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“Parte il nuovo Sanremo: in bocca al lupo, Claudio!”

L’hai voluto così, Claudio: il Festival dell’Armonia, che fotografasse la realtà musicale odierna del nostro paese. L’hai voluto, e l’hai pensato, studiato e preparato con grande mestiere, serietà e professionalità. Non hai lasciato al caso niente nella costruzione di questo Festival, pesando come tuo solito ogni parola, ogni dichiarazione e ogni intervento. «Errare è umano, perseverare è artistico», lo hai ribadito più volte anche negli ultimi interventi che precedono l’inizio vero del Festival: non volevi che il Sanremo dello scorso anno potesse sembrare un colpo di fortuna o, peggio ancora, un insieme di circostanze casuali… No! Volevi che fosse evidente quanto tutto fosse stato frutto di un lavoro e di un’idea – il tuo lavoro e la tua idea – insieme a tutto il resto della squadra (ovviamente).

Il Festival dell’Armonia ha avuto «molte salite […] e poca armonia», ma l’armonia ha bisogno di tempo e di lavoro e, aggiungo, non può essere capita da tutti, soprattutto di chi fomenta la disarmonia: la disarmonia la commenta il chiacchiericcio casuale, lo spargere voci infondate a scopo denigratorio, l’invidia e la gelosia, ingredienti che fanno parte della natura umana, oggi più che mai amplificati nella nostra società. Claudio non sceglie le parole a caso: “armonia” non è semplicemente “ordine”. Armonia è molto di più: è incontro tra le parti, è unioni dei diversi, è dialogo e confronto anche tra posizioni spesso opposte, ma che insieme si caricano di significati nuovi, inediti, insperati e inimmaginati quando si sta da soli. L’ordine è uno stato che si può ottenere in vari modi, anche urlando o facendo “piazza pulita”, anzi, molto spesso lo si raggiunge solo così; l’armonia no, è un cesellamento costante dei dettagli, è un limare i confini e i cammini. Ed è il punto di arrivo di un percorso faticoso, che richiede la collaborazione da parte di tutti. Ricordo un’immagine che amava un sacerdote della mia parrocchia, quella della ruota di una bicicletta: i raggi della ruota partono divisi, ma più si avvicinano al centro (allo stesso centro), più si avvicinano anche fra di loro. Il sacerdote riassumeva: “più vicini al centro, più stretti tra di noi”. Anche questa è “armonia”, e forse non a caso serve un “centro”, concetto molto caro a noi, e a te, Claudio. Quando hai scelto “armonia”, non potevi scegliere parola più adatta, Claudio.

Certo, quando qualcosa e qualcuno hanno successo, arrivano le polemiche. Le polemiche senza dubbio appartengono a quella componente disarmonica che fa parte della vita (che non è solo armonia, anche se in fondo ogni vita alla fine è sia una ricerca armonica, che uno spartito che si cerca di suonare in modo armonico), oppure è parte dell’armonia stessa: sono quelle note e quegli accordi gravi o grevi, che hanno bisogno di contronote alte o leggere per poter assumere anche loro contorni armonici. Al di fuori della metafora musicale, la polemica è sinonimo di successo e, visto il successo dello scorso anno, la polemica era da immaginare ancora più forte quest’anno. La polemica esiste e serpeggia laddove c’è decisione e coraggio, non dove c’è la codardia. E, Claudio, questo tuo Festival è anche il Festival del Coraggio.

Basta prendere in mano i testi che hai scelto per toccarlo con mano. E basta – diciamolo una volta per tutte – parlare delle esclusioni. Sicuro tra le canzoni escluse ci sono bellissime canzoni, ma questo è il problema di tutte le gare, manifestazioni, premi e competizioni. La differenza la fanno le argomentazioni e le motivazioni messe in gioco. Leggendo attentamente i testi, la ricerca armonica nel costruire un quadro d’insieme è piuttosto evidente. Troviamo di tutto: brani classici sanremesi (anche se, almeno nei testi, sono “un po’ meno classici” del solito) come quelli di Tatangelo, Nek, Renga o Nino D’Angelo, ma soprattutto brani coraggiosi ed estremamente vari tra loro, penso a Silvestri, Cristicchi, Nigiotti, Motta, Negrita, Zen Circus (tantissimi echi di Fabrizio De André per un testo di un coraggio strabiliante per il Festiva, sia da presentare che da scegliere) e Ghemon. In tanti gridano all’ignoranza quando leggono questi nomi, ma leggendo i loro testi non possono non arrendersi all’indubbia qualità compositiva con cui sono stati realizzati, in media abbondantemente sopra la produzione attuale del pop in Italia (un vero e proprio crossover tra la canzone d’autore, intesa nel senso più “puro” del termine, il pop e la scena indie). Poi c’è la trap e il rap, e il bellissimo (e coraggiosissimo) brano di Mahmood, ma anche gli idoli giovanili Irama e Ultimo (per un brano che, almeno nel testo, poteva dare molto di più viste le buone qualità dell’autore). C’è di tutto, e per tutti i gusti. Un calderone, potrebbero dire i detrattori. No, Claudio, noi lo sappiamo cos’è: una fotografia coraggiosa del panorama musicale attuale italiano. Lo ripeto ancora una volta, coraggiosa.

Testi così forti spiegano anche la scelta della tipologia di conduttori: Virginia Raffaele e Claudio Bisio, con la loro leggerezza, devono fare proprio da contrappunto (musicale, anzi, direi propriamente armonico) alla durezza delle tematiche cantante e al disagio del presente, che entra qua e là anche nei testi più Sanremesi, come quello di Arisa; dal disagio dei migranti, alla rabbia per le difficoltà economiche; dal dramma dei giovani senza un futuro, al delirio digitale del nostro presente. Troviamo perfino una preghiera, una preghiera laica, religiosa e umana dal sapore francescano e bucolico, Abbi cura di me di Cristicchi, un invito fuori dal tempo a ricercare una chiave di autenticità e di armonia con il mondo (evidenti echi di Battiato, ma anche di Branduardi, Vecchioni, e forse dello stesso Baglioni). Serve una massiccia dose di ironia per far risultare armonici i testi forti. Perché l’artista è anche un po’ caciarone e cialtrone, ce lo hanno insegnato anche i grandi, anche i più grandi.

Completano la ricetta del Festival i tantissimi superospiti annunciati, e i numeri di “Al Centro”, che faranno la gioia di noi fan, ma che, Claudio, sappiamo che corrispondono alle necessità dell’assioma che hai messo ancora una volta alle fondamenta di questo Festival: la musica al centro. Tutto deve passare dalla musica: i numeri di ogni artista, i contenuti più svariati – talvolta anche difficili (gli artisti sono trombettieri, e tu vuoi che questo sia un festival di trombettieri)-, ogni genere o forma artistica (persino la natura così teatrale del tuo show)….tutto passa dalla musica! Dalla musica vera, che ha da dire per sé stessa, anzi, che mostra sé stessa nella sua natura e in tutto il suo splendore: niente playback, niente partecipazioni funzionali o con secondi fini. Autarchia? No, identità. Identità italiana. Tale che possa essere esportata all’estero non in nome di un becero nazionalismo, ma di un orgoglio e di un’identità profonda che è soprattutto artistica (ecco perché la musica al centro) e culturale (di quella cultura nazional popolare, anzi come hai detto tu, popolare-nazionale).

Sarà una festa, Claudio. Ti vediamo stanco, provato, ma allo stesso tempo felice, come hai affermato tu stesso. Ma sarà una festa. La gioia di vedere uno spartito perfetto, che ci auguriamo che sarà davvero armonico come lo hai immaginato nella tua testa, credo ti potrà ricompensare almeno in parte della fatica di questi mesi.

Viva il lupo, Claudio! Ci vediamo a Sanremo. Anche se non ci vedremo, ci vedremo perché saremo lì, tutti lì, a stringerti in un abbraccio di entusiasmo. E con noi ci sarà gran parte dell’Italia, e gran parte della musica. E festa sia, Claudio! Da domani sera, sarà festa. Tutti in ascolto.

Luca

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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4 commenti

  1. Stella Perrella

    UN GRANDE IN BOCCA AL LUPO AL NOSTRO MITICO CLAUDIO!!!!!!!Spero veramente che faccia un boom di ascolti alla faccia delle stupide polemiche. So quanta energia Claudio mette in tutto ciò che fa…..e si vede. Sono sicura che riuscirà a stupirci….ancora una volta anche se non ce n’è bisogno. Grande Claudio fai vedere agli invidiosi (se poi ci fosse bisogno) quanto sei GRANDE. In bocca al LUPO. Noi siamo qui per sostenerti….SEMPRE!!!!!!!

  2. Sono pronta Capitano! Portami con te nel meraviglioso e variegato mare della musica, sarà uno spettacolo unico, sarà incanto ed armonia…
    Che sia pieno di soddisfazioni e di sorrisi soprattutto per te Claudio, non stancarti mai di questo viaggio… un abbraccio fortissimo con l’affetto e l’emozione di sempre… buona fortuna, buona vita… e buon ascolto a tutti!

  3. Peraccini Wilma

    Condivido tutto ciò che è scritto , bravo Luca che sai interpretare con quanta passione serietà e coraggio Claudio mette in tutto ciò che fa e così ancora di più in Sanremo , Viva il lupo e le polemiche lasciamole a chi non sa fare che sparlare ….e musica sia !

  4. E FESTA SIA, CLAUDIO!

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