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Baglioni festeggia 50 anni da costruttore di stelle

Al centro: il tempo e la Poesia.

Al centro: Baglioni, il suo mondo sacro di fantasia, e poi quel suo mare i giochi le fate…

Il suo concerto è lo spettacolo delle arti: è un circo costruito intorno a visioni che si fanno parole e musica, su emozioni che si fanno luci, colori, danze. Lui, bianco cerimoniere di un mondo irreale, celebra i cinquant’anni della sua carriera e lo fa con l’eleganza della sua anima quasi ieratica. È serio Baglioni nel suo giocare, si diverte e diverte, non delude, coinvolge, avvolge e sembra chiamarci tutti dentro quel suo quadrante magico.

È generoso di spazi, di istanti, per i suoi straordinari compagni di viaggio, si fonde e si confonde nelle scene sapientemente studiate. Applausi alla regia, ai giochi sinergici di movimenti luci e ombre. Ci sentiamo tutti parte di una notte luminosa di note d’argento e, sì, Baglioni ci fa sognare. Siamo equilibristi, funamboli, pieni di vita e di speranza, la sua energia si fonde nei cori.

È un costruttore di stelle Baglioni, accende una curva di cielo fatta di torce di cellulari, su fino all’ultimo anello del Forum di Assago, dove c’è sempre qualcuno che balla con occhi rigati d’amore. È il profeta di quel tempo, che pulsa nel suo cuore di aliante, è il signore elegante del palcoscenico, senza alcuna sbavatura vocale.

Lontano dal palco di Sanremo, ritroviamo Cucaio, ora cresciuto adulto, statuario e consapevole che le sue canzoni, la sua malinconia, le sue strofe, in mille e più incantesimi, hanno saputo arrivare ben oltre le sue giovanili aspettative.

Confessa che da ragazzo non ci avrebbe mai creduto di arrivare fin lì, fino al centro di un palcoscenico. Andava ai concerti da spettatore e quando è arrivato il successo credeva fosse fugace. E invece ha saputo creare un’onda lunga di poetiche sensazioni.

Adesso che di anni ne ha sessantasette alle cinque di sera pensa già alla cena. Scherza con il pubblico sull’età (sua e degli astanti) ma tra il pubblico ci sono anche dei bambini forse nipoti di quelli che si sono innamorati sulle note di una remota favola blu.

Il sogno di ogni poeta, di ciascun artista, è quello di arrivare al centro degli altri e poterci lasciare un segno, un messaggio, un augurio, una speranza, una visione immaginifica o nuova della realtà, una spiga di grano a gennaio, ma soprattutto un’energia nascente che inviti e spinga ad agire, reagire, ma soprattutto pensare.

È un canto accorato quello che si leva, dal 1990, su “Noi no” invocazione tesa come ali libere, braccia e dita puntate verso quel centro energetico che unisce dimensione fisica e spirituale: scintilla di luce di un sogno, per ribellarsi all’appiattimento di un mondo che ci sta, oggi più che mai, disumanizzando e appiattendo con “verità” fallaci e sempre più distorte.

Noi romantici e malinconici, noi sognatori tristi e picchiatelli, noi dai cuori alati siamo accorsi al suo numero incantato e ci siamo dissetati, per davvero, con acqua dalla luna.

E lo vogliamo così Baglioni, con una lente davanti al cuore (per farlo vedere alla gente), come fa il saltimbanco di Palazzeschi, e senza quelle maschere carnascialesche senremesi che soffocano la sua voce, che imbrogliano persino la sua anima.

Luisella Pescatori per huffingtonpost

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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1 Commento

  1. Un concerto di Claudio non è solo un concerto, è una totale immersione nella molteplicità di suoni, colori, coreografie, acrobazie e al centro Lui, il cacciatore di sogni.

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