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La mia seconda tesi di laurea su Claudio Baglioni

Si è detto da diverse parti che la scrittura di Baglioni è “cinematografica”… Signora Lia, Quei due, Loro sono là, Tutto il calcio minuto per minuto, e molte altre canzoni ancora, sembrano proprio essere dei piccoli film o delle sequenze cinematografiche. Tutti noi sappiamo inoltre che dal remake dell’album Q.P.G.A. è nato un vero film (mal recensito dalla critica, ma che a tanti di noi è piaciuto anche solo grazie alla presenza delle canzoni di Claudio), e che nel tour Concert Opera tutte le canzoni erano state accompagnate da immagini poi raccolte nel Dvd del FilmOpera. Noi tutti sappiamo anche che Io sono qui è un disco tutto scritto come se fosse un film, e che negli anni Settanta i primi concept di Claudio hanno una natura molto cinematografica nel modo di raccontare le storie, come è evidente anche dalle rappresentazioni televisive che li hanno accompagnati, per non dimenticare la comparsata di Baglioni in Fratello sole, sorella luna, e il costante ricorso nei live alle immagini per ampliare i significati delle canzoni (su tutti, le meravigliose coreografie di Al Centro); infine, sappiamo quanto la tematica del rapporto tra vita vera e vita virtuale sia presente costantemente nell’opera di Baglioni, in particolare in Io sono qui e in Viaggiatore sulla coda del tempo, dove videogiochi, schermi, tv, mondo del web e cinema diventano metafore per parlare dell’impossibilità di conoscere il reale del nostro mondo.

Insomma, sembra che il cinema e più in generale l’immagine in movimento sia qualcosa molto importante all’interno dell’opera di Baglioni. Ho raccolto quest’intuizione iniziale che ho trovato in un articolo sul web scritto da Micheal Grimaldi (che ringrazio di cuore), suggestionato da due ulteriori suggestioni datemi da due professori dell’Università di Pavia: Pietro Benzoni, professore di Linguistica Italiana, mi ha chiesto di approfondire a livello linguistico che cosa si intende per “scrittura cinematografica” in canzone, considerando molto interessante questo terreno di ibridazione e contaminazione; Paolo Jachia, professore di Semiotica e tra i più importanti esperti accademici di canzone italiana, ha avuto l’intuizione che gran parte della canzone italiana deve dei grossi debiti alla forma del cinema. Allora, visto che sono iscritto ad un corso di Laurea Magistrale che si chiama Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema, in particolare al curriculum Scritture per la scena e per lo schermo, nel quale si studiano in particolare cinema e teatro, mi sono detto: perché non approfondire tutto questo?

Così, è nata la mia tesi di Laurea Magistrale dal titolo Nel segno del film, nel segno della canzone: la situazione italiana. I casi di Claudio Baglioni e di Nanni Moretti, in cui cerco di dimostrare che il rapporto tra canzone italiana e cinema italiano è stato reciproco, fecondo e molto attivo, nonché un elemento fondante del nostro immaginario pop contemporaneo. Come regista ho scelto Nanni Moretti, che usa la canzone considerandola non solo come riempitivo, ma come forma artistica dotata di senso e significato. Come cantautore, ho scelto dunque Claudio Baglioni: ho dedicato a lui tutto il terzo capitolo, concentrandomi sull’analisi di alcuni prodotti legati al cinema e al suo rapporto con la Settima Arte. Il lavoro è stato molto interessante perché mi ha permesso in particolare di andare a fondo all’opera Q.P.G.A., troppo spesso bistrattata dalla critica, che invece grazie all’analisi che ho cercato di fare si presenta come un progetto molto interessante dal punto di vista culturale e artistico, pur in piena logica con l’intento commerciale che prevale sugli altri.

Questa sera a casa di Luca vorrei invitare tutti voi a leggere questa tesi, sperando che vi possa piacere e interessare, che discuterò la prossima settimana all’Università degli Studi di Pavia, sperando che possiate cogliervi qualche cosa di interessante. Aspetto i vostri pareri!

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Luca

Luca Bertoloni

Nato a Pavia nel 1987, laureato in lettere moderne e attualmente studente di Filologia moderna, scienze della letteratura, del teatro e del cinema; maestro di scuola materna di musica e teatro e educatore presso gli oratori della città, suona nel gruppo pop pavese Fuori Target, per cui scrive i brani e cura gli arrangiamenti, e coordina sempre a Pavia la compagnia teatrale amatoriale I Balabiut; è inoltre volontario presso l’oratorio Santa Maria di Caravaggio (Pv), dove svolge diverse attività che spaziano dal coro all’animazione.

1 Commento

  1. Sicuramente, Baglioni è uno dei più grandi artisti italiani
    Prova ne è il numero altissimo di canzoni di successo che ha scritto. A volte, i suoi testi sono stati considerati onomatopeici
    Se così è lo si deve al fatto che riesce ad esprimersi trasmettendo dei veri film delle cose della vita

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