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Recensione semiseria di Attori e Spettatori

Ultimo giorno di vacanza, naufragata la possibilità di un ultimo giro in nave per la Costiera Amalfitana a causa di un check-out troppo “mattiniero”, mi ritrovo a passeggiare tutto il giorno per il centro di Salerno, in attesa del treno del tardo pomeriggio. Nella speranza di scampare al caldo torrido, mi rifugio da Feltrinelli. Una volta entrata il percorso è sempre lo stesso, ovunque io mi trovi: salita al piano superiore, reparto “Musica”, autori italiani, sotto la lettera “B” comincio a rovistare con frenesia da collezionista cercando un possibile cd di Claudio Baglioni (ovviamente raccolta o dal vivo) che negli ultimi venti e più anni possa essermi sfuggito. Nella foga del momento comincio a passarli tutti in rassegna e mentalmente comincio a ripetermi: “ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho…”. Evidentemente stavolta è il mio giorno fortunato perché mi ritrovo in mano il doppio live “Attori e spettatori” del 1996. Confesso che pur avendone sempre avuto la musicassetta e il dvd, non avevo mai comprato il cd. Erano anni che non lo vedevo più nei negozi di dischi. Ovviamente l’ho acquistato tutta soddisfatta.

Inutile dire quanto, già  la sola copertina risvegli in me entusiasmo e nostalgia: vi compare infatti, il bel Claudio nella sua rappresentazione (almeno per me) più iconica: chioma vaporosa con qualche filo bianco, camicia bianca e leggendario gilet nero, con in mano il magico tamburello decorato dai nastri giallo, rosso e blu. Questa è  l’immagine di Claudio che mi è più cara e familiare.

Basta premere “play” affinché la magia abbia inizio: il viaggio comincia “camminando le vie dei colori”, cui pure il tamburello della copertina rimanda, prosegue con il ritmo sempre bellissimo e senza tempo di Strada facendo, passando per la poesia di Reginella e per la “a tratti sconvolgente” Poster, dato il suo nuovo abito rap. Non mancano le acrobazie vocali dai picchi superlativi di Bolero e di Acqua nell’acqua,  la nostalgia intimista di Tamburi lontani e di Quante volte, la disperata sensualità di Vivi, la satira di Ninna nanna nanna ninna e di Dov’è dov’è, l’amara ironia di E adesso la pubblicità. Il disco 1 si conclude con le atmosfere notturne e misteriose di Notte di note note di notte.

Il viaggio continua nel disco 2 con la trascinante e mitica Io sono qui, proseguendo con la disperazione di Ancora la pioggia cadrà, passando per le struggenti Mille giorni di te e di me, Fammi andar via e Quanto ti voglio. Non manca l’amore dolcissimo e nostalgico di Fotografie e di Questo piccolo grande amore (altrettanto sconvolgente come Poster, nel suo nuovo look anni ’90). Come non mancano neppure la sognante e primordiale Io dal mare e l’utopica e speranzosa Noi no, la classica Io me ne andrei in veste rockeggiante e  l’irriverente e scanzonata V.o.t. . Questo meraviglioso doppio live si chiude con l’energia dirompente e incontenibile di Via, sulle cui note finali Claudio saluta il pubblico in delirio con il “Ciao!” che è ormai passato alla storia. Insomma, settantacinque minuti di straordinaria bellezza, con raffinati arrangiamenti live limpidi e senza sbavature, come il virtuosismo vocale di Claudio che è ai massimi livelli, sfiorando la perfezione dei dischi in studio.

Per me, non solo uno degli album meglio realizzati dal vivo, ma anche un viaggio emozionante nei ricordi di quella seconda metà degli anni ’90, quando divampò in me, poco più che tredicenne, la febbre per questo artista unico: Claudio Baglioni.

Katia Picano per Doremifasol.org

The Godfather

The Godfather [Il Padrino] - Dietro questo nickname si cela il nostro fondatore e amministratore unico TONY ASSANTE, più grigio ma MAI domo. Il logo (lo chiedono in molti) è il simbolo dei FANS di Elvis Presley (Cercate il significato in rete).

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