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Claudio Baglioni, il Centro e i punti di vista

Per me in questa settimana è difficile raccogliere le idee e le emozioni dopo quanto ho vissuto: due dei tre concerti strepitosi di Al Centro al Mediolanum Forum di Assago [tra l’altro, sono stato onorato del poter scrivere la scaletta della seconda serata: dopo anni passati a leggere le scalette di altri tra cui Sabrina, Massimo, Mariella e tutti gli altri, mi sono emozionato a poter essere io a scrivere una delle scalette, che trovate QUI], a poco più di mezz’ora di macchina da casa mia (a differenza delle oltre due ore di Verona). Due serate diverse, ma entrambe strepitose. Per la prima volta, assisto nel giro di 45 giorni a tre concerti dello stesso tour e, seppur l’Arena era ovviamente diversa come location, questa diversità mi ha fatto riflettere, e vorrei condividere con voi la mia riflessione.

Prendo spunto da due frasi, molto celebri, presenti in altrettanti film, anche loro molto celebri.

Ne Il ritorno dello Jedi (1983), terzo episodio della prima trilogia di Star Wars, il maestro Obi-Wak Kenobi, nella versione spirito-della-forza, si rivolge al vecchio allievo Luke riflettendo così:

Luke, scoprirai che molte delle verità che affermiamo dipendono spesso dal nostro punto di vista.

Pochi anni dopo, nel bellissimo L’attimo fuggente (1989), il professor John Keating (interpretato da un’eccezionale Robin Williams) sale su una cattedra mentre sta tenendo una lezione di letteratura contemporanea, e si rivolge così ai suoi studenti:

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.

Sia Obi-Wan che il professor Keating hanno fissato nell’immaginario collettivo, grazie a due film veramente tanto famosi, uno di quei concetti che ci sembra tanto ovvio da perderne il senso e l’importanza: vedere le cose da un altro punto di vista cambia molto spesso le cose stesse. Questo vale sia da un punto di vista teorico, che è quello di Obi-Wan (non esiste una verità oggettiva, ma la verità dipende “come” la guardiamo: un divorzio può essere un atto disperato, ma al contempo anche un atto di liberazione, per esempio – aggiungete voi gli altri esempi che vi vengono), sia da un punto di vista pratico, che è quello di Keating (la classe vista da una sedia dietro un banco appare in un determinato modo; vista da in piedi sulla cattedra appare in un altro modo, molto banalmente cambia ciò che ci appare alla vista, e come i banchi ci appaiono grandi, e molto altro).

La nostra vita è fatta di abitudini, chi più chi meno. E molto spesso le abitudini “congelano” i punti di vista, perché ci fanno vedere sempre le cose nello stesso modo, illudendoci che le cose siano uguali, anche laddove non lo sono. Personalmente, provo spesso qualcosa del genere quando vado a Messa nella mia parrocchia, tutte le domeniche. Suonando, sto sempre nella stessa posizione. Quando non suono, mi diverto a “girare” diverse zone della chiesa, e mi accorgo di come la percezione cambia tantissimo la visione, e dà un senso diverso alla mia “abitudine domenicale”: ci vuole poco, basta cambiare posto da cui guardare, quindi il punto di vista.

È stato così anche ai concerti di Claudio.

Tanti anni fa non capivo coloro che vedevano tanti concerti di uno stesso tour: “ma cosa ci trovano?”, mi chiedevo… lo spettacolo è sempre lo stesso! Poi, crescendomi la passione e imparando a non giudicare ma a capire (una prospettiva del genere ci renderebbe sicuramente persone migliori), ho capito che per molti fans Claudio è un motore che dà energia e aiuta a vivere meglio la vita e i suoi pesi; in questa prospettiva, ben vengano i tanti concerti, e i sacrifici (anche economici) che tantissimi fan vivono pur di vivere questa “botta d’energia”. Ma c’è qualcosa che non riuscivo a capire, e che solo questa volta ho capito.

Sì, lo spettacolo è lo stesso. E l’ho visto anche io più volte per vivere una “botta d’energia”, per rallegrarmi la vita e fammi vivere qualcosa che provo semplicemente piacere a fare, e di cui non mi devo vergognare. Ma questa volta c’è stato di più.

Il teatro è qualcosa di unico perché non è riproducibile, MAI. Nessun filmato riesce a recuperare l’esperienza spettacolare nella sua completezza. NO, il teatro si svolge QUI E ORA: la performance AVVIENE, e non si può riprodurre. Il video dello spettacolo è SEMPRE UN ALTRO SPETTACOLO. Così è stato per Claudio per questo tour, più TEATRO che CONCERTO, come ho già detto più volte. Tutto questo era già evidente a chi ha visto la serata all’Arena dal vivo (come me), e poi ha rivisto lo spettacolo registrato dalle telecamere della Rai. Già ogni spettacolo è diverso…. Se anche le condizioni di visione sono diverse, lo spettacolo cambia ancora. E così è stato per me.

15 settembre, Verona: primo anello alto, al confine con il secondo, lato lungo, posizione più o meno centrale; ho visto il concerto con tre amici, due baglioniane e un neofita; gruppo strepitoso, di persone a cui sono legato da tempo (tante vacanze e tantissime esperienze), ma questo concerto ci mancava; inoltre, come bonus tutta la magia del clima dell’Arena, e del lavoro di Doremifasol: solo questo potrebbe servire a trasformare la serata in qualcosa di unico.

26 ottobre, Milano: ho visto il concerto con Arianna, una delle mie amiche dell’Arena, e abbiamo chiacchierato, ballato, cantato e cercato di svegliare il settore dormiente in cui eravamo: una parte bassa del terzo anello, lato corto, centrale. Pro: si vedeva lo spettacolo nella sua totalità, molto meglio che all’Arena. E lo spettacolo era molto più rodato, e Claudio ancora più disteso. Poi, in due si è più pazzi che in quattro.

28 ottobre, Milano: primo anello, primissime poltrone verso il basso, lato corto, centralissimi. Ho visto lo spettacolo con amiche e amici del coro parrocchiale, che condividono la passione per Claudio da molti più anni di me, ma che sono meno “fanatici” di me. Ci siamo persi le proiezioni (dovevamo essere almeno una decina di file più in alto), ma in compenso il forum era molto più scatenato di venerdì; il settore era molto più animato, e Claudio era molto più sciolto (certo, la terza sera ci si lascia andare di più che alla prima); la vicinanza è stata fonte d’emozione: vedere Claudio che viene vicino a cantarci E tu, E adesso la pubblicità e Acqua dalla luna, è stato eccezionale. Compagnia inedita, e davvero divertente: per la prima volta mi trovavo di fianco a qualcuno che ha cantato a squarciagola Ragazze dell’est.

Morale della favola. Tutti gli spettacoli in realtà andrebbero visti più volte, perché nessun spettacolo è MAI uguale all’altro. Ma questo ancora di più.

Guardate, se potete, diverse date del tour. E spostatevi, se potete. Cambiate prospettiva, cambiate punti di vista. Ovviamente, non tutti se lo possono permettere. E nessuno fa i conti a casa degli altri. Ma chi può, lo faccia. Cambiate posto, cambiate punto di vista, cambiate compagnia, cambiate settore, cambiate tutto. Troverete qualcosa di nuovo ogni volta.

Un po’ come ogni volta che si vede questo spettacolo, e si colgono nuovi aspetti di canzoni che ognuno di noi ha sentito (almeno) decine o centinaia di volte. Per esempio, nella coreografia di Cuore d’aliante ho visto i performer vestirsi con abiti “comuni”, un po’ raffazzonati, muoversi e guardare verso un oltre che Claudio e le luci indicano: ho visto Claudio poeta-vate (che rappresenta in generale l’arte, intesa come bussola per muoversi nel mondo), e in quel cambio d’abito ho visto simbolicamente ognuno di noi. Magari è stata solo una suggestione, non lo so. Ma di certo non avevo mai pensato a Cuore d’aliante così.

È la magia della combinazione di musica, teatro e immagine, che riesce a lavorare sulla significazione a livello più profondo di quanto facciano le sole parole con la musica. Una forma nuova di canzone d’autore. Molto moderna. È un’arte totale, è musica che diventa visione. Noi baglioniani siamo fortunati a poterla viverla.

Per cui, godiamocela tutta, fino in fondo, finché ne avremo la possibilità. Non ci credete? Venite a vedere voi stessi!

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

7 commenti

  1. Grazie Luca, io ero al Forum il 28 /10 …e condivido il tuo pensiero!! Penso che valga la pena di vederne altri ed altri ancora…

  2. Condivido appieno le riflessioni di Luca. Non sono più giovane…… ma ho visto quasi tutti i concerti di Baglioni (Forum e Varese) alcuni anche 2 volte. Sempre una splendida magia sul palco!!!!
    Grazie

  3. Condivido in pieno le tue parole: ho assistito anche io a due concerti (oltre a quello registrato alla televisione). A Verona ero laterale e leggermente rialzata rispetto al palco: lì ho goduto in pieno dello spettacolo…..le varie coreografie dei ballerini che hanno fato in ogni canzone…. che dire….strepitoso spettacolo. A Firenze ho avuto la fortuna di essere in platea…..ovviamente è sempre un’emozione vedere Claudio lì davanti a te (il cuore a mille) ma forse perdi un po’ dello spettacolo e dei giochi di luci che in questo concerto sono davvero particolari. Alla televisione poi emozione ancora diversa ed ovviamente segui lo spettacolo da casa ed attraverso le riprese degli operatori….che dire ……spettacolo emozionante ed emozioni……da provare. Spero di poterlo rivedere a Livorno…..vedremo. In ogni occasione Claudio non si risparmia mai. Merita veramente tutto il successo che ha.

  4. Grazie Luca per le tue parole del cuore. Hai esposto concetti profondi e importanti che mi sono arrivati dritti al cuore, proprio come ogni canzone e scritto di Claudio. Hai letto il suo libro Inter nos ? Il mio sogno è quello di potergli dire di persona quanto ci ha donato in tutti questi anni, ma forse lo sa già. Grazie ancora.
    Marzia – Verona

  5. Hai proprio ragione io sono stata a Verona, il 23 andrò a Torino e il 9 aprile Genova e guardo tutti i video dei vari concerti che vengono postati su instagram. Tutti mi dicono che “esagerazione” tanto è lo stesso spettacolo, ma come dici tu ogni volta è diverso e provi emozioni diverse che ti danno l’energia per andare avanti. E di questi tempi c’è ne vuole tanta…..Grazie di cuore per sempre a Claudio Baglioni.
    Antonella

  6. Grazie Luca di averci fatto dono delle tue riflessioni

  7. Condivido tutti i tuoi pensieri e confermo: ho avuto la meravigliosa opportunità di assistere a tutte e tre le serate al Forum di Milano da tre postazioni diverse. Tre spettacoli differenti ma tutti ugualmente meravigliosi ed emozionanti fino alle lacrime. Claudio ama venire a Milano e ce lo dimostra ogni volta. E’ stato superlativo, meraviglioso, impareggiabile, ineguagliabile.
    Aspettiamo aprile con ansia per rivedere un nuovo spettacolo.
    Grazie Luca per condividere con noi i tuoi pensieri e suggerirci sempre interessanti spunti di riflessione.
    Giovanna

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