor Ricci tanta frustrazione! Eppure pensavo che un uomo di successo come lui fosse appagato dalla vita! A quanto pare non è così tanto da criticare aspramente un uomo che invece ha saputo tanto raccontare in questi anni con le sue canzoni! Che ha fatto innamorare tanta gente e che è in grado semplicemente con la sua musica di far parlare di sé dopo 50 anni di carriera! Signor Ricci….la gente ricorda il suo nome perché hanno in mente le donne più o meno vestite che hanno passeggiato sui tavoli….queste ragazze oltre che la faccia hanno messo anche altro in mostra per fare la sua di fortuna… Non la loro! (e poi si permette di criticare il testo di Viva l’Inghilterra in una puntata di Striscia perché poco rispettoso delle donne) . Se Baglioni le fa schifo nessuno gli impone di ascoltarlo! Un consiglio: si rilassi…. Ed accenda un’altra stazione radio!

  3. Al Sig Ricci – che peraltro stimo da anni perché apprezzo, di massima, le cose che fa in tv – vorrei semplicemente dire che il giudizio su un artista dello spessore di Baglioni dovrebbe prescindere del tutto dal botulino e roba simile, così come mi pare di una disonestà intellettuale inaccettabile continuare ad attaccare brani come QPGA o E tu (“accoccolati”, come la chiama lui, che peraltro è oggettivamente uno dei pezzi più belli di tutti i tempi sia come testo che come arrangiamenti, e oltretutto non narra affatto di un abbandono) solo perché ai suoi tempi lui si considerava più “rock”. Una cosa è dire che un artista non ti garba (il “mi fa schifo” è irragionevole e immotivato, perché uno come Baglioni, in tutta franchezza, non può fare schifo, sono termini che destinerei a tutt’altra categoria di uomini, e men che meno ad un professionista di una serietà ed eleganza così incontestabili) un’altra è attaccarne e schernirne un’opera che resiste da decenni e viene puntualmente osannata nei concerti da generazioni trasversali. La verità è che, dopo Battisti, Bennato, Baglioni, De Andrè, De Gregori, Vasco Rossi e altri di questo livello, la musica italiana è riuscita ad esprimere davvero pochissimo altro. Ci siamo abituati a canzonette idiote e scontate realizzate a tavolino in 2 minuti, a concerti in playback o quasi da parte di ventenni che dopo mezz’ora già non ce la fanno più, e allora di fronte ad un quasi settantenne che continua a produrre dei capolavori da mezzo secolo senza incorrere mai in un minimo errore o in un posto vuoto nei palazzetti/teatri di tutta Europa, chi forse questo tipo di successo non è riuscito a mantenerlo per lo stesso tempo agli stessi livelli, e magari si sente smarrito x aver avuto meno audience alla prima di Sanremo 2018, convinto che ciò non potesse mai accadere perché il Sanremo pre-Baglioni probabilmente boccheggiava stremato dall’appiattimento e da un livello musicale penoso, si è sentito esplodere qualcosa dentro, ed ha direzionato la sua rabbia verso l’unico obiettivo che aveva davanti. Sbagliando clamorosamente TUTTO. Querela o non querela di Baglioni, la magra e triste figura l’ha già abbondantemente fatta. Peccato. Mi dispiace x lui e x chi ha una visione così riduttiva e sub culturale della Musica. Non sa cosa si perde.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.