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Al Centro, Uno ad Uno …e quando va la musica

Per prima cosa, vorrei scusarmi con tutti i lettori di Doremifasol per aver saltato l’articolo della scorsa settimana, ma in questo periodo sono molto preso con la preparazione degli ultimi due esami del mio corso di laurea magistrale e con la fine della scrittura della tesi: presto vi farò sapere tutto, visto che la mia tesi parlerà ancora una volta di canzoni (ma secondo una prospettiva piuttosto “anomala”) e in particolare di Claudio, a cui ho dedicato un intero capitolo. In questi giorni ho anche ragionato su un progetto che vorrei proporre per questa rubrica, visto che probabilmente il nostro Claudio vivrà un periodo di “riposo” dopo il tour de force della tournée e di Sanremo. Senza entrare nello specifico, nelle prossime puntate vorrei parlare delle performance di Claudio (arrangiamenti, tour, posizioni sul palco, voce, ecc…), un aspetto poco considerato quando si parla di canzone (anche d’autore), ma in realtà estremamente importante, anche per la poetica del Nostro.

Ma, ora, è arrivato il momento di chiosare sul tour Al Centro, sul quale ho già speso tantissime parole (per cui ne vorrei aggiungerne ancora davvero poche), e soprattutto su un evento che ha coinvolto moltissimi di voi (io, purtroppo, per cause impreviste e di forza maggiore, ho dovuto ancora una volta rinunciare): il raduno. Per farlo, vorrei già entrare nel merito di questioni che affronterò più nel dettaglio nelle prossime puntate intorno alla questione performativa.

Che cosa ha accumunato il tour Al Centro e il Raduno Ad uno?

E davanti a te / sono solo io / e ti chiedi chi è / sono proprio io.

Parlando del raduno, appena è stato annunciato, offrivo come chiave di lettura della poetica di Claudio il concetto di UNO; questa volta vorrei invece parlare della sua poetica come di una poetica dell’IO.

Tutta la storia della canzone d’autore italiana è in realtà una storia dell’IO. Una delle prime definizioni di quella che poi sarebbe stata chiamata da tanti canzone d’autore era proprio canzone dell’io: l’io della tradizione poetica (che chiamiamo io lirico) entrava nella canzone, che quindi non raccontava più qualcosa di astratto, ma invece qualcosa di estremamente personale. Non importava che il cantautore parlasse di qualcosa di VERO, che gli fosse accaduto realmente, ma che parlasse di qualcosa di SUO, che dentro quella canzone ci fosse la sua idea, la sua visione del mondo, in qualche modo ci fosse un “io parlante” che diceva la sua, che prendeva una posizione. Gino Paoli ha recentemente confermato un’intervista che Il cielo in una stanza è l’edulcorata descrizione di un orgasmo vissuto con una prostituta: ottimo esempio di “canzone dell’io”, contrapposta per esempio ai tanti addi d’amore anonimi dove non vediamo alcun “io” che scrive.

La poetica di Claudio è una poetica che riguarda e coinvolge DUE tipi diversi di IO: l’io-Claudio e l’io-spettatore/uomo comune. Ebbene: l’io-Claudio è stato il protagonista di Al Centro; l’io-spettatore/uomo comune è stato protagonista del Raduno Ad Uno. Anzi, più che di protagonisti, possiamo parlare di veri e propri attori: Claudio è stato attore e officiatore di una liturgia durata per 50 date (e che forse va avanti da 50 anni), elevato da solo su un altare costruitogli apposta, e totalmente immerso davanti a quegli altri io, quegli io-spettatori/uomini comuni con i quali continuava ad interfacciarsi grazie ad un’innovativa struttura scenica (innovativa soprattutto all’Arena, perché lui sono anni che la sperimenta in tutti i modi possibili e immaginabili). Al Raduno invece ecco snocciolarsi pian piano i 21 eletti a cui è stato concesso l’accesso all’altare, di fianco all’officiante, che per una volta ha dismesso gli abiti liturgici, per indossare quelli dell’uomo comune. È una prassi tipica del raduno: Claudio ufficiante lascia lo spazio al Claudio-uomo, che canta canzoni sconosciute tastiera, chitarra e voce, ma che soprattutto parla, racconta aneddoti, intrattiene il pubblico con le sue battute e cerca con loro qualunque tipo di contatto. Ai 21 eletti sono state aperte le porte del palco, un divano e perfino un microfono (chi non si è emozionato da casa a vedere o a rivedere Con tutto l’amore che posso?).

Due “io” contrapposti, i due “io” su cui Claudio ha costruito tutta la produzione poetica, tutta basata su una dicotomia molto forte: io-voi (Io sono qui e Con voi), attori e spettatori, presente-passato. Dicotomia mai oppositiva e mai manichea, ma molto strutturale (è così l’uomo), in modo che fotografi una realtà. L’opposto di quanto accade oggi nel nostro paese, dove tutte le dicotomie diventano contrasto, guerra, occasione di farsi le scarpe l’un l’altro.

Ecco, nei due eventi a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane la dicotomia si scioglie. Si scioglie nell’immagine sorridente di Claudio-officiante, che dal palco del Mandela Forum sorride per l’ultima volta dalla pedana grigia di Al Centro. Si scioglie nell’immagine di Claudio fianco a fianco ai suoi fan, chi sorridente, chi ingessato, chi emozionato, chi confuso. E, in sottofondo a questi eventi, quelle canzoni che da 50 anni ci fanno compagnia. La musica in fondo permette di ricucire le distanze, di sanare le dicotomie e di sciogliere le divisioni. E allora, che musica sia, ancora, oggi e ancora per tanto tempo. Come ha detto Claudio: ci saranno altre prime.

Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

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5 commenti

  1. Forse mi sono perso qualche passaggio, ma a proposito del riposo che Claudio potrebbe concedersi, non si parla più del nuovo album di inediti?

  2. Ciao Luca, Auguri x i tuoi esami
    Non vedo l’ora di leggere quello che scrivi x il nostro adorato ClauDIO
    GRAZIE “POETA”❤

  3. Grazie Luca per questa descrizione che hai fatto su Claudio. Speriamo che il riposo non duri troppo a lungo!!!! Chi non ama Claudio lo vorrebbe già in ritiro dalle scene perché dicono che non ha più voce….

  4. Teresa da Bari

    Ho provato tante emozioni con il tuor al Centro…Sono sicura che Claudio ci regalerà altre sorprese…. Non smettere di trasmettere Cucaio. Voglio viverea ancora nuove emozioni .♥️

  5. Grazie Luca per le analisi che fai di Claudio e della sua poesia. La tua competenza aiuta a capire ed approfondire la sua genialità. Complimenti.

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