Home / 50 anni al Centro / Scaletta Padova #AlCentro 18/11/2018

Scaletta Padova #AlCentro 18/11/2018

Terza serata di Claudio Baglioni a Padova.
Kioene Arena.
Pubblico attento e partecipe.

  • Ore 21:00 In attesa dell’avvio dello spettacolo, base strumentale di “51 Montesacro”.
  • Ore 21:02: Base strumentale di Signora Lia, il primo successo, il primo contratto.
  • Ore 21:06: sulle note della suite musicale di “Al Centro”, quattro ballerini entrano sul palco danzando dentro coni di luce, con le movenze utilizzate nel noto spot della Tim, che è partner del tour.
  • Ore 21:08: le 5 coriste ed i 15 musicisti raggiungono il palcoscenico.
  • Ore 21:10: Il viaggio in questa straordinaria storia musicale ha inizio. Una fila di uomini con una valigia tra le mani, entra in scena.
    Sono 12 ballerini e lui, l’ultimo in ordine di comparsa. Partono le note di Questo Piccolo Grande Amore che Claudio canta con una sorta di cavalleresca gentilezza e gratitudine. Di fatto è la canzone che ha cambiato la sua vita. E allora la giacca elegante ed il braccio dietro alla schiena, sono d’obbligo.
  • Ore 21:15: Porta Portese. Si compone un quadro scenografico che ricorda una piccola fiera. Ci sono mercanti, fattucchiere, damerini, militari e pure una grottesca “vecchia”. “La nostra piccola fiera” di chimere, illusioni, visioni, “è qui da 50 anni” e “questa è la nostra terza sera nella pubblica piazza di Padova”.
  • Ore 21:19: Su un fondale di giochi di luce che creano l’immagine di grandi cerchi, partono le note di Quanto ti voglio.
  • Ore 21:23: Dodici coppie di ballerini, disposte tutto in tondo sul palco, in abito elegante, danzano un valzer figurato e struggente sulle note di Con tutto l’amore che posso, che Claudio sviluppa a cinque voci. Un cambio di tonalità progressivo affidato alle differenti vocalità delle coriste, con ciascuna delle quali canta una strofa del pezzo.
  • Ore 21:28: Amore Bello. Solo. Al centro del palco, spostandosi in ogni direzione a raccogliere la stima e l’affetto degli spettatori che lo accompagnano con la voce sull’intera canzone.
  • Ore 21:34: W l’Inghilterra. Kilt, completi british, bombette ed ombrelli bianchi. È l’Inghilterra! La coreografia ricorda i passi delle danze celtiche e Claudio non si risparmia, oramai ha padronanza pure di questo. Finale con la rappresentazione del “Jack” bianco e rosso. Ma non manca la bombetta nella versione tricolore.
  • Ore 21:38: Io me ne andrei. I ballerini con dei lunghissimi neon, che comporranno una sorta di gabbia, dalla quale a volte non si sa fuggire.
  • Ore 21:44: “E uno, e due e tre e quattro… accoccolati ad ascoltare il mare”.
    Partono le note di E tu. È solo al centro, ai lati ed è ovunque. Un braccio stretto al tronco.
  • Ore 21:49: Poster. L’umanità più sola e variegata di una stazione. Scatoloni come gusci per ripararsi e nascondersi che all’improvviso diventano ali di gabbiano per volar via. Una coppia si bacia, avvinghiata, scambiandosi eterne promesse. Il quadrante fermo di un orologio gira e va avanti.
  • Ore 21:53: Sabato Pomeriggio. L’ouverture con i fiati. Claudio solo, al centro del palco. “Senza te morirei, senza te che farei?!”
  • Ore 21:58: Mani in tasca, i dodici ballerini, in un ballo sincopato di passi e spalle alzate ed abbassate ritmicamente. E lui al centro che “gira, salta e balla, come un orso ammaestrato”.
  • Ore 22:03: Solo. Siede al centro del palco su di una sedia da cucina. La trascina stancamente, la alza, la rotea, ci si accoccola sopra.
  • Ore 22:08: Un po’ di più. Come sirene ammaliatrici, le ballerine. La sensualità femminile in un accenno sinuoso e garbato di streaptease.
  • Ore 22:13: E tu come stai? “Come state ?” “State bene ?” “Ma bene, bene, bene ?” chiede provocatorio al suo pubblico. Un “Siiii” fragoroso è la risposta. “Meno male!”, risponde ridendo.
  • Ore 22:17: I vecchi. Intensa e struggente l’interpretazione. Mima il gesto di una carezza in fronte e “sedia sediola oggi si vola” in un crescendo con gli archi che assecondano la richiesta di intensità.
  • Ore 22:22: Le ragazze dell’est. Immobili come bambole, visi di porcellana nei loro abiti a piccole fantasie. Guanti rossi dai quali scenderanno nastri che vanamente sembreranno, agli uomini che le guardano ed annusano e rigirano, fili doppi per legarle.
  • Ore 22:27: Via. Dodici ballerini in una coreografia che è energia allo stato puro. Prodezze di una danza acrobatica che che incendiano il pubblico.
  • Ore 22:34: cambio di giacca istantaneo e Claudio torna sul palco. Strada Facendo. “Ben arrivati alla metà del nostro viaggio che non ha una meta”. Sul finire del brano i ballerini raggiungono la scena ad accompagnare ed invitare il pubblico a battere tempo e mani, assieme.
  • Ore 22:40: Avrai. Tante lucine, come candeline. Sono le torce dei telefoni di tutta l’arena. Coreografia spontanea del pubblico che accompagna e culla la dolcezza di questa canzone.
  • Ore 22:45: Uomini persi. Il corpo di ballo sul palco. I volti coperti da sacchetti. Una danza rafforzata da una gestualità che prende spunto dal linguaggio dei segni. Lì toglieranno poi, i sacchetti, li appallottoleranno ed avranno occhi liberi per guardare al mondo.
  • Ore 22:52: Un nuovo giorno o un giorno nuovo. Imbraccia la chitarra, Claudio. Le coriste lo accompagnano sottolineando e colorando con la voce piccole frasi del pezzo. Un gioco di luci, creato da piccoli fari introdotti dai ballerini, incornicia il finale.
  • Ore 22:57: Notte di note, note di notte.
    Si allestisce il prodigio e la magia di questo quadro notturno, onirico e spettacolare. Claudio Indossa un lungo spolverino bianco. Tutti a naso all’insù, col fiato sospeso, a guardare il funambolo ascoltando le acrobazie della sua voce lanciata in quelle note lunghissime. Buonanotte tesoro!
  • Ore 23:03: E adesso la pubblicità. Mascherine asettiche con un sorriso spento disegnato. Un telecomando ad accendere o spegnere la vita in una luce ghiacciata.
  • Ore 23:08: La vita è adesso. Parte a cantare, poi soprapensiero, dimentica una frase e ridendo dice “ho sbagliato” e riprende al volo da “ti domandi incerto chi sei tu”.
  • Ore 23:14: Acqua dalla luna. Il corpo di ballo a rappresentare un mondo immaginario di domatori, equilibristi, trampolieri, giocolieri e ballerine. Claudio ha tra le mani una bacchetta che alla fine del brano si illuminerà in un fantomatico tocco di magie.
  • Ore 23:19: Mille giorni di te e di me. Che inizia con il notissimo attacco celato dall’ouverture dei fiati.
    Tutto il pubblico canta all’unisono.
  • Ore 23:25: Noi no. Le felpe chiuse e grigie, indossate dai ballerini, celano all’interno una rosa rossa. Che sarà brandita come un fucile o come una carezza. Una coreografia in marcia, precisa, geometrica, dirompente. A passo marziale.
  • Ore 23:30: Il pulsare di un cuore in sottofondo, il tempo per allestire i microfoni per le coriste ed i musicisti, disposti in cerchio sulla scena, che accompagnano con tanti assolo di chitarra crescenti l’apertura di Io sono qui.
  • Ore 23:36: Le vie dei colori. Un intreccio prismatico di luce fluo illumina il palco. Claudio ha tra le mani il tamburello decorato con i lunghi nastri gialli, rossi e blu. I ballerini sono spadaccini ed alfieri, nelle loro movenze mimiche. Indossano una camicia gialla, che toglieranno, al ritornello che descrive il cavaliere giallo, mostrando che sotto c’è una t-shirt rossa che accompagnerà il ritornello del cavaliere rosso ed infine resteranno con una canotta blu, per la conclusione dedicata al cavaliere blu. Chiude la coreografia un body percussion collettivo. Ballerini, coriste e pure Claudio.
  • Ore 23:43: Cuore di Aliante. I ballerini sono uomini che guardano incantati al futuro, al miraggio. Immobili ed affascinati. Al termine della canzone, una sorta di esplosione del futuro, che nasconde il palco.
  • Ore 23:56: Tutti qui. La scena si illumina e Claudio compare solo al centro del palco seduto ad un piano. Ci chiede se ci siamo ancora e ci dice che abbiamo una bella resistenza. “Grazie, per aver reso la mia vita bellissima” “ed io non trovo altre parole, se non dirvi grazie”.
  • Ore 23:49: Sono Io
  • Ore 00:02: Con Voi. Durante la canzone entrano in scena i ballerini, ciascuno con valigia tra le le mani, un palloncino rosso prezioso come una speranza da coltivare ed un naso rosso da clown che illumina la mimica stupefatta dei loro volti.
  • Ore 00:06: Claudio Baglioni ringrazia e saluta il pubblico. Ringrazia i musicisti e Giuliano Peparini per la regia.  Tutti i compagni di scena lo raggiungono al centro del palco per un saluto ed un ringraziamento collettivo sulle note della suite di Al Centro.
  • È mezzanotte e otto minuti.  È la terza data di Padova, è andata!

Scaletta a cura di Tatiana Stefanini in esclusiva per doremifasol.org e saltasullavita.com

redazione

La redazione di doremifasol.org e saltasullavita.com è composta da tanti amici ed appassionati della musica di Claudio Baglioni. Un grazie a loro per il lavoro e l'aiuto apportato a questo portale - Per scrivere alla redazione usare wop@doremifasol.org - Capo Redattrice e coordinatrice: Sabrina Panfili [Roma]

3 commenti

  1. Una serata stupenda meravigliosa romantica io e mio marito siamo stati contentissimi bravo Claudio e tutta la scaletta tutti bravi!ciao manu marco da Treviso

  2. Avevo semplicemente chiesto sul numero di presenti per la terza sera,visto che il resoconto non lo riporta; e stranamente il mio messaggio é stato cancellato…Non capisco?

  3. Sei stato strepitoso Claudio come sempre ..Mi ritrovo sempre con la pelle d’oca in ogni tuo concerto .Sei unico e una foto con te …chissà se un giorno si avveri questo mio desiderio.Ti aspetto di nuovo a Padova.Sempre nel mio❤

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.