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Appunti dalla fine di un viaggio

Credo sia una bella abitudine scriversi appunti durante un viaggio. Ci si può appuntare qualunque cosa: cosa abbiamo mangiato, che cosa abbiamo visitato, gli incontri che abbiamo vissuto, i personaggi strani in cui ci siamo imbattuti, gli odori che abbiamo sentito, episodi di cui abbiamo esperito, e chi più ne ha più ne metta. Si può scrivere dovunque, dal proprio cellulare ad una piccola agendina, da un fazzoletto di carta ad uno scontrino. Gli appunti sono molto più frammentari del classico diario, perché sono appunto schizzi, note forse che appaiono come casuali, ma che casuali non sono mai. Se sentiamo il bisogno di scrivere qualcosa e di appuntarcelo da qualche parte, c’è sempre un motivo.

Scriviamo fondamentalmente per due ragioni. Primo, perché scrivendo ci sembra di “fermare il tempo”, di fissare qualcosa che se ne sta andando. La scrittura d’altronde è da sempre il più grande sistema che dà l’illusione di eternità all’uomo (insieme all’architettura); il tema della potenzialità eternatrice della scrittura letteraria (in particolare della poesia) è toccato indistintamente da tutta la storia della nostra cultura, che va da Saffo e dagli antichi greci fino a Foscolo e ai contemporanei: si scrive per battere la morte, o almeno per cercare di batterla. La seconda ragione per cui si scrive è invece personale, potremmo dire quasi autoreferenziale: si scrive per ricordare, anzi, per ricordarsi e per ricordarci. Quante volte ci è capitato di riprendere in mano cose che abbiamo scritto cinque, dieci, venti anni fa, e di metterci a ridere, a sorridere o perfino a piangere? In tante non ci riconosciamo, anche se quelli che scrivevamo eravamo proprio noi (o forse eravamo dei “noi” un po’ diversi); in altre invece ci riconosciamo troppo, tanto che ci capita di chiederci se tutto il tempo che è passato, sia in realtà passato per davvero. In entrambi i casi, la scrittura ci mette in relazione con il tempo.

La scrittura per appunti lo fa più che mai. Gli appunti sono spontanei, talvolta frenetici. Sono spesso casuali, e altre volte no, ma mai troppo ragionati. Sono intensi, perché contengono schegge che si cercano di cogliere nel momento. Ormai gli appunti non sono solo visivi, ma anche iconici: pensiamo a quante fotografie oggi scattiamo con i nostri smartphone. Le fotografie sostituiscono un po’ gli appunti di una volta. Anni fa, si fotografava pensando: ragionavamo sul soggetto, studiavamo la posa, il soggetto, il paesaggio e l’inquadratura. Lo facevano tutti, anche i più incompetenti, tutto per una ragione molto pratica: la foto si stampava in maniera indelebile sul nastro del rullino, e fino a che non le sviluppavamo, non avremmo mai saputo l’esito di quella fotografia. Ricordo come scherzo del destino quando mio padre scattò una foto a me e mio fratello con Marco Pantani, all’epoca nostro grandissimo idolo (siamo molto appassionati di ciclismo): mio papà in preda all’emozione scattò tre foto una più mossa dell’altra, nelle quali si riconoscono a malapena i soggetti fotografati, e poi ironicamente commentò “Avremo tante altre occasioni di incontrare Pantani”. Ovviamente il Pirata morì un anno dopo, e non ci fu più alcuna occasione di incontrarlo. Ma quella foto, seppur nella sua imprecisione d’immagine, resta un appunto, un frammento di un incontro che ci aveva emozionato parecchio.

Ecco, oggi questo discorso dell’appunto-foto è ancora più forte. Ma, vi chiederete. Perché oggi voglio parlare di appunti? Perché sta finendo un viaggio. Il Viaggio di Al Centro. Un viaggio che, come tutti i viaggi veri, ci lascia dentro un po’ di nostalgia amara, ma anche un po’ di senso di ritorno a casa, ma nello stesso tempo ci dà la forza di pensare a noi stessi, e perfino al prossimo viaggio. Ecco, mi piacerebbe che ognuno di voi in questi giorni di fine viaggio, ripensasse a questo viaggio. E condividesse sui social, con noi di doremifasol, oppure semplicemente con sé stesso, i suoi appunti: fotografie, parole, pensieri, magari solo emozioni. Tutte quelle schegge di questo viaggio che solo ognuno di noi ha, e che porta con sé.

Ci sarà tempo di parlare di questo viaggio. Ma ora è il momento di godersi il gran finale, e di raccogliere gli appunti. Sono sicuro che ne resterete emozionati. Forse malinconici, di certo sbalorditi. Raccogliete gli appunti, perché fra dieci anni questi saranno ancora più belli, più forti e più intensi.

Perché questo è stato ed è un grande sogno. E le schegge del sogno permettono di farci sognare, anche con il passare del tempo. In fondo, il tempo è un nemico da battere. E noi lo battiamo (o almeno ci proviamo) a tempo di musica, con la musica che ci batte dentro. Fin quando un altro sogno sia. E perfino un altro viaggio.

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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11 commenti

  1. Giuseppina. Ines

    Il viaggio continua sempre con Claudio e dentro di noi. Le date per me sono state 7 ma alla fine non mi sono bastate. Emozioni su emozioni, stati di animo ,lacrime.Il viaggio è stato intenso ed unico .Serate uniche e tutte diverse …Claudio devo solo ringraziarti grazie.

  2. È stato un viaggio meraviglioso… forse ancora più bello di quanto non pensassi prima della partenza (c’ero in Arena, alla seconda data). Conosco bene la maestria, la capacità di stupire di Claudio e la sua cura verso ogni dettaglio, ma qui, in questo tour, musica e spettacolo si sono presi per mano dando vita e qualcosa di veramente unico e, credo, ineguagliabile… immenso lui che per più di tre ore canta, incanta, si diverte, si commuove, ma bravissimi anche tutti gli artisti che lo hanno affiancato.
    Viaggio appena finito, ed è già nostalgia, ma è anche pensiero e speranza di ritrovarci presto, dalla parte del cuore, con le nostre valigie piene di entusiasmo e con la solita voglia di bellezza, per ripartire nuovamente… e sarà ancora sogno, e saranno altre emozioni… da vivere, da raccogliere, da condividere… non smettiamo mai!

  3. Roberto Santini

    Aggiungerei un particolare che spesso accompagna certi appunti; i ghirigori. Strane cose che poniamo a lato , sopra o sotto di cio che scriviamo che sembrano un niente, un vezzo. Eppure ,pare, ci dicano molte cose della nostra personalita’.

  4. Un viaggio inizia sempre e, inevitabilmente, ci porta verso la fine. E quando la fine giunge senti di aver percorso intensamente quel viaggio, ma senti che qualcosa avresti voluto vivere più intensamente. Ogni viaggio con Claudio è il viaggio della mia vita, questo lo è stato in maniera particolare… AL CENTRO c’è sempre stata la sua musica e,parallelamente, la mia vita in crescita. Ogni pezzo cantato un ricordo vissuto. Quanti momenti legati alle sue poesie. Giorni fa, in vacanza a Roma , su lungo Tevere, ad alta voce canto”…e lungo il Tevere che andava lento, lento…” la gente mi guarda e non sa…mio figlio(trentenne ) mi guarda e sorride… È cresciuto a pane e Baglioni.Ti aspetto Claudio, per nuova musica per grandi emozioni. Elena, affezionatissima…

    • Col passare delle lune, si tenta di centellinare le esternazioni, con la paura di sembrare patetici. Però si ha un minimo di saggezza nel poter affermare, senza smentite che patetico deriva da patos, quindi un qualcosa che impatta violentemente con quello che sentiamo dentro. Giocoforza positivo. Dopo una serie di mancati incontri col live di Claudio ad Assago (MI) in questo giro di live, per questioni banali di salute, finalmente sono riuscito a esserci alla data del 12 aprile. Che dire? Spettacolo perfetto, sotto ogni punto di vista, posizione altrettanto felice di posto, in una prima fila settore blu, con una visuale del palco favorevole. Il grande mago ancora lì come molti spettacoli visti in questi 40 e passa anni in cui seguo artisticamente le sue vicende. Un sottile filo rosso che mi lega anche oltre, quando tra incontri e amicizie forti, nate proprio grazie alla comune passione per Claudio, che mi hanno cambiato e farcito il mio percorso di vita.Comprendo il senso di precarietà emotiva quando, dopo oltre tre ore, comprendi che sta per terminare il concerto, ma veramente stai per lasciare lo stesso spazio vitale fruito, respirato assieme a lui ed al popolo suo. Lo hai fatto altre volte e speri di ritrovarlo altrettante in un domani che per vicino che sia, sarà sempre troppo lontano da come vorresti. In fondo non finisce niente e finisce tutto. Certo la vita è ben altro, non venite a ripetercelo, lo sappiamo pure da soli, ma lasciateci il momento dove, cerchiamo di prendere appunti, come suggerito. Ma i veri appunti sono scritti dentro, non su un foglio, non in un post, ne in una ripresa video o foto. Indelebilmente dentro, a disposizione per quando occorrerà rispolverarli e ricordare/ci si sono parte del popolo di Claudio, Voi no? Peccato per Voi…

  5. Ho iniziato questo viaggio “AL CENTRO” a settembre all’Arena e sono subito rimasta incantata… premetto che seguo Claudio da più di 40 anni ed il suo primo concerto l’ho visto nel 1982.
    Ho partecipato ai grandi spettacoli negli stadi, nei teatri greci/romani, nell’intimità dei teatri dove lui era solo con il suo pianoforte… insomma ne ho visti veramente tanti ma questo tour è stato incredibile… emozioni pure ed ogni volta diverse. L’ho visto in tutto 5 volte ma ogni volta era come fosse la prima. Grazie Claudio, mi sento un po’ triste ma sono fiduciosa nel fatto che continuerai a farmi battere il cuore a suon di bella musica♥

  6. Io spero davvero di sentire il suo nuovo album ormai abbiamo aspettato troppo, e poi di nuovo tour a go go!

  7. In questo spazio scriviamo, abbiamo scritto e scriveremo con grande piacere dell’orgoglio di aver diviso tanto del nostro tempo con questo gigante

    • È stato un lungo bellissimo viaggio.
      Questo concerto/spettacolo l’ho visto a Verona il 15 settembre ed il 22 marzo ad Acireale, ma confesso sarei andata anche altre ed altre volte, perché ogni volta diversa … emozioni diverse. Mi dicono ma é lo stesso concerto ed io faccio tanta fatica per far capire che non è così, ogni concerto è unico.
      Baglioni non si risparmia da il massimo sempre… e con lui tutti : ballerini, artisti, musicisti e le coriste
      Ed io ogni che posso vado, dal lontano 1982.
      Grazie

    • Semplicemente Claudio UNICO,VERO POETA DELLA MUSICA ITALIANA! I l suo tour semplicemente UNICO, MERAVIGLIOSO E INIMITABILE COME È Claudio!!!!!

  8. Sto vivendo l’attesa di questo fine concerto ….con tantissimo entusiasmo. In effetti per me e la mia famiglia è ….la quarta data…devo dire un record per noi. In genere andiamo ai nuovi concerti di Claudio una volta ( noi siamo in tre) ma questo è veramente stato un concerto STRAORDINARIO sotto molti punti di vista. Ogni volta foto, video ma che in realtà sono comunque diversi una volta dall’altra. Credo che veramente Claudio questa volta si sia superato…..il meglio di sé lo dà sempre in ogni concerto ma questa volta c’è veramente qualcosa di particolare. E’ stato veramente un viaggio in cui ogni volta mi ha fatto rivivere le varie emozioni a seconda della canzone. Questo viaggio sta’ per finire ma spero di avere la possibilità di poter rivivere altri sogni…..sempre con Claudio. Comunque buon fine concerto a tutti!!!!!

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